sindaco & ballottaggi. «PISTOIESI, ROVESCIATE IL CALZINO!»

L’antagonista di sistema: Alessandro Tomasi

PISTOIA. Ricordandomi l’adagio Salva un uomo e avrai salvato l’umanità, ho preso coraggio e sono stato a trovare una mia parente – comunista Togliattiana e dunque solida, allineata e coperta, ma anche confusa e cieca (politicamente parlando, visto che pensa a Renzi come uno di sinistra!) – e nelle dinamiche di colloquio di una casuale visita di cortesia ho spostato la conversazione sull’evento prossimo del ballottaggio: una secolare opportunità di ribaltamento dell’amministrazione pistoiese.

Mi sono prodigato con lei nello spiegarle la necessità di rovesciare, come fosse un calzino, la cristallizzata (ma non cristallina) Pistoia, magnificando competenza, onestà e dirittura morale dell’antagonista di sistema: Alessandro Tomasi.

Sì, di “sistema”, perché la mia cara parente ha dovuto ammettere che a Pistoia, qualcosa che non va c’è. Per questo le dovuto ricordare l’emblematica vicenda Aias/Apr/Maic, gli Intoccabili, il Legno Rosso, la Fondazione della Caript, la scorretta programmazione politica ambientale oltre ad altre imbarazzanti vicende.

Mi sono anche dedicato a fare l’esegesi dell’ultima nota di Bertinelli agli antagonisti (non ex tali) Barontini, Bartoli e Lombardi, intrisa di retorica e accompagnata dalla mistificazione madre di tutte le mistificazioni, secondo la quale il bravissimo Tomasi sarebbe la rappresentazione carnale di una fantomatica “destra”, caricando di stigma il competitore, solamente definibile nel contesto storico come il suo migliore antagonista.

Ridicola e offensiva (per i compagni pistoiesi) la rivelazione umanistica di un Bertinelli che, improvvisamente (Radio Piro dice che sente mancarsi il terreno ogni giorno di più, che è divenuto improvvisamente meno despota e arrogante con i suoi collaboratori, dissimulando il nervosismo crescente) è diventato buono e gentile, provvedendo addirittura a fare degli struggenti “migliori auguri di buon compleanno” a quel Roberto Bartoli che, tutti sanno che non potrà mai dire quel che pensa veramente, cioè: vattene a casa!

Insomma dopo un’ora di colloquio, la risposta dell’arguta veterocomunista è stata quella prevedibile, per tutto valida e sempre efficace a chi non ha argomenti, essendo illogica ma tranchant: “…tanto, non cambia nulla. Anche con Tomasi, non cambierà nulla”.

Bene, le ho risposto – afflitto dalle contorsioni delle budella che l’atteggiamento resistente, fraudolentemente ottuso e illogico mi causava – e dunque se è così come dici, provàci! Provàci davvero: rovescia il calzino. Tanto non cambierà nulla. Lo hai testè affermato!

Dai un’opportunità a Pistoia di vedere almeno un lustro di discontinuità. Guarda al futuro e rompi le ramificazioni e le connivenze che caratterizzano la città ristretta nelle mani di poche famiglie.

Se Tomasi sarà eletto, non avrò salvato l’umanità, ma potrò anche io dire di aver dato un piccolo contributo al miracolo e illudermi di aver fatto almeno entrare in turbillon di resipiscenza un elettore destinato al conformismo politico più superficiale, retorico e anacronistico (l’appello all’antifascismo della Barontini che cosa è alrimenti?).

Chissà che direbbe Vanni Fucci, se fosse vivo: forse cambierebbe la presentazione di Pistoia sul sommo libro?

Alessandro Romiti

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