serravalle. PROVE DI “RAPPACIFICAZIONE ROSSA” IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2022: ART. 1 E IL NUOVO SPINELLI

All’art. 1 di Serravalle non basta proprio fare la corte alla Simona Querci per sentirsi chiamare dal Pd! Il Pd ha preso un calcio in culo così forte, con lo sbando-Lunardi, che ha bisogno, per riprendersi, di uno shock vero e proprio, e non di quelli che vengono da pecore inermi della sua stessa stalla…

 

Querci, Spinelli e Caferri: Pd, Art. 1 & Anpi. A tutti i poeti manca un verso, a ogni sinistra manca un pezzo. E ormai è un bel pezzo che i pezzi mancano…

 

NESSUN SI METTA A PIANGERE O SI LAGNI:

LA “CAUSA DEL SUO MAL” È DEI COMPAGNI!

 


Spinelli e Mungai prima del tonfo del Pd

 

 

«È FINITO il tempo delle alleanze “automatiche” su programmi e candidati calati dall’alto, prendere o lasciare. In questo caso è chiaro che Art 1 lavorerà per presentare una lista di sinistra alternativa».

Parto da questa stupenda affermazione (la trovate tutta qui in serravalle. prove di coalizione a sinistra) sottoscritta da Gianfranco Spinelli (Kawasaki) per Art. 1: un pensiero che veramente toglie l’olio dai fiaschi come si faceva una volta. Ora sì che Serravalle – dopo il casino della giunta Lunardi – risorgerà, come diceva Ettore Petrolini della Roma di Nerone, «più bella e più superba che pria».

Con le farneticazioni trombonose dell’assessor cronometro, siamo a cavallo. Gli uomini dell’Art. 1, che ricorda – infelicemente e troppo da vicino – la famosa Osteria N. 1, quella che ricorda che “al casin non c’è nessuno”, promettitori della «sinistra alternativa» (alternativa in che? In sex and drugs? In seghe e gazzose? In pippe dell’Anpi?), si sono perfino esternati in elogi ai tecnici per la variante urbanistica presentata da Lunardi.

Hanno scritto che si tratta di «un ottimo lavoro da parte dei tecnici che vi hanno lavorato ma le linee dettate dall’esecutivo Lunardi non ci hanno per niente convinto»: e qui, cari alternativi, non sarebbe male che ci indicaste come avete fatto a giungere, da profani assoluti, a dare un 10 e lode  ai tecnici (misteri della sinistra!) e un 4 menomeno a Lunardi, le cui linee (quali, come e perché) non vi «hanno per niente convinto». Un bel comunicato roboante, quello propinàtoci, ma che finisce per perdersi, come di solito, in uno scorreggiamento di giudizi senza motivazioni, che fa cascare le braccia, il pan di mano e le palle in terra.

Gianfranco Spinelli, versione istituzionale

Lo Spinelli c’è stato una vita in corso legale. Ha fatto comodo al Pd e il Pd a lui, che, in modi più o meno alternativi, ne è uscito sempre foraggiato e arricchito da qualche fetta di mortadella avanzata alla mensa del padre. Ma vorrei sapere, dai serravallini, cosa ha realizzato, in concreto, Mr Kawasaki, in tutti i decenni della sua permanenza sui banchi da cui ci ha perfino spiegato «Il Fascismo secondo Gianfranco».

Gregario, e con la lingua appiccicata al Pd come a una lastra ghiacciata in una scena classica da cartoni animati, lo Spinelli sottoscrive (non sono convinto che scriva lui personalmente, perché lasciatemi dubitare che ne sia veramente capace: e non è il solo, beninteso) queste eccezionali parole: «Quindi, secondo gli aderenti ad Art. 1 mdp si devono abbandonare i vecchi metodi e procedere alla costituzione di una coalizione allargata a tutte le forze disperse della sinistra ed anche alle varie espressioni della società civile. Non possiamo limitarci ai partiti e partitini che sempre meno rappresentano il corpo sociale. Dall’assemblea è poi emersa chiara la posizione riguardo alle strategie da mettere in campo insieme a tutte le altre componenti».

