serravalle & politica. TUTT’A POSTO, FDI? MACCHÉ… ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA!

«Mi dispiace, gente. Ma lo scenario di Serravalle, così serenamente descritto in toni idilliaci, è un decimo di centesimo della realtà: è solo una «bugia vera». E le “true lies” cominciano nel momento in cui la collega Monti, che racconta la storia delle incompatibilità di Giovannoni, accenna a voci circolanti guardandosene bene dal citare la fonte»
Se aspettate che le fonti ufficiali vi dicano la verità, morirete tutti vergini e martiri. Se non vi fidate di nessuno e pensate male, fate tanto peccato, ma siete sicuri di picchiarci. E se lo diceva il Divo Giulio, lui che era un fervente cattolico…

CHI SI FIDA È UN BUON FIGLIOLO,

MA LO PIGLIA NEL… BUGLIOLO!


Il consiglio comunale di Serravalle ai tempi del coronavirus, quando è nato il gruppo FdI

 

SE VI DICO che non mi sono mai divertito tanto a scrivere, come mi è accaduto per Serravalle, mi dovete credere sulla parola!

Contrariamente a molti altri colleghi, in tutto il tempo che ho perso dietro alle puttanate dei giornali, una cosa l’ho imparata: a non ascoltare i politici e a non credergli se non per un decimo di un centesimo di ciò che dicono.

Non sono un buon matematico, ma credo che un decimo di centesimo sia solo un infinitesimo – e spesso di cacca. Se si prende 1 € cent, che corrisponde a 1,93627 £, per eccesso i politici, di solito, raccontano verità da 2 lire scarse. E così è anche in questa storia di un gruppo annunciato a Serravalle. Poi si vedrà, venerdì, cosa ha detto il Giovannoni intervistato dal Giornale di Pistoia (sempre che il settimanale non rinunci a pubblicare l’intervista già fatta…).

Ieri nel tardo pomeriggio, quando ho scritto covid-19 & politica. gruppi sanguigni e gruppi consiliari, casalguidi è in movimento…, ho aggiunto anche «Non resta che attendere l’uscita per avere una versione ufficiale dei fatti, ufficializzata da un giornale ufficiale e non da un quotidiano anomalo, anarchico, insurrezionalista e satirico-irriverente come il nostro».

Chi non è demens dovrebbe aver capito. Comunque, per chi non ci arrivasse, cerco di spiegare meglio. Che differenza passa tra «un quotidiano anomalo, anarchico, insurrezionalista e satirico-irriverente come il nostro» e «una versione ufficiale dei fatti, ufficializzata da un giornale ufficiale»?

Alle notizie ufficiali c’è da credere quanto alle caramelle dei pedofili

La risposta è scontata: il nostro quotidiano, nella sua rattoppata miseria, vivendo solo di se stesso e di volontariato, racconta solo «fake news» ma vere; mentre un organo di stampa ufficiale che ti fornisce una versione ufficiale dei fatti ufficializzandola, racconta soltanto «fake verità» o – visto che gli italiani di solito non sanno un cazzo di inglese, ma adorano esprimersi in quella non-lingua –, citando un famoso film, «true lies», bugie vere.

E volete sapere chi lo dice? Lo svelano i rapporti sociali di cui sono imbavagliati i giornali di lungo corso: che devono andare d’accordo con tutti i poteri (politici, religiosi, economici, sportivi, grattogeni etc.) per poter raccogliere pubblicità, carezze in testa (come i cani) e mille altri piccoli vantaggi, che, non di rado, danno loro la sensazione gratificante di essere dei Rocchi Siffredi con enormi “bastoni del potere”. È la famosa storiellina di Davide e Golia.

Fine della premessa – un po’ lunga, in verità…  Ci dispiace, ma la «versione ufficiale dei fatti, ufficializzata da un giornale ufficiale» come quella che leggete qua sopra, è un semplice vasetto di «funghi misti» sott’olio; di quelli che, per trovarci dentro un pezzettino di ceppatello, ci vuole il microscopio elettronico come quello con cui si vede quella cazzata di Covid-19 adoperato da Cina, Europa e progressisti nostrali per imporci la «puttanika» (non la «troika») del Mes, con la patrimoniale e la necessaria e conseguente Inc-Cool-Eight crozziana a gratis, per bontà e [dis]grazia di un Mattarella che, come minimo, andrebbe arrestato insieme a chi libera 400 mafiosi e si fa anche bello come fosse un uccello del paradiso che danza.

Effetti collaterali

Mi dispiace, gente. Ma lo scenario di Serravalle, così serenamente descritto in toni idilliaci, è un decimo di centesimo della realtà: è solo una «bugia vera». E le «true lies» cominciano nel momento in cui la collega Monti, che racconta la storia delle incompatibilità di Giovannoni, accenna a voci circolanti guardandosene bene dal citare la fonte, questa Linea Libera dai più ritenuta ignobile solo perché l’unica a dire le verità davvero ignobili di questa provincia nata e cresciuta all’ombra di un’invisibile cupola di intrallazzi economico-politici in cui banche, politica e massoneria hanno fatto e disfatto la storia d’Italia dell’ultimo secolo.

