SICUREZZA NEL POLO ENDOSCOPICO DELL’OSPEDALE SAN JACOPO

Il cortile interno del San Jacopo
Il cortile interno del San Jacopo

PISTOIA. A seguito della valutazione dei rischi per il presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia eseguita con la collaborazione dei medici e previa consultazione dei rappresentanti preposti alla sicurezza dei lavoratori è stato deciso di provvedere al “monitoraggio dell’acido peracetico e dell’acqua ossigenata aerodispersi in ambienti di lavoro” utilizzati nelle attività reprocessing del Polo Endoscopico dando così attuazione al progetto Mon.do.bi.o.

Dopo le problematiche segnalate nei mesi scorsi dalla Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) sul fatto che gli operatori durante le loro mansioni sarebbero espositi a rischi per la propria salute l’azienda ha deciso di sottoporre a verifica il monitoraggio degli ambienti e dei locali il tutto a garanzia della tutela e della salute dei lavoratori e degli ambienti del Polo Endoscopico dell’Ospedale.

A seguito del comunicato della Fials che riteneva la condotta dell’azienda Asl 3 oscillante “tra l’omissivo e il dilatorio” il sindacato aveva inoltrato una comunicazione anche alle autorità competenti e subito è seguita una replica dell’Asl tesa a smorzare la polemica rassicurando sul rispetto delle disposizioni di sorveglianza sanitaria, preventiva e periodica e delle normative in materia di rischio clinico, previste anche dal decreto legislativo sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (Dlgs. 81/80) adottate durante lo svolgimento delle operazioni di sanificazione degli strumentari.

L’azienda sanitaria pistoiese ha deciso in particolare di effettuare prove nel controllo legato a tutte quelle attività di disinfezione/sterilizzazione a cui sono soggetti gli endoscopi e i loro accessori. Una buona gestione e un buon funzionamento della gestione degli endoscopi previene infatti complicanze infettive. Le attrezzature di fatto sono un potenziale veicolo per il trasferimento di microorganismi e una significativa sorgente di infezioni nosocominali nel contesto sanitario. Di qui assumono una notevole importanza le disinfezioni ad alto livello e l’utilizzo di opportuni e adeguati disinfettanti e detergenti. Uno dei quali è proprio l’acido paracetico.

I monitoraggi avranno una durata di sei mesi ed un costo economico da bilancio aziendale di euro 5.500,00 oltre all’Iva. L’Asl 3 constatato che i laboratori di igiene industriale di Area Vasta non offrono metodiche per il campionamento dell’acido paracetico si è rivolta quindi al dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze con la quale ha stipulato una convenzione. Referente aziendale del monitoraggio sarà per conto dell’Asl il dottor Luca Pastacaldi, dell’U.O. Servizio di prevenzione e protezione in qualità di medico competente dell’azienda.

Il Dipartimento fiorentino da anni conduce ricerche nel campo ambientale e in relazione alla tutela della salute dei lavoratori e dell’igiene ambientale. In questi settori in particolare ha acquisito particolari competenza e una specifica formazione del proprio personale ricercatore e tecnico. Responsabile della ricerca per il Dipartimento sarà il professore Vincenzo Cupelli. Collaboreranno alle ricerche il dottor Alessandro Bonari, la dottoressa Ilenia Pompilio del Dipartimento e il dottor Stefano Dugheri del Sod Complessa di Medicina del Lavoro dell’azienda ospedaliera di Careggi. A seguito dei risultati ottenuti se necessario saranno effettuati gli interventi risolutivi.

Per un approfondimento sulle attività del reprocessing: http://www.sied.it/uploads/GIED/Articles/2011/6_IF_Bianchi.pdf

[comunicato]

andreaballi@linealibera.info

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