servizi, associati & dissociati. QUEL BELL’ESEMPIO DI SIMBIOSI FORZATA MESSO IN PIEDI NELLA TERRA DI MEZZO DEL MONT-ANA

La condivisione del personale ha creato di versi problemi. Ragioneria e vigili urbani hanno funzionato a dovere per Betti mentre hanno messo in ginocchio il paese di Magnino Magni
Certe cose nascono con un fine e finiscono con un altro…

 «QUESTA O QUELLA, PER ME PARI NON SONO»


Una foglia di fico non basta a coprire i problemi dei servizi asso/dissociati

 

AGLIANA. Non innesti un fico su un pero o viceversa e – don Tofani docet o, meglio, dovrebbe docettare, cosa che non fa con le sue bandierine esposte in chiesa – nessuno può servire a due padroni contemporaneamente: o ne amerà e servirà bene uno e trascurerà l’altro.

Diceva un proverbio di Montorio, borgata di collina in cui sono nato, nel Luccianese, che nella vita «o si tira o si soffia»: spiegato in soldoni ai progressisti bibbiani di Capalbio, significa «è impossibile inspirare ed espirare nello stesso momento».

Ma i comunisti – quelli di cui parlo sempre io, gli ispirati dai preti progressisti e da Bergoglio; gli intellettuali che non conoscono né grammatica, né aritmetica, né storia – hanno saputo dare origine a tutto e al contrario di tutto: tutti gli uomini sono fratelli, ma Salvini, che pure è fratello del papa, è una merda, per esempio – e va cancellato dai catto-buonisti. L’Isis non c’è soltanto… «di lì e là» dove le palme fanno datteri e petrolio.

E sia chiaro (da Guido Del Fante in giù) che io non sono salviniano, anche se, alla fine, dovendo scegliere fra Salvini e Fiano o Renzi o Conte o la Boldrini o Grasso o i 5 Stelle, preferisco di gran lunga la Borgonzoni, che ho salutato – più che volentieri – lunedì scorso, 13 gennaio, alla Stazione Termini, facendole i complimenti per la sua capacità di sopportare, sorriso sulle labbra, quei molesti insopportabili dei filobibbiani profumati con preziosissimo Sardel N. 5.

Ma torniamo al Mont-Ana: che sarebbe gran cosa se producesse carne in scatola; mentre, purtroppo, produce solo aberrazioni politico-oncologiche, quelle delle «domestiche a mezzo servizio».

Già a mezzo non va bene nulla, neppure (me la permettete una battuta di Crozza?) «le segre», care ai progressisti che vogliono dar loro la cittadinanza onoraria in paesi in cui (come ad Agliana) il prete espone non la bandiera di Israele, ma quella palestinese.

Figuriamoci i servizi «a mezzo»! Ci salireste, per capirci, su un pullman del Copit, con cartello Pistoia-mezzo servizio, che magari vi scarica a Spedalino dinanzi all’abitazione dell’ex assessore Alberto Ciampi, mio ex allievo al liceo? Non credo proprio.

L’Italia dei dem è però una creatura di “mezze segre” a cominciare dalla non-riforma delle province di (appunto) un catto-com come Delrio: 9 figlioli in giro (cinque femmine e quattro maschi), zero neuroni in testa. Una riforma che è già, di per sé, una “mezza segra” il che può spingerci a pensare – vista la numerosa prole dell’ex ministro del Ponte Morandi – che questo “ispirato da Dio” pensi, più che con la testa, con qualcosa d’altro.

Fra le “mezze segre” all’italiana ci sono pure le fusioni dei Comuni (una presa di culo enorme: vedi le sorti dei comuni della Montagna Pistoiese) e quegli aborti amministrativi che si chiamano servizi associati, che possono portare all’idea sia di “associazione a delinquere (= abbandonare, cioè, la retta via amministrativa)” che all’esatto contrario, a una “dissociazione” qual è stata quella del servizio di polizia municipale Montale-Agliana, ben costruito su un falso sillogismo aristotelico: Agliana paga il 70% dello stipendio all’atletica dottoressa Nanni (è laureata a Torino in scienze motorie: cioè è un’insegnante di ginnastica), ma il Comune capofila è Montale (30% – salvo errori) e tuttavia la comandantA “ha sempre abitato stabilmente a Montale” e ad Agliana è comparsa con la stessa frequenza della Cometa di Halley.

Paola Nanni e Ferdinando Betti [da Report Pistoia – 10.5.2019]. Ci raccontarono un sacchetto di balle
Di pari passo vanno le cosiddette «risorse umane»: dopo l’intervento ginnico-sportivo della associazione, al momento della dissociazione (anche di altra natura, visti i risultati che seguono), Montale di Betti (fido interprete delle volontà del Pd, avversato da Mangoni e avversatore di Mangoni per il suo alto tradimento dopo il siluro tirato a Fragai) ha mantenuto un corpo di vigili perlopiù illeso, mentre Agliana di Benesperi (post-Mangoni) si è trovata in braghe di tela (per non dire a culo scoperto) con un corpo sottodimensionato (i vigili dovrebbero essere 18, ma sono 6 o 7) perché la signora Nanni, in maniera assai sbilanciata, ha smobilitato tre o quattro unità mandando gli agenti a lavorare altrove senza pretendere che compensassero la loro mobilità con opportuni rimpiazzi. Così, di fatto, Agliana e i suoi cittadini si sono trovati in ginocchio.

Questo primo aspetto del comando della signora Nanni non finisce qui. C’è un diavolìo dell’ostrega, fra i vigili aglianesi, perché la signora Paola (braccio destro di don Ferdinando) per lo scorso anno 2019 sembra che non abbia mai trovato il tempo di calcolare, liquidare e – soprattutto – pagare la cosiddetta “indennità di servizio esterno” per i vigili che uscivano in pattuglia.