O quanti sono, prima di tutto, gli aderenti ad Art. 1? Uno, nessuno o centomila? «Si devono abbandonare i vecchi metodi e procedere alla costituzione di una coalizione allargata»: cari assembleari dell’Art. 1 (uno, nessuno o centomila), avete scoperto l’acqua calda? Vi siete accorti che le «cose allargate» non vanno bene? È da prima che nascesse Cristo che le cose allargate non garbano a nessuno – e non andiamo oltre con battute che la sinistra (Deborah Del Cortona in prima linea) giudicherebbe sessiste perché i progressisti sono talmente ignoranti della cultura occidentale che la Fedeli e l’Azzolina hanno potuto mettere il loro culo (disfatto o sodo, dipende) sulla poltrona della scrivania di giganti come Giovanni Gentile e Benedetto Croce, non laureato nemmen lui, ma certamente con du’ palle come Giove, il pianeta gigante del sistema solare!

All’art. 1 di Serravalle non basta proprio fare la corte alla Simona Querci per sentirsi chiamare dal Pd! Il Pd ha preso un calcio in culo così forte, con lo sbando-Lunardi, che ha bisogno, per riprendersi, di uno shock vero e proprio, e non di quelli che vengono da pecore inermi della sua stessa stalla.

Presciutto. E speriamo che ’un diventi so-vietico…

Per il Pd lo shock non può che venire da fuori. Per questo tutti tremano a sentire il nome di Ermanno Bolognini, un signore forse maturo ma non acèfalo, non stupido: e si vide bene quando il Mochi lo fece fuori, chiamando perfino gente da mezza Toscana per il plotone di esecuzione, perché il rompi di Casale aveva bell’e buttato all’aria il sistema so-vietico di governare del Pd (so-vietico, scritto così perché indica sia il soviet comunista, che il vieto del presciutto e del salame tipico dei comunisti nostrali, 75 anni in groppa al popolo-ciuco nei comuni rossi).

Art. 1 che scrive «È finito il tempo delle alleanze “automatiche”» mostra, caro Spinelli, di non aver capito una beata minchia. Quello che è finito non è «il tempo delle alleanze “automatiche”»: è il tempo e basta. Il tempo dei linguisti attaccati alla lastra gelata del Pd.

Altre due cattivissime battute finali. Se non si smette di dare alle giunte il potere di giudicare i vivi e i morti (cioè di decidere, per ogni territorio, i nomi e i cognomi delle persone a cui moltiplicare il valore delle terre possedute con il miracolo non della trasformazione dell’acqua in vino, ma della terra agricola in terra fabbricativa) si va davvero poco lontano: perché è solo un gran puttanaio e sarà sempre così. Il popolo può aspettare, chi se ne fotte del popolo? Quel che conta è fare affari – per tutti, nessuno escluso.

Ultima lanciata mortale. Nessuno vede il circolo massonico a circuito chiuso in cui i comunisti serravallini si parlano fra loro su facebook. Ma in tutte le famiglie c’è sempre uno che va fuori a raccontare gli interessi di casa.

E ieri mi hanno detto una cosa interessante: che l’intervento di Gianfranco Spinelli Kawasaki ha rotto il cazzo all’intero Pd. Che, in queste ore, con i frammenti delle sue òva rotte e doloranti in mano, si starebbe ferocemente scagliando contro lo Spinelli in ogni modo e senza risparmiare insulti, anche…

Com’è buffo il mondo! E soprattutto come sono buffi certi “intellettuali” di sinistra che, come Berlusconi, vogliono per forza continuare a scopare anche quando non gli si rizza più e non capiscono che è l’ora di levarsi dai coglioni…

Buona giornata a tutti in attesa di domani, 8 settembre, glorioso destino d’Italia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di sàtira e sfondellamento

 

Anche il tempo finisce, geni della politica! Pentitevi e andate a vivere in Tibet, non per 7, ma per 70, 700 o 7000 anni a fila!


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