“SILENZIARE I COMITATI”, NUOVA PAROLA D’ORDINE DEL ‘DEMOCRATICO PARTITO’

Il Pd rottama i ComitatiLIMESTRE-MONTAGNA. Ieri, 5 agosto, si sarebbe dovuto tenere, al teatro della Dynamo Camp di Limestre, un incontro pubblico con Marco Remaschi. L’incontro è stato però rimandato a settembre.

L’ex reggente della IV Commissione Sanità Regionale della passata legislatura, dopo aver “tuonato” più volte contro le scelte attuate in campo sanitario, denunciando “l’illegalità” e il modus operandi della Giunta Rossi, è stato chiamato direttamente – il Remaschi non si è infatti candidato come consigliere – dal Presidente Enrico Rossi, quale Assessore all’agricoltura.

Questo avanzamento di ruolo è l’ultimo giunto, in ordine di tempo, di una lunga serie di promozioni e riconoscimenti a vario titolo dispensati dal Pd a vari attori della Controriforma Sanitaria Toscana.

Prima di lui:

  • Roberto Abati direttore della Asl 3 Pistoia veniva nominato presidente del Sior (Sistema Integrato Ospedali Regionali), l’organismo interaziendale che coordina e assiste le quattro aziende sanitarie nella realizzazione e successiva gestione dei nuovi ospedali della Toscana. Un ruolo strategico e di programmazione per fare in modo che le 4 strutture possano allineare i propri indicatori sanitari a quelli conseguiti dalla Asl 3 Pistoia.
  • Luigi Marroni ex-assessore alla Sanità Toscana nominato amministratore delegato della Consip, la società del Ministero dell’Economia (Mef) per gli acquisti centralizzati di beni e servizi per la pubblica amministrazione.
  • Un contentino anche a Silvia Maria, Cormio Sindaco di San Marcello, dove una volta c’era un ospedale efficiente, nominata Vicepresidente della Società della Salute Pistoiese.
  • Altri dirigenti dell’Asl sono poi andati in pensione, un privilegio che le nuove generazioni non si potranno permettere, ma che dovranno continuare a pagare.
L’Assessore all’agricoltura Marco Remaschi
L’Assessore all’agricoltura Marco Remaschi

Gli unici a non aver ottenuto nulla, pur occupandosi di sanità, sono stati i comitati. Eppure come l’Assessore Remaschi, premiato e promosso a pieni voti, erano stati critici verso la riforma; avevano più volte evidenziato le criticità della 1235/2012, hanno fatto esposti e ricorsi al Tar. Come il Sindaco Cormio hanno tentato di difendere gli ospedali. Ma niente e non hanno ottenuto un solo riconoscimento. Sono rimasti l’unica voce dissidente, insieme a qualche sparuto sindacato autonomo, a scagliarsi contro la destrutturazione della sanità toscana e nazionale.

Liberi e scevri d’interessi non hanno prestato il fianco e alle lusinghe della politica. Pertanto l’input arrivato dall’alto, è evidente, è quello di silenziarli.

Sulla Montagna Pistoiese la missione “silenziare il dissenso” era stata affidata inizialmente a Gianfranco Venturi, promotore della seconda commissione per l’Ospedale Pacini e di vari incontri e assemblee con associazioni e gruppi dell’Appennino: “dobbiamo fare qualcosa insieme” era la sua proposta avanzata ad alcune associazioni della Montagna.

Fallita la missione e rottamato il Venturi, il testimone è stato raccolto dal neoconsigliere regionale Massimo Baldi, la cui ultima venuta per prendere appunti in cambio di voti, è del 30 luglio scorso (vedi: Massimo (Baldi), Roberto (Benigni) e Francesco il muratore).

Gianfranco Venturi e Massimo Baldi
Gianfranco Venturi e Massimo Baldi

La conferma della necessità di un “silenziatore” è arrivata poi ufficialmente dalla festa dell’Unità di Donoratico (Livorno) a cui ha partecipato l’Assessore alla Sanità Stefania Saccardi. L’articolo di cronaca della Nazione è eloquente e così titola: “Il Pd rottama i comitati «Sanità avanti i Sindaci»” (vedi l’immagine).

Per la Montagna Pistoiese l’ordine di scuderia è spostare l’attenzione pubblica dalla sanità e dall’ospedale, problema spinoso che da quasi tre anni sta caratterizzando e catalizzando il dibattito politico in montagna, e difficilmente conciliabile con le politiche accentratrici regionali del “Pd pigliatutto”, su altri temi e problemi di più “ampio respiro” e di più lungo termine.

Sviare l’attenzione su altri temi e alleggerire la pressione sulla Sanità: su cui pendono ricorsi al Tar, esposti alle procure e referendum abrogativi.

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