Logica e doveri di ufficio avrebbero richiesto che la comandantA, prima di andarsene e al momento dello smantellamento del servizio, sulla carta associato ma nei fatti dissociato se non schizofrenico, lasciasse, come si dice, almeno la «scrivania pulita». Ma è, forse, un chiedere prestazioni che le donne evolute di oggi non concedono più perché così possono punire quei brutti ceffi di «maschi alfa» che girano, senza far nulla, in canottiera, mutande e infradito come Homer Simpson?

Insomma: i vigili di Agliana non hanno ancora riscosso le loro spettanze perché l’atletica Nanni ha lasciato il comando allo stesso modo con cui una brava massaia (di quelle che piacciono tanto alla grande elettrice di Betti, la signora Barbara Dardanelli) pianta il pentolone del minestrone Orogel sul fuoco e, dimentica di tutto, sale in macchina e corre alla Coop a fare la spesa per i… cavoli suoi – lasciando, magari, a casa un maschio beta a ramazzare la cucina e a lavare gli stracci o il Mocio Vileda.

È ovvio che ai vigili di Agliana stanno girando i coglioni e ne hanno ben donde. Come non meraviglia che perfino l’ultimo dei vigili aglianesi (l’agente Fedi) sia letteralmente scappato a gambe levate da Agliana per rifugiarsi a Montemurlo: dove siamo convinti che il comandante Gioni Biagioni sarà senz’altro più attento ai bisogni dei suoi subordinati.

«Lavorate, fratelli, che poi vi do buoni pasto buoni-un-corno

Questo il primo problema nanniano. Ma oltre a ciò, altri due aspetti non secondari si profilano dinanzi alle “scelluline grìje” di Hercule Poirot.

In aggiunta ai problemi delle indennità di servizio esterno, i “decimati” vigili di Agliana si lamentano – insieme, stavolta, ad altri dipendenti comunali – del fatto che non hanno ancora riscosso i «buoni pasto» dovutigli, tema su cui, sul versante-vigili, c’è un ulteriore «ricciolo di burro».

La comandantA Nanni impose, infatti, ai suoi subalterni in servizio per il Giugno Aglianese, dei turni serali di 6 ore e trenta minuti al giorno (1° giugno-1° luglio) con intervallo di mezz’ora per il pasto.

In séguito, però, dinanzi a una ottantina di buoni pasto da pagare, verso metà luglio 2019, la Nanni scrisse alla ragioniera Tiziana Bellini (altra «donna a mezzo servizio» con Betti) per porre un quesito intelligente.

Chiedeva, da vera campionessa di logica pura, se i buoni-pasto spettavano o meno ai suoi vigili. E sembra che la dottoressa Bellini le abbia risposto con un bel no. Per chi non ci arriva, dimostrando di non capire una minchia, chiarisco: l’atletica Nanni prima fa svolgere il servizio ai suoi subalterni e dopo – e solo dopo – chiede se il servizio debba essere compensato o meno. Aveva paura di aver causato un danno erariale?

Trasformiamo questa situazione in un esempio icastico e chiaramente comprensibile anche a chi ha un solo neurone in testa: la regina Elisabetta, per fare il suo ingresso in parlamento dinanzi a Alexander Boris de Pfeffel Johnson, indossa tutto (manto reale compreso) e, sopra tutti gli abiti (manto reale compreso), si infila – finalmente – le sue preziose mutande sopra le quali aggancia anche un erotico e malizioso reggicalze di pizzo nero tale da fare invidia perfino a Meghan Markle.

Nesti [di spalle], Caramelli e Fragai al Bar di via Magnino: caffè & trattative? Ma all’assessore misero bucce di cacio sotto la roulotte parcheggiata al Teso…
Come giudichereste tutto questo? Un servizio “associato” o un servizio “dissociato per dissociati” che soffrono di carenze cognitive?

Domande finali: perché Betti può contare su «mezzi servizi funzionanti» (Santoro, Bellini, bilanci, vigili urbani salvo se altri) e, a partire dall’epoca di Mangoni il traditore del Pd, Agliana ha dovuto solo contare su avanzi che erano più propriamente “mezze segre”?

Là, nel paese del Carbonizzo di Fognano, bilanci sì e vigli sì; qua, nel famoso paese di Magnino Magni e altri resistenti, bilanci no (né consuntivo per Mangoni né preventivo per Benesperi) e vigili decimati e spediti ai quattro angoli del globo?

Perché? Che ci dice, in merito, anche il sanguigno e fremente assessore a personale e vigili, Maurizio Ciottoli, che ha iniziato a temere e a tenere alla larga i pericolosi neonazisti di Linea Libera? L’assessore che preferisce parlare con La Nazione e, più spesso, è ignorato (e gli girano…) da Il Tirreno?

Non sarà – tanto per fare un po’ di dietrologia, mai sprecata – che il Pd di Fragai & pupari vari, prima voleva rompere le uova nel paniere a Mangoni il traditore, l’anti-Greganti e, oggi, a quel fascistello di Benesperi contrastato dalla opposizione-tsunami dell’assenteista Vannuccini?

Alla faccia del bicarbonato di sodio! (Totò). Davvero io non vorrei essere la dottoressa Aveta!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca e di critica

Che bolle in pentola in questi giorni, con tanti carabinieri e fiamme gialle che frequentano assiduamente il regno consolidato di oltre 70 anni di buona amministrazione Pd?

Cose non comuni in Comune…? La segretaria si è forse decisa a denunciare la vergogna di «Pane e Rose» e non solo…? Andremo vedendo, disse il cieco.


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