siamo soli. LA STAMPA, I POLITICI, LA GENTE CHE CACCIA LA TESTA SOTTO LA SABBIA COME GLI STRUZZI: E UN MONDO DI STRONZI CHE NESSUN DIO SALVERÀ MAI PERCHÉ I SUOI EMISSARI SONO FRA GLI ESSERI PEGGIORI DI TUTTI

Su questa terra, checché ne dicano i Bergoglio e i cattocomunisti, siamo tutti soli: quindi perché aver paura di restare isolati se, proprio quelli che ci ammoniscono, sono i primi a isolarci con tutta la loro immarcescibile marcescenza?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

NON TI FIDAR DI LOR

MA GUARDA E PASSA…


Vasco Rossi

 

Ah, non ci posso credere
Sei delusa e, e non sai perché
Eh, non è mica facile
Fai l’amore e, e non pensi a me
Eh, cosa vuoi rispondere
Siamo qui
Non mi senti
Eh, noi parliamo spesso, sì
Ma è così
Siamo soli…

 


 

E la Costituzione?

 

NEL TITOLO dirompente di questo commento (ovviamente libero secondo il dettato dell’art. 21 della Costituzione, quella che sta sul cazzo ai benpensanti di sinistra, ai radical di la Repubblica e di Il Fatto Quotidiano, alla Cirinnà e a suo fratello, ma anche a Bergoglio); in quel titolo il mondo c’è tutto e rappresentato alla perfezione nel suo santo marasma.

C’è anche la stampa, che si divide in due categorie nettamente separate l’una dall’altra:

la prima è un ammasso di laureati del post-68ismo che si sono conformati al conformismo conforme dalla conformità marchio CE europeo

la seconda è una piccola parte, reietta, sputacchiata, insultata, spregiata e superodiata a gratis dall’altra metà che si è impadronita degli Ordini e dei disordini dei Giornalisti; e soprattutto delle commissioni di [in]disciplina, che màzziano e pulìziano (Salvo Montalbano) gli eversori del sistema di merda dell’informazione teleguidata e teletrasmessa dai politicamente corretti.

Ci si scandalizza della parola culo, ma non si esista a fare il culo a chi, con onestà e perseveranza e, soprattutto, con integrità morale, dimostra documentalmente che non in rade occasioni la stampa organica, la politica (tutta), la chiesa e i suoi uomini o gay, la giustizia (non di rado rossa & palamarica) altro non fanno che schiacciare la verità, occultarla e fare, di ogni cosa che andrebbe stesa al sole, un caso-Ustica ripetibile all’infinito e pieno solo di depistaggi.

Su questa terra, checché ne dicano i Bergoglio e i cattocomunisti, siamo tutti soli: quindi perché aver paura di restare isolati se, proprio quelli che ci ammoniscono, sono i primi a isolarci con tutta la loro immarcescibile marcescenza?

Il caso di oggi riguarda ancora una volta un rampollo di nobil schiatta giunto a fare il sindaco ad Agliana per culo; un re che, come un Carlo Alberto reggente del Piemonte, aveva promesso di concedere lo statuto liberale alla Repubblica Socialista Sovietica dell’Agrumistan, ma che ci ha ripensato e ha fatto dietro-front come il re del Marocco, il quale, dopo aver liberalizzato il mondo delle donne, per paura dell’integralismo islamico che (ci racconta Aisha Romano) è luce e faro di civiltà, fece inversione e rimise la macchina al solito posto. Meglio essere re che essere morto.

Agrumiesi, cittadini ostaggio di quattro caccole di Isis-Sinistrese, il vostro sindaco Benesperi non vi dice la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità di ciò che bolle nel suo Comunello ammucciato nella melletta, nel fango e nel sudicio (è questa la visione della scrittrice Blimunda) e tenuto per la collottola da lettere minacciose e ricattatorie in una città famosamente santificata da illustri esempi di partigiano-portami-via.

Benesperi, meravigliosa creatura di stile nanniniano, vive con il culo stretto dal timore. E mentre per anni, insieme al fido assessore-sceriffo Ciottoli, sacramentava perché il Pd li sfanculava ogni volta che erano costretti a chiedere l’accesso agli atti impuri dei democratici, oggi – insieme al suo nume tutelare, la Segreteria Generale – si comporta ancor peggio degli ex avversari di un tempo. Del resto, Nicola fu ammazzato e al posto dello czar arrivarono in fila tanti czar, di cui uno famoso: lo zio Stali.

Che differenza c’è, infatti, fra Rino[ceronte] [nau]Fragai e questo sindaco che, come i gatti, fa la cacca e la nasconde ai suoi amministrati? Sarebbe questa la sua idea di Agliana unita e forte come scrive? Unita un corno e forte, forse, ma come l’aceto di Agrumia.

