sistema marcio apoteosi. MEGLIO RIFARSELA CON L’AZZOLINA PIUTTOSTO CHE METTERE PISTOIA SUL VETRINO SOTTO IL MICROSCOPIO?

Cari colleghi importanti di giornali come Libero, La Verità, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale; o programmi tipo Fuori dal coro, Quarta Repubblica, Diritto e rovescio e simili: ci state facendo mangiare – con la storiellina della Paola Fortunati – una minestrina riscaldata di castagne secche. Siete – direbbero i compagni comunisti che noi tutti amiamo alla follia – un esempio mirabile e lampante di quegli ebeti che, invitati a guardare la luna che splende in cielo, girano gli occhi verso la punta dell’indice del loro interlocutore…

 

Che l’Azzolina è una frana sotto ogni punto di vista è talmente assodato, che sottolinearlo altro non è che perdere tempo e fiato. Che poi la nostra pubblica amministrazione faccia schifo, è cosa certa e acclarata da secoli: dentro, infatti, ci lavorano tutte le famiglie e i familiari dei partiti che hanno governato l’Italia dall’unificazione ad oggi

 

MA SOLO SE QUALCUN TIRA LE CUOIA

VEDI UN GIORNÀL CHE SCRIVE DI PISTOIA!

 


Lucia Azzolina. A ciascuno il suo

 

SPARARE sulla Lucia Azzolina è un esempio da manuale di ovvietà. È come dire che la torre di Pisa pende; che Gesù passa come figlio di dio; che il papa è il vicario di Cristo in terra; che le donne sono quelle che hanno una cervice e che gli uomini, normalmente (anche se gay), due palle.

Non fanno eccezione, a questa regola dell’ovvietà, neppure i grandi giornalisti delle testate più importanti non dal punto di vista delle vendite, ma perché fondamentali per l’affermazione della libertà di critica, cronaca, opinione e, insomma, dell’art. 21 della Costituzione.

Che l’Azzolina sia una frana sotto ogni punto di vista, è talmente assodato, che sottolinearlo altro non è che perdere tempo e fiato. Che poi la nostra pubblica amministrazione faccia schifo, è cosa certa e acclarata da secoli: dentro, infatti, ci lavorano tutte le famiglie e i familiari dei partiti che hanno governato l’Italia dall’unificazione ad oggi.

Del resto non è così? Come perlopiù da professori nascono professori, da medici medici, da ingegneri ingegneri, da avvocati avvocati, da preti preti (perché molti di loro, pur non sapendolo, sono davvero dei figli di un prete), da politici politici, da amministratori pubblici amministratori pubblici (qualcuno, in questi giorni, mi ha detto, per esempio: «Ciao Edoardo, buongiorno, una cosa che forse non sai dei nostri amabili amministratori è che l’assessorato all’urbanistica se lo sono passato di famiglia in famiglia, infatti Simone Niccolai è cugino del Gaggioli ex assessore all’urbanistica… e vai!» – è vero?): così la nostra amministrazione pubblica, modello di puttanate macroscopiche, nonostante le quali a fine anno tutti prendono la gratifica come premio di risultato (evidentemente di schifo); così la nostra amministrazione pubblica è piena zeppa di figli, nipoti, bisnipoti che preparano comunque il posto alle future generazioni di rampolli familiari, sostanziando il tanto deprecato (dalla sinistra) familismo infame.

L’Italia è terra di gianduiotti & savoiardi, grazie ai quali tutto deve cambiare perché tutto resti com’è.

Ripeto, cari colleghi importanti di giornali come Libero, La Verità, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale; o di programmi tipo Fuori dal coro, Quarta Repubblica, Diritto e rovescio et similia: ci state facendo mangiare – con la storiellina della Paola Fortunati – una minestrina riscaldata di castagne secche. Siete – direbbero i compagni comunisti, che noi tutti amiamo alla follia – un esempio mirabile e lampante di quegli ebeti che, invitati a guardare la luna che splende in cielo, girano gli occhi verso la punta dell’indice del loro interlocutore.

E a proposito dei pistoiesi e delle loro passioni…

In provincia di Pistoia, e grazie ai comunisti salvatori del mondo, il tri-partito trasversale destra/sinistra/centro (ossia il partito del soldo rotondo), ha imperversato e imperversa senza essere visto o – forse meglio – senza essere osservato: e tutto tace.

Una volta, anni 60, c’era il detto che a Montecatini non moriva nessuno; e che era una cittadina da tenere presente per viverci. Poi, però, si aggiungeva, sganasciandosi dalle risate, che era vero solo perché morivano tutti a Pescia, in onor della città delle terme e della cacca libera al Tettuccio o alle Tamerici.

