SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE “NO A NOGARIN!”

Filippo Nogarin, Sindaco 5 Stelle di Livorno. Ma l’Ait non lo vuole
Filippo Nogarin, Sindaco di Livorno. Ma l’Ait non lo vuole

TOSCANA. Forum Toscano dei Movimenti per l’acqua esprime grande preoccupazione in merito alle vicende che stanno interessando la Presidenza dell’Autorità Idrica Toscana (Ait).

L’Autorità Idrica Toscana è priva di presidente dal giugno scorso, quando l’allora presidente Cosimi decadde alla fine del suo mandato da Sindaco della città di Livorno. Alla presidenza dell’Ait sarebbe dovuto subentrare il neoeletto Sindaco Filippo Nogarin: questo prevedeva il regolamento dell’Ait.

A conferma di ciò la delibera n. 6 del 2012 con cui l’assemblea dell’Ait elegge il presidente, recita al punto 3: in caso di “decadenza dalla carica di Sindaco nel corso del triennio” di Presidenza, “subentra nella carica il nuovo Sindaco in rappresentanza del medesimo Comune”.

Secondo tale delibera Nogarin da giugno dovrebbe essere Presidente dell’Ait fino al 1° ottobre 2015, quando si conclude il triennio di Presidenza del Comune di Livorno.

Fino ad oggi è stato impedito questo naturale e legittimo avvicendamento.

Dopo i risultati del ballottaggio di Livorno, infatti, si è proceduto alla rapida modifica del regolamento dell’Autorità Idrica Toscana proprio nell’articolo riguardante il subentro dei neo eletti nelle cariche dell’Ait.

In seguito a tale modifica si è impedito che il nuovo Sindaco di Livorno assumesse la Presidenza dell’Ait.

Quale esercizio della democrazia è questo?

La delibera di elezione del presidente dell’Ait dice chiaramente che nel triennio 2012-2015 la presidenza spetta al Sindaco del Comune di Livorno, come è possibile che dopo il risultato elettorale si decida di cambiare le regole e di non rispettare le deliberazioni assunte?

Per l’acqua in Toscana non ci sono garanzie
Per l’acqua in Toscana non ci sono garanzie

Quando si parla di acqua i princìpi democratici sono sospesi e la democrazia mostra in maniera chiara tutta la sua fragilità. Non contano le delibere, non contano i risultati di democratiche elezioni, non contano gli esiti referendari. Si pensa forse che la volontà popolare non debba interferire con l’acqua, la sua gestione e gli interessi che vi si sviluppano?

L’Ait ai sensi dell’art. 47 della legge Regionale n. 69/2011 presso il Consiglio regionale della Toscana ha la funzione di:

  • tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti;
  • garantire, la qualità, l’universalità e l’economicità delle prestazioni

Se questa funzione è esercitata nell’interesse della collettività ed a tutela del bene comune, come mai si tenta di impedire ad un Sindaco democraticamente eletto di svolgere il suo compito a servizio dei cittadini anche come presidente dell’Ait?

Si scrive acqua, si legge democrazia.

Rita Biancalani, Rossella Michelotti

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