Sapete cosa distingue il tumore da una qualsiasi altra malattia? Il fatto che, normalmente, il tumore non dà sintomi, perché quando li dà è già troppo tardi. Vi esorto dunque a considerare la storia di Pistoia degli ultimi 100 anni e a fare un piccolo, stupido ragionamento: nera come il carbone in epoca fascista, rossa come il fuoco in epoca Pci e derivati tossici, ondeggiona e possibilista in prati di margherite e PoDeri oggi. Ma sempre adattata e adattata alle circostanze; e sempre a galla come gli stronzi sull’acqua.

Avete mai visto, in 100 anni, scoppiare uno scandalo qualsiasi a Pistoia e concludersi in maniera degna in tribunale? Qualcuno finire in galera, lo avete visto? Mai. Si è sempre e solo visto qualche cerchio appena nell’acqua per un sasso lanciato male (penso agli Untouchables), ma sùbito dopo è tornata la calma.

A Pistoia non si muove nulla perché, come il motore immobile di Aristotele, è Pistoia che muove i destini d’Italia e tutto il resto. Sono i pistoiesi che muovono le sorti del paese condannato alla servitù (Open, Alberto Bianchi, Matteo Renzi…). Come faccio a fidarmi di una città così, dove, perdìo, non succede mai niente?

Lo stesso vale per Casalvalle. Dove tutto viene compresso come gli abiti sotto il coperchio della valigia nei cartoni animati.

E siccome ora, con il Covid-19, mi sono rotto i cabbasisi, desidero chiarire un paio di cosette. Tutto il pezzo della collega Monti è un diligente riassuntino del racconto letto in classe dalla maestra. Ma il giornale non è questo, né questo è giornalismo.

Anche se mi impegno, non mi viene molto bene…

Sotto il gruppo, cari amici del giaguaro (non quello di Bersani, poeràccio!), non c’è – qualunque cosa si dica – solo uno sdrucio o uno strappo:  c’è un «lisume» a causa del quale tutti questi poveri burattini che si agitano quanto un barboncino che volesse montare una lupa cecoslovacca, si danno un gran daffare per uscire di casa senza che gli si vedano le mele.

Nessuno ha voluto vedere niente e ora scoppiano le contraddizioni? Nessuno ha controllato le compatibilità del Giovannoni e ora le frugiate stiàntano nella padella coi buchi? Non è mai troppo tardi – e parlo per Elena Bardelli – il dovere di controllare le regolarità delle situazioni. Che, per Giovannoni, secondo il punto di vista di Linea Libera ci sono e restano: e belle sode. E che, cari amici del giaguaro, sembrano essere più di una.

Patrizio La Pietra ha fatto il passo più lungo della gamba?

Se i gruppi sono come quelli FdI di Serravalle, stiamo freschi! Se i tre gruppari fossero cavalli attaccati a una carrozza, guidarli sarebbe difficile assai, perché tirerebbero in quattro direzioni diverse: uno a destra, uno al centro e uno a sinistra; più (quarta direzione) lo «strambellìo» del risultato delle tre forze scoordinate.

Renzó Le Mokó vi aspetta al varkó…

Da quant’è che suggerisco a Piero Lunardi di dare una ramazzata in giunta e non solo? Pensateci un po’. E, fra tutti, fate come i monaci ortodossi: tiratevi su la tonaca e cominciate a lavorare seriamente nell’orto per il bene dei cittadini e non per quello dei singoli, dei partiti o di altri interessi personali. L’idea del Senatore romano di creare un gruppo, non è stata come la mossa di Ninì Tirabusciò: ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti, mi pare.

E state attenti al gatto, perché Renzó Le Mokó non sta dormendo come vi lascia credere. Un bel giorno quel cosone dagli occhi a mandorla si alza e vi fa a fettine con i suoi ugnelloni, cari politici della domenica e cari giornali ufficiali che fornite versioni ufficiali in versione ufficiale!

Il tempo lavora per i gatti. Buona castrata a tutti da Castruccio.

NOTARELLA. Alla prossima devo fare un appuntino al signor Claudio Spinelli, ex-guidatore di pulmini.
Gli voglio chiedere se vuole venire a lavorare con Linea Libera perché lui di gemellaggi se ne intende e si gemellerebbe facilmente anche con noi, ne sono certo. Può passare con facilità dallo sterzo alla tastiera.
Poi capirete meglio…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica e satira

Consiglio mattutino: fatevi tutti testimoni di Geova. Potrete leggere a gratis due importanti riviste: Svegliatevi! e La torre di guardia


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