Oggi nessuno si pone mai il problema del perché a Pistoia non succede mai un cazzo. È una città tranquilla e a misura d’uomo, si dice. Sì, ma attenzione: un uomo di Neanderthal che viaggia con una mazza, grossa come un pino, nascosta sotto le pellicce spelacchiate che lo ricoprono. Mr. Scrooge e Pistoia sono la stessa cosa: l’incarnazione della sordida tirchieria da morto di fame con i soldi nel materasso.

Se niente succede, la storia non può che rispondere chiarendoci che è perché niente si vuole vedere. Le istituzioni, a Pistoia, sono bloccate. Da sempre. Grazie al tri-partito trasversale.

Palazzo del Tribunale di Pistoia

A chi, come me, ci sta dentro da 53 anni di giornale, è più che evidente tutto ciò che nessuno (giornalistoni-collegoni del Nord compresi) vuole vedere:

1. la giustizia – sia civile che penale – è una tragedia
2. la sanità fa pena
3. la prefettura è come se non esistesse
4. gli uffici di polizia giudiziaria sono – come dicevano quelli della procura di Firenze – un porto delle nebbie
5.
le amministrazioni locali fanno pena, una per una, una dietro l’altra, tutte in fila e per mano come all’asilo

6. negli uffici pubblici si lavora come nei palazzi crollati del pianeta delle scimmie

e in più abbiamo

Discarica del Cassero. L’ultimo incendio

7. un inceneritore di Montale che sparge merda dovunque
8. una discarica del Cassero che perde piscio atomico e inquinante nel sottosuolo della Piana Ovest
9. i pozzi di Casalguidi ben arricchiti da abbondante cloruro di vinile.
Dicono che curi il Covid, ma intanto ci sono stati 10-12 morti di una forma di tumore la cui origine non si spiega chiaramente – e l’Asl-Prevenzione, dotata pure di polizia giudiziaria, non vede un cazzo…

Ma, quando s’ha da parlar di Pistoia, di cosa ci si occupa? Della Paola Fortunati che, già in pensione, viene chiamata per un posto fisso a Massa? E il resto, mancia?

Perché Feltri, Belpietro, Senaldi, Travaglio, Del Debbio, Giordano, Capezzone, Borgonovo, Porro – e chi più ne ha più ne metta – non smettete di grattarvi i coglioni con la ghiaia dell’Azzolina e non venite a Pistoia a grattarveli – molto più seriamente – con le situazioni davvero riprovevoli e nocive?

Il procuratore Renzo Dell’Anno era un sostenitore dei bassi profili sull’inceneritore

Interessatevi a come funzionino i bassi profili della procura e dell’Asl. Ponetevi di nuovo la domanda se a Massa è più importante l’assunzione della Fortunati o la sparizione di 428 milioni di euro sotto un assessore regionale alla salute di nome Enrico Rossi.

Scendete a Pistoia a rivedere il casino amianto-Breda-Pci-Pd-Napoli-Hitachi che, fra l’altro, di recente, e nel silenzio universale, ha licenziato in tronco Antonio Vittoria, sindacalista dell’Ugl, con un provvedimento su cui nessuno ha voluto far parola!

Venite a ripassare la storia Aias/Apr/Maria Assunta in Cielo/Tvl-TvLibera/Luigi Egidio Bardelli & famiglia. Venite a informarvi su ciò che davvero conta e incide sulla vita della gente perbene e comune che non ha voce e a cui non dà certo voce il tri-partito di cacca che qui regna, domina e impèra.

Non fate finta che l’unico problema, in Toscana e a Pistoia, sia l’assunzione in ruolo di un’insegnante che è già in pensione. Non parlate di un foruncolo ignorando il sarcoma che gli cresce accanto.

Personalmente, cari colleghi, preferirei che scriveste qualcosa anche sul puttanaio della Comunità Montana, dove tutti hanno rubato, ma l’unico ad essere beccato è stato l’economo. Di destra, fra l’altro. Sarà un caso?

Antonio Vittoria. Licenziato a secco e tutti zitti…

Che c’è, colleghi? Avete paura di scoprire il culo a un Pd che ha fatto di Pistoia un covo di carbonari/massoni straricchi e senza scrupoli?

Eppure – e non una sola volta – ve lo abbiamo segnalato, detto e ridetto, da Linea Libera!

Volendo ci sono in corso anche processi per maltrattamenti, nei confronti di portatori di handicap, alla Maic/Maria Assunta in Cielo di cui sopra. E, su tutto, il silenzio del sarcofago pistoiese.

Siete sordi? O anche voi preferite la punta dell’indice di chi vi invita a guardare la luna? Di Speranza è rimasto solo quell’inetto del ministro della salute…?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
L’unica libertà di stampa, a Pistoia, è concessa
a chi parla di sagre delle salsicce e dei castagnacci

 

Troppo silenzio, schianto improvviso

 

Quando in un luogo – come del resto in un corpo umano – tutto va bene, sempre bene, soltanto bene, ci possiamo aspettare solo un epilogo: l’improvviso e inevitabile «effetto Marchionne».


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email