SERRAVALLE. POPOLARI E RIFORMISTI SULL’UNIONE DEI COMUNI

Federico Gorbi e Patrizio Rafanelli
Federico Gorbi e Patrizio Rafanelli

SERRAVALLE-CASALGUIDI. Serravalle Popolari e Riformisti scrivono:

Sul possibile coinvolgimento di Serravalle Pistoiese in una futuribile unione di comuni sono intervenuti prima il consigliere Daghini di Rifondazione Comunista, per dire no, elencando una serie di preoccupazioni, e poi il consigliere Bolognini che, tra la lunga serie di considerazioni che fa, ci sembra abbia dato un parere favorevole alla proposta.

Vorremmo riportare tuttavia il dibattito, senza dubbio interessante, nel giusto alveo.

Il tema è stato sollevato da noi nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quando il consigliere Bolognini era assente, in occasione del voto sull’estensione per la gestione in forma associata del servizio di segreteria.

Il Segretario ed il vice-Segretario comunale, fino ad oggi, venivano gestiti da Serravalle in modo associato con il comune di Ponte Buggianese.

Tale collaborazione si è ora estesa anche al comune di Pieve a Nievole.

Grazie alla disponibilità del Segretario generale, dott. Fernando Francione, e del vice-segretario, dott. Paolo Ricci, il comune di Serravalle potrà risparmiare circa ventimila euro all’anno pur non rinunciando alla qualità del servizio.

In quella occasione, abbiamo appoggiato convintamente la proposta, ampliando però il dibattito per rilanciare una riflessione sulla condivisione con altri comuni dei servizi ai cittadini, in modo da realizzare sensibili risparmi magari migliorando il livello di quanto viene offerto.

Nel gran parlare di questi giorni per diversi enti della nostra realtà provinciale, si rischia di far confusione tra unione e fusione.

L’unione di più enti comunali non comporta la scomparsa delle singole realtà ma fa sì che i singoli comuni affidino all’unione alcuni compiti, in modo da realizzare insieme cose migliori e con economie di scala.

Diversa è la fusione che comporta il superamento di due o più realtà territoriali ed amministrative che cessano di esistere per essere completamente inglobate in un nuovo ente.

Nessuno, in consiglio comunale, ha parlato di fusione. Piuttosto, sia da parte del nostro gruppo che da parte della maggioranza, è stato fatto un ragionamento per cercare di individuare quei servizi che, come nel caso degli acquisti, della riscossione di imposte e tributi, del pagamento degli stipendi, potrebbero essere gestiti in associazione con altri enti, per poi arrivare nel tempo ad una unione di comuni.

I problemi che individua Daghini, relativi alla particolarità del territorio di Serravalle, diviso in due zone ben distanti e distinte tra loro, sono superabili in tal senso poiché nessuno vuole veder la fine di Serravalle come comune ma, almeno il nostro gruppo, auspica un livello migliore di servizi con costi più contenuti.

È proprio la conformazione territoriale che provoca una lievitazione di costi nel nostro ente, se si pensa solo al fatto che esistono due palazzi comunali, uno a Serravalle e uno a Casalguidi.

Allora, perché non immaginare nuovi modi per risparmiare su altre voci e per dare servizi di più alto livello ai cittadini?

Non abbiamo la soluzione in tasca, ma ci piacerebbe che le forze politiche serie si confrontassero apertamente su questo tema, senza buttarla sempre in burla come fa Bolognini, cosa che può essere simpatica se dura poco.

I cittadini ci hanno eletto per dare risposte e, per questo, chiediamo a tutti i gruppi presenti in consiglio un sereno confronto su questo tema.

Federico Gorbi Patrizio Rafanelli
Serravalle Popolari e Riformisti

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