SINDACI E POLEMICHE (POCO) SOCIALI

Meglio non parlare dei problemi in modo che possano essere ignorati
Ponte Sospeso sul torrente Lima
Il Ponte Sospeso sul torrente Lima

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Ultimamente parlo (in realtà scrivo) troppo, il problema è che proprio non ce la faccio più a stare zitto, per tanti (troppi) motivi.

Inizio partendo da quanto è successo ieri al ponte sospeso, che se fosse stato organizzato da chiunque altro, avrei approvato, ma non di certo dal cosiddetto “comitato dei disoccupati” e da “CasaPound Pistoia”; il primo perché avendone fatto parte (errori di gioventù diciamo), so cosa vuole realmente il suo organizzatore principale e visto che ha la denuncia facile, mi limiterò a dire che personalmente  (opinione mia personale),  è meglio non aderirvi, poi a chi volesse interpellarmi in privato,  spiegherò le mie ragioni.

Sulla seconda organizzazione,  è stato detto anche troppo su giornali, tv e web e chi mi conosce sa perché non posso aderirvi, personalmente, ritengo che chiunque dotato di buon senso non dovrebbe aderirvi; qui però vorrei chiedere chi ha scritto quel passaggio, nel loro comunicato ufficiale che dice: “Invece che preoccuparsi della mancanza di un’adeguata assistenza sociale in grado di sostenere i più deboli è stato chiesto di ‘non pubblicizzare troppo i suicidi avvenuti’, come se chiudendo gli occhi e non facendo niente per magia i problemi sociali del territorio si risolvano da soli” che è stranamente simile a quanto scritto nella mia lettera Il ponte delle anime sospese pubblicato da Linee Future: è forse una semplice coincidenza? Sarò come al solito maligno?

Tolto questo dente vorrei raccontare un po’ del Comune e un po’ di me, che da due anni non ho lavoro fisso, con una madre a carico senza lavoro, che doveva andare in pensione (minima) a gennaio 2013 e che grazie alla Fornero ora andrà a dicembre 2019.

Sono due anni che vado avanti grazie a espedienti, ai servizi sociali e alle due distribuzioni alimentari, che fanno quel che possono, con i mezzi che hanno, che son quelli che sono, grazie soprattutto alle offerte della gente e al lavoro dei volontari.

Sono costantemente alla ricerca di lavoro, ma si sa com’è la situazione in un paese dove la disoccupazione aumenta invece di diminuire, mia madre prende farmaci salvavita non passati dalla mutua, che in questi ultimi mesi non avrei potuto comprare grazie ai servizi sociali a cui dico grazie.

Ma se è vero che i servizi sociali mi hanno aiutato, è vero che il comune nonostante questa situazione, mi ha chiesto la Tares e la mini-Imu; la prima è vero e mi è stata scontata, ma per una famiglia dove non entra nulla è sempre una cifra altissima e con la paura di Equitalia, vivrei nel terrore a non pagarla; la seconda invece con le disposizioni raccatta-briciole attuate dalla giunta Cormio  – ha voluto anche 10 euro –, che per la maggior parte della gente non sono nulla, ma per me sono oro! Fu anche bella la risposta datami da un Assessore del Comune, durante una riunione pubblica, dove era presente anche il Sindaco, alla mia domanda: “Ma io non so se potrò pagarvela” mi rispose “E io che ci posso fare?”.

Sulle distribuzioni alimentari, ho l’impressione che solo dopo le varie polemiche, siano stati concessi i locali di via Roma, comunque non ancora operativi e che la prima preoccupazione della giunta fosse di levarci da San Marcello, perché non ci facessimo vedere troppo dalla gente,  nella piena consapevolezza politica “che se non parliamo, il problema non esiste” come avevo già detto nell’occasione della mia lettera sul ponte sospeso.

Quando ero nel comitato dei disoccupati, avevo lavorato per creare una cooperativa sociale (e anche di questo avevo già parlato), con la partecipazione del Comune, ma il Comune come al solito mi ha fatto solo perdere tempo, non negando certo, ma rimandando in eterno.

L’impressione che ho, come anche indicato nell’articolo di Felice De Matteis, è che il sindaco Cormio e la sua giunta, non hanno minimamente a cuore i problemi del disagio sociale, che crescono sempre di più, mentre si preoccupano solo di fare bella figura, nascondendo i problemi o con articoli riparatori, su brutte figure fatte.

Comunque invito chi leggere a riflettere su queste cose, perché trovandomi in questa situazione, comprendo perché molta gente schiacciata da questi pensieri veda, come liberatorio, il salto dal ponte sospeso o da altri; penso che non farò mai nulla del genere, ma, ripeto, capisco quelle persone che “amavano la vita, ma non ce la facevano più a viverla!”, anche perché ignorati dalle istituzioni, li ignorano invece di aiutarli.

Marco Poli

Questa lettera rappresenta un punto di vista del lettore, a cui diamo spazio ma di cui il medesimo si assume ogni responsabilità.

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