sgarbi a pistoia. «RIPENSARE L’ITALIA CON UN’IDEA DI BELLEZZA»

Sgarbi in San Francesco
Sgarbi in San Francesco

PISTOIA. La chiesa di San Francesco era stracolma, stamani, per la performance di Vittorio Sgarbi. «Figuriamoci se vengo a Pistoia per parlare di Pistoia» ha esclamato lo showman, anche con una certa autoironia, verso la fine della mattinata.

Ad esclusione degli ultimi dieci minuti e due brevi parentesi, per tutto il tempo Sgarbi ha fatto ricorso al suo repertorio istrionico da intrattenitore, incentrato sulla satira, l’autoironia e l’aneddotica: questa è la sua forza e questo voleva la maggior parte della gente che aveva preso d’assalto la chiesa. Dalle gaffes dei politici ai matrimoni gay alla seduzione di una suora di clausura, «sposa di Cristo, ma lui non lo vedi mai, io sono più reperibile».

L’evento è stato anticipato dalla presentazione del gruppo Mediolanum, l’istituto di credito che, tramite l’organizzazione della preside del liceo classico Forteguerri, ha finanziato ‘lo spettacolo’ per presentarsi alla città con la precisa volontà di consolidare il radicamento territoriale.

Sede della mattinata il prestigioso edificio di proprietà comunale: la chiesa di San Francesco venne infatti alienata all’epoca delle soppressioni postunitarie e fu solo grazie al mai abbastanza onorato Filippo Rossi Cassigoli se rimase destinato al culto senza subire riconversioni.

Mediolanum si presenta a Pistoia
Mediolanum si presenta a Pistoia

“I segreti di Pistoia”, almeno a stare alla locandina, era il tema della cosiddetta lectio magistralis, anche se lo stesso protagonista ha precisato che «i miei collaboratori non mi dicono né il luogo né il tema della conferenza, punto sull’effetto sorpresa. Quando andavo nelle trasmissioni per parlare di arte parlavo di tutt’altre cose. Faccio ‘Sgarbi’ per non lavorare».

Ha toccato anche i temi sempre attuali, dalla valore della bellezza, da inserire nel primo articolo della Costituzione a fianco del lavoro, fino alla spesa pubblica dissennata e al ‘sacco d’Italia’. Alcune provocazioni: «Conoscete qualcosa di più brutto del nuovo tribunale di Firenze?»  e soprattutto qualche frecciata alla piaga tutta italiana delle opere inutili, dannose e generatrici di debito.

Sgarbi a PistoiaHa ricordato che Berlusconi preferiva parlare del ponte sullo stretto di Messina piuttosto che ascoltare i suoi consigli circa ville e frammenti di patrimonio da restaurare: «quella è la vera ricchezza italiana, non le trivelle o l’Ilva, se non siamo in grado di ricavare ricchezza dal nostro patrimonio c’è qualcosa da ripensare. Concepiamo il progresso contaminato da un’idea sbagliata di progresso industriale. In Lombardia c’era il Pirellone ma hanno voluto fare un nuovo grattacielo per il palazzo della Regione…».

Non è mancato qualche slogan a casaccio sulle pale eoliche «delirio fallico di Vendola e di certe altre zone del meridione», colpevoli di una presunta e arbitraria antiesteticità che dovrebbe essere almeno attribuita in egual e maggior misura alle varie cementificazioni costiere o alle cittadelle del commercio che hanno impestato tutta Italia.

Tutti in chiesa per Sgarbi
Tutti in chiesa per Sgarbi

Sgarbi ha ammesso che negli ultimi 25 anni solo Renzi ha citato un artista, Brunelleschi, ma «lo ha fatto dalla de Filippi». Ha rivendicato l’intuizione dell’accorpamento tra soprintendenze ai monumenti e ai beni artistici: «non si può separare un affresco dal suo muro o una pala dall’altare. Questa razionalizzazione funziona, Franceschini ha sbagliato solo nell’unificare anche la soprintendenza archeologica con le altre due».

L’opinionista e critico ferrarese ha speso a più riprese parole di apprezzamento per il sindaco Bertinelli, in quanto «meno mi aspettavo di trovare un sindaco che parla italiano, non ha sbagliato né un verbo né un aggettivo. Non farà niente come nessun altro ma tenetevelo caro!».

Il sindaco aveva pronunciato alcune frasi introduttive di ringraziamento, prima di allontanarsi dalla chiesa di San Francesco, evidentemente apprezzate da Sgarbi, che però ha pure ricordato che «chiamai per avere un pezzo di Marino Marini a Expo, mi avrebbe fatto risapere ma la risposta non è ancora venuta».

Il libro che spiega analiticamente ogni questione
Il libro che spiega analiticamente ogni questione

Solo sul finale, quando ormai in pochi erano attenti, Pistoia «con consapevolezza e umiltà, voi la conoscete meglio di me» è stata al centro della prolusione: «il pulpito di San Bartolomeo, precedenti ai Pisano, il rinascimento del Ceppo, la collezione del ‘600 fiorentino del Bigongiari, Marino Marini patrimonio dell’umanità e Sigfrido Bartolini. Cosa c’andate a fare a Firenze?».

Battute a parte il mattatore del piccolo schermo ha insistito sia sul pulpito di San Bartolomeo che sulla collezione e sulla figura del Bigongiari (che lui aveva conosciuto, frequentato e apprezzato), accostato alla stessa città di Pistoia, che proprio come la poetica ermetica è complicata, difficile da comunicare rendere popolare, quasi esclusiva, raccolta, timida ma ricca e piena di bellezza.

In nome del rinascimento della bellezza più volte evocato, ho provveduto a consegnare a Sgarbi, che lo ha subito appioppato a uno dei suoi due collaboratori, una copia del libro blu “L’antico orto monastico di San Bartolomeo in Pantano e il suo destino”, Settegiorni Editore, uscito nel 2012 per evidenziare quanto fosse idiota pensare di devastare lo spazio verde più esteso del centro cittadino per farci un parcheggio sotterraneo.

[Lorenzo Cristofani]

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