sistema marcio. CASSERO, QUANDO UNA DISCARICA (DONO DEL PD) VA IN FIAMME E SI SCOPRE CHE TUTTO POTREBBE ESSERE FUORI DELLE GRAZIE DI DIO…

«Su come stiano le cose è presto detto con estrema, efficacissima sintesi. Il sostituto dottor Boccia scrive accuse pesantissime nei confronti dei due: pesanti almeno quanto quegli idrocarburi al piombo e non solo, che sarebbero stati – secondo l’accusa – stoccati al Cassero con disinvolta nonchalance dal duo Fedi-Menichetti»
Sistemi di sicurezza e antincendio inadeguati a garantire l’incolumità e la salute della cittadinanza

 IL CIELO FU OSCURATO DA UNA NUBE

CHE OLTREPASSÒ IL MONTALBANO


Incendio della discarica del Cassero, 2016

 

PISTOIA-CASALGUIDI. Il 4 luglio del 2016 la famigerata discarica del Cassero, piazzata lì dov’è ancora da un sindaco democratico ad interim, Leardo Corsini, prese fuoco all’improvviso e affumicò mezzo Montalbano di qua e di là.

Fu un vero e proprio tsunami di sudiciume in aria, anche se l’antiallarmismo di regime (ricordiamoci cosa scrisse e disse l’Arpat nell’occasione) tentò, come accade sempre nei regimi totalitari, di abbuiare ogni cosa minimizzandola. Un po’ come con il “coronaVAIrus” di Di Maio.

È una vita che i serravallini di Casal-Grillo sono costretti a respirare i gas della discarica e a bersi (ultimo atto) i cloruri di vinile che dal Cassero (pare) sgocciolano abbondantemente nella falda dei pozzi della piana.

Oggi si scopre che la gestione della discarica è stata – si direbbe – un porcaio, almeno stando alle notizie che girano nell’ambiente del terzo piano del tribunale di Pistoia. Il sostituto dottor Luigi Boccia ha chiesto, infatti, il rinvio a giudizio di Alfio Fedi (1948 – presidente del Cda della discarica; quarratino) e dell’ingegner Michele Menichetti (1977 – direttore tecnico della Pistoiambiente srl che gestiva la discarica; sestese).

L’Avv. Andrea Niccolai [La Nazione 3 ottobre 2015]
Il primo, politico di lungo corso (parte dal Pci, anni 80 e giunge, con una brillante carriera, attraverso anche la mobilità provinciale, alla poltrona presidenziale a cui sembra essere rimasto incollato) è difeso, come legale di fiducia, dall’avvocato Andrea Niccolai (a cui, nel frattempo, permetteteci la battuta, sono cresciuti non i denti davanti, ma due belle e poderose zannette da tricheco – il Niccolai non fiati, per favore, ricordando che non ci sopporta e che questo nostro è anche un quotidiano satirico!), mentre l’ingegner Menichetti è difeso dall’avvocato Fabio Celli. Roba pistoiese la faccenda-Cassero, gestione rigorosamente di foro pistoiese.

Su come stiano le cose è presto detto con estrema, efficacissima sintesi. Il sostituto dottor Boccia scrive accuse pesantissime nei confronti dei due: pesanti almeno quanto quegli idrocarburi al piombo e non solo, che sarebbero stati – secondo l’accusa – stoccati al Cassero con disinvolta nonchalance dal duo Fedi-Menichetti.

E la questione non si ferma lì, perché la richiesta di rinvio a giudizio sembra essere assai particolareggiata e corposa (5 o 6 pagine di rilievi fitti fitti e compressi come i materiali casserizzati) con precise accuse a carico dei responsabili: certificati di analisi dei materiali da stoccare incomplete e devianti; stoccaggio di materiali non compatibili con l’autorizzazione della Pistoiambiente; ignoranza di norme e regole che non potevano e non dovevano essere ignorate; adozioni di sistemi di sicurezza e antincendio (come avrebbero rilevano i vigili del fuoco) assolutamente inadeguati a garantire l’incolumità e la salute pubblica degli abitanti del luogo e delle vicinanze.

Più o meno come se, in una centrale termica di un condominio di duecento appartamenti, al posto degli strumenti antincendio fosse stato messo un secchiello di sabbia: ma uno di quelli di plastica che i bambini adoperano al mare quando giocano con la paletta colorata sulla battigia.

Fuoco alla discarica del Cassero, 2016

Sembra che ce ne sia per tutti e che ce ne sia di più. Così, quando nel luglio 2016 si accese il falò – un falò che lasciò molti perplessi sulle modalità di innesco e di gestione – fu chiaro che molte delle cose che avrebbero dovuto funzionare, non avevano affatto funzionato o perché non c’erano o perché erano notevolmente sottodimensionate rispetto alle necessità fattuali.

Proprio per questo andarono danneggiati anche i teloni di plastica destinati al contenimento dei liquidi di scolo e forse non sarebbe da escludere anche che, se oggi a Casal-Grillo si beve cloruro di vinile a gratis, ciò possa dipendere dai problemi della gestione della Pistoiambiente srl e dai buchi aperti nelle plastiche impermeabilizzanti danneggiate dal fuoco.

Monitoraggio, sorveglianza, controllo, analisi, certificazione dei materiali introdotti in discarica escono, dalla richiesta del dottor Boccia, come voci tutte segnate con la matita blu degli errori di grave entità.

Detto in soldoni, parrebbe che la Pistoiambiente facesse un po’ di testa sua e decidesse non tanto secondo le regole dovute e di legge, ma secondo quelle note, a Pistoia, del “barroccino del Lavarini”, su cui, nell’immediato dopoguerra, sembra fosse scritto: «Si presta e non si presta a seconda dei casi e delle persone attuali».

Il Cassero nel pomeriggio del 4 luglio 2016

Se così fosse e dovesse risultare in corso di giudizio e nelle conclusioni, ci sarebbe ancora una volta di più da stupirsi sul valore attribuito al termine “legalità” nella mente dei progressisti e del Pd che aborrisce le menzogne e i fascioleghismi di ritorno.

E pensare che Publiambiente e Pd portavano (o stavano per portare, non ricordo bene) perfino i ragazzi delle scuole primarie a fare merenda in discarica…!

Calì òrexi, nella Grecia massacrata dai progressisti di Bruxelles: buon appetito!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira e stoccaggio
È stata e resta una “discarica del Cassero” quella di Casal-Grillo e del sindaco Corsini


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email