Una cosa che non vi ha detto il dottor Benesperi, e che non gradirà che noi – soli e indifesi, ma giornalisti a prescindere dalle querele che tutti ci hanno fatto o ci faranno – vi riveliamo, è la storia dei suoi rapporti personali con il fu-comandante della polizia municipale, l’ottimo (Fragai) dottor Andrea Alessandro Nesti.

Nesti, che ad Agliana ha denunciato tutti tranne se stesso, la Misericordia, l’inceneritore e don Tofani (ma forse, potendolo, lo farebbe…); che ha trascinato in tribunale (penale, amministrativo, civile del lavoro) tutti gli aglianesi – perché così è e non in altro modo: pagano i cittadini quindi in tribunale ci sono loro –; quel Nesti lì denunciò, a suo tempo, anche l’allora consigliere comunale di minoranza Luca Benesperi, accusato di aver chiesto lumi su una lettera da Nesti medesimo indirizzata al suo santo protettore Rino[ceronte], con cui chiedeva esplicitamente di barbottinare (da barbottino) e impastar la farina per riportarlo al potere sul trono, che gli aveva tolto da sotto il culo non il Ciuco di Pipone o il Cinci dell’Aiazzi, ma un coso che si chiamava Consiglio di Stato.

Il dottor Nesti aveva querelato anche chi scrive e Alessandro Romiti, insieme al consigliere Luca Benesperi, oggi sindaco.

Ora, in tempi recenti, la querela contro Benesperi sarebbe finita con una richiesta di archiviazione da parte del Pm che, evidentemente, non avrebbe riscontrato reati in ciò che Benesperi aveva fatto: presentare un’interrogazione consiliare per farsi dire cosa ci fosse dietro alla lettera dei tramestìi.

Ebbene: sembra che il dottor Nesti – impelagato in mille pelaghe e sotto la spada di Damocle di un ricorso alla Corte dei Conti per una serie infinita di addebiti rivoltigli proprio dal Benesperi ora sindaco – abbia risposto al Pm facendo opposizione alla richiesta di archiviazione con un corposo intervento (una specie di manualetto di dotta giurisprudenza) di circa 5 o 6 pagine.

A nostro modestissimo parere, questa reazione altro non farebbe che dimostrare uno stato d’animo di astio e accanimento non del tutto onorevoli e comprensibili per un uomo che adora la legge: specie da parte di un dipendente molto discusso e chiacchierato (vedi qui e soffermati bene con attenzione) che, pur non essendo risultato vincitore del posto di comandante della Pm, e pur essendo stato rimosso dall’ufficio di carriera D, indebitamente attribuitagli dai compagni aglianesi (lo disse il Consiglio di Stato e non Linea libera!), pro bono pacis e per pietas non fu licenziato – come forse si sarebbe dovuto fare –, ma fu reinquadrato (e ancora noi ce lo chiediamo con quale marchingegno) in veste di  agente.

Chiudiamo con una domanda: c’è una ragione logica e plausibile per la quale il sindaco di Agrumia, Luca Benesperi, non racconta pubblicamente questa imbarazzantissima storia che lo ha coinvolto nell’espletare le sue funzioni di consigliere di minoranza osteggiata?

E c’è una ragione giuridica per cui la segretaria generale, dottoressa Paola Aveta, non ha mai voluto prendere provvedimenti disciplinari per tutta la serie di violazioni contestate al dottor Andrea Alessandro Nesti?

Pillole di saggezza divina

Volete farci chiudere Linea Libera, come dice l’assessore Ciottoli? Avanti, c’è posto. Se don Biancalani, uomo di Dio, anziché perdonare la Ceccardi, la quaerela e, forse, presto anche una seconda volta; figuriamoci se non capiamo il livore di chi dovrebbe fare e non fa nulla ma viene portato in piazza per ciò che non ha fatto e avrebbe dovuto fare!

Ricordate, però, che in tribunale ci andremo con i fogli: non quelli scarabocchiati a mano dalla commissione che fece vincere il concorso al dottor Nesti (quei fogli che fecero incazzare il Tar della Toscana), ma quelli ufficiali del Comune – a meno che la Fata Smemorina, quando se n’è andata da Agliana, formattando l’hard disk dell’ufficio non li abbia fatti sparire tutti!

E domani, magari, vi metto anche il séguito della storia. Vediamo…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Il mondo è buffo: articolo 21 in un sol tuffo!

Che gli dèi salvino Nerone!

 

Una vecchina tutti i giorni pregava gli dei e faceva loro offerte perché concedessero lunga vita a Nerone.
Un sacerdote le chiese perché e lei rispose:
«Ho pregato che morisse Tiberio perché faceva schifo. È morto, ma subito dopo è venuto Caligola: peggio che andar di notte. Poi è morto anche lui ed è venuto Claudio: uno schifo totale. Poi ha mangiato un piatto di funghi velenosi ed è schiantato ed è arrivato questo, Nerone…».
«E allora?», chiese il sacerdote. E la vecchina: «Speriamo che duri a lungo, perché altrimenti chi ci potrà toccare?».
Si vede il marsupio?


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