sfogliature in picchiata. DALL’AUTUNNO DELLE FOGLIE CADENTI ALLA CADUTA LIBERA DEGLI DÈI: PIÙ CHE LEGARE LA LEGA DI PISTOIA SI SLEGA

Il partito della spada si sfoglia o si spoglia? Una quindicina di iscritti hanno davvero poca voglia di rinnovare la tessera, sono nauseati. Che c’è che non va? Manca qualsiasi forma di democrazia, è la risposta

 

Insomma, come per diventare sacerdoti ci vuole un vescovo che ti unga, così per avere la tessera della Lega, occorre un Arcangelo Michele che scenda dal cielo con le milizie celesti a investire il beato prescelto per condurlo in paradiso

 

SE QUALCUN T’UNGE VA BENE

ALTRIMENTI SONO PENE!

 


 

La vita è un paradiso di buggìe. La tessera t’arriverà il giorno di San Mai

 

LE BUGGÌE, come dice Sonia Pira, hanno le gambe corte e portano poco lontano. Il tragitto della Lega pistoiese evidenzia sempre di più le sue criticità: non è questione di malpancismo, c’è proprio qualcosa che non va. E alle prossime amministrative vedrete che bella pummarò, rossa rossa come dio e i cattocomunisti comandano!

Quattro leghisti storici di Pistoia èccoli qua a parlare, all’unìsono, di un problema che non è affatto secondario. A, B, C, D chiamerò questi tesserati che si stanno smilitarizzando come hanno fatto anche Gori e l’avvocato Belli, dopo Pasquetti & C.

Si presentano per rappresentarci un imbarazzo imbarazzante. Credevano di essere finiti in un partito, ma si stanno accorgendo di essere nella stiva di un veliero che parte dall’Africa e porta schiavi in America a lavorare nelle piantagioni di cotone. E speriamo che leghisti e magistrati capiscano la metafora o altrimenti arriveranno altre querele da ammassare sulle altre oltre 25 già confezionate “a capocchia” e insaccate a salame in una salsiccia piccante di 25 pagine di inconcludente confusione.

Inizia A: «Non è polemica la nostra. È che la Lega di Pistoia vive su una totale mancanza di democrazia. È inutile che la Pira parli di triplicazione delle tessere: è una emerita – come dice lei – buggìa».

Parla per tutti; è il militante più anziano del gruppo e ci racconta di come questo insieme non ben definito – la s-Lega, appunto – si suddivida in gruppi come i cittadini dell’apartheid.

È questa l’immagine che mi viene pensando che i leghisti di Pistoia hanno due chat separate: una è per i bianchi di Salvini che hanno già il passaporto vaccinale della tessera; una è per i negri (adotto la definizione dei tempi di M. Luther King) che, sugli autobus, potevano salire, ma soltanto in fondo.

Il Sen. La Pietra e Sonia Pira festeggiano la vittoria del centrodestra ad Agliana. Alla prossima festeggeranno la caduta del centrodestra?

La Lega, infatti, rilascia il passaporto vaccinale/tessera solo quando lo dice lei per bocca di commissari e coordinatori come la Pira & C. Una democrazia, insomma, che non va discussa.

«La verità – sottolinea B – è che la lega ha perso più di un terzo di iscritti. È tutto fermo e immobile. Nessuno risponde alle domande di nessuno e, in pratica, stiamo seduti a rigirarci le dita. Ci siamo già stancati di questo. E presto anche altri se ne stancheranno».

Un esempio di come la Lega si sleghi è la questione sede. I più o meno cento iscritti di Pistoia non hanno un buco in cui riunirsi. Perché finora – sottolineano A, B e C – «che ce la abbiano offerta gratis o che ce la abbiano proposta a buon prezzo, mille sono state le scuse per decidere di non prendere alcuna sede».

I quattro che si sono rivolti a me, rappresentano un gruppetto di una quindicina di persone. A me viene in mente che si tratti di una sorta di agorafobia, quella di non decidere di avere una sede; di paura di una piazza in cui chi viene e si siede può dire il proprio pensiero: un pensiero che potrebbe anche essere pericoloso perché le idee, a volte, fanno più paura di un fucile. Il potere va tenuto a ogni costo? Ma allora? Che differenza c’è tra Pd e Lega?

Sono quattro leghisti che parlano all’unisono: nella Lega manca la democrazia; la Lega non è un partito democratico perché gli adepti (quelli che aspettano il panierino della tessera dal cielo e fanno anticamera per anni) non possono leggere e vedere cosa dicono i beati del coro di dio-tessera: la loro chat è chiusa ai profani. Neanche si fosse in massoneria!

Questo non è il mestiere di Linea Libera

Insomma, come per diventare sacerdoti ci vuole un vescovo che ti unga, così per avere la tessera della Lega, occorre un Arcangelo Michele che scenda dal cielo con le milizie celesti a investire il beato prescelto per condurlo in paradiso.

Non è bello, dicono i quattro scontenti. Non è simpatico. Come non è simpatico sapere che Salvini voleva rovesciare tutto e battersi per l’apertura totale dell’Italia che sta morendo di chiusure e fame, ma sulla chat degli angeli di dio che sono i custodi della Lega, Sonia Pira sostiene la politica governativa filodraghiana del capo con corona (ma leggi rosario) e invita i tesserati a sostenere il partito e Salvini a ogni costo. Mi viene in mente una famosa frase di Palamara: «Non è giusto sparare sulla Lega, ma dobbiamo abbattere Salvini».

Che differenza fa sentir dire che la Lega lotta per riaprire l’Italia, ma poi è d’accordo con Draghi anche se decide di scendere in piazza a fianco dei commercianti.

Cari, potentissimi angeli custodi della Lega, state dando alla vostra base delle indicazioni talmente contraddittorie, che la state rendendo schizofrenica. Non sa più cosa fare, la base: se tirare la fune o lasciarla a secco. E se la base molla la fune, a rompersi il viso sarà quel Matteo che forse piaceva non tanto per il rosario che teneva in mano – nessuno o quasi, oggi, crede in dio, a iniziare da cattolici –, quanto per l’apparente capacità di decidere da cui pareva avvolto e protetto. Ma ora che mangia e beve con gli europeisti delle banche, si è messo a fare il bravo ragazzo? E da che parte va, anche lui?

On. Maurizio Carrara. Da FI a Lega

Ora la s-Lega pistoiese andrà su tutte le furie, ma io «che colpa ne ho se il cuore dei tesserati della Lega è uno zingaro e va»? E riuscirà il deputato ex-Fi, Maurizio Carrara, oggi transfugato alla Lega, a riportare ordine nel caos? Sembra che voglia darla, una sede al suo nuovo partito. Ma per il momento – mi dicono A, B, C e D – sono più le parole che i fatti.

E vabbuó. La politica è così. Più buggìe – direbbe la Pira – che fatti…

Dallo Spielberg, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

 

La politica? È una banda a fibra a banda ultra larga

 

Aveva ragione Luciano Michelozzi, quarratino anarchico, padre di Marino, consigliere di appoggio al sindaco Okkióne Mazzanti, quando, al tempo in cui ero un giovane cronista di 19-20 anni, mi ripeteva continuamente, con la sua erre francese: «Ma cosa vuoi capire, Bianchini? È una banda, è tutta una banda! Ci pigliano tutti per il culo!». E pensate: erano solo gli anni 60…


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