serravalle. LA STORIA SCONOSCIUTA DELLE DUE SORELLE ETTELESZ

In occasione della Giornata della Memoria l'Anpi di Serravalle con Roberto Daghini ha ricostruito la vicenda delle due sorelle ebree di Fiume
La famiglia Cittone

SERRAVALLE. Il 27 gennaio è il giorno della Memoria, celebrata in tutta Europa, la data fu scelta, in ricordo della liberazione di Auschwitz. Anche il comune di Serravalle fu interessato dai rastrellamenti di Ebrei.

La località oltre a essere il centro di internamento, era insieme a Larciano, il carcere di Pistoia e Monsummano, punto di raccolta per l’invio di ebrei a Firenze – Fossoli e ai campi di sterminio.

Nel territorio serravallino fu catturata dal maresciallo dei carabinieri Luigi Cellai, l’intera famiglia dei Cittone, composta da ebrei italo-turchi. Inviati a Auschwitz, solo la figlia Sol riuscirà a salvarsi.

Il 15 ottobre 2014, su invito della amministrazione serravallina del sindaco Eugenio Patrizio Mungai, fece ritorno a Serravalle e Livorno, dove fu ricevuta con tutti gli onori. Altri ebrei presenti nel territorio come Giancarlo Piperno, riuscirono a salvarsi diventando partigiani. Ma a sorpresa recenti studi nel registro del carcere di Pistoia, archivi locali e di Fiume è emersa una vicenda rimasta ignota fino a oggi.

A Serravalle il 26 gennaio 1944, vennero catturate dalla polizia pistoiese e su ordine del Questore Mario Chicca, due sorelle di Fiume, Margherita e Elena Ettelesz.

Foto comune di Serravalle 15-10-2014 da sinistra: Moral Galia, Eugenio Patrizio Mungai (sindaco), sol Cittone Mirales ; Roberto Daghini (presidente commissione cultura) Daniele Coen (comunità ebraica pistoiese)

Queste erano in fuga e residenti dal 1942 a Marliana. Margherita proveniente da Genova, era vedova di un cattolico, aveva conservato la cittadinanza italiana; a Elena, nubile, con le leggi razziali gli era stata tolta e risultava quindi apolide e licenziata dal suo lavoro di funzionario della finanza di Fiume. Margherita a Serra pistoiese si era risposata con l’ex podestà Ausilio Innocenti. Questi era vedovo e direttore della locale Cassa di Risparmio. Matrimonio per ovvie ragioni di sicurezza fu solo religioso.

Con i rastrellamenti dei fascisti locali, Ausilio insieme a altri, aiutò gli ebrei della zona e nascose la moglie e la cognata. Catturate grazie a spie e inviate al carcere sua moglie fu liberata il 31 gennaio, mentre la cognata non essendo italiana il 1 febbraio fu consegnata alla gendarmeria tedesca . Difficilmente i tedeschi liberavano gli ebrei.

In questo caso fu così, non è possibile sapere a oggi, quali canali e amicizie Ausilio sia riuscito a muovere. Tornate a Serra, subirono altre persecuzioni dai fascisti, ma l’intervento risultò decisivo, nessuno delle due sorelle fu nuovamente arrestata e riuscirono a salvarsi.

A fine guerra Elena ritornò a Roma dall’altra sorella Elsa, mentre il destino non fu benevolo con Margherita, il suo amato Ausilio morirà nel 1947.

Ritornata a Genova si sposa nuovamente con rito ebraico, morirà vedova nel 1973.

A breve grazie all’Anpi di Serravalle uscirà un opuscolo in memoria della vicenda.

Roberto Daghini

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