sistema marcio. E MENO MALE CHE IL NAZIFASCISTA È QUEL BECERO DI SALVINI!

«L’ossessione del fascismo e derivati è sostanzialmente uno status mentale, un “modo di pensare” cerebroleso (o cerebro-deficiente) di un’ideologia annaffiata e allevata dalla sinistra al potere e del potere. La sinistra d’Italia che sta con ricchi e con le banche, con le cosche degli affari, con ladrocinio delle risorse di stato e dei prestiti in sofferenza degli istituti di [dis]credito guidati da cervelli sardinici e finiti tutti a gambe all’aria»

 

Gran polverone, gran casino e poi tornerà tutto tranquillo come La quiete dopo la tempesta (in un bicchier d’acqua)…

POLITICI E POLITICA NEI REGNI DEMOCRATICI
ANCHE BETTI MOLLA LA FUNE E SI DISSOCIA


Malizia. Cosa significa di preciso “rubata”?

 

QUANDO SCRIVO, in piena convinzione, che il comunismo è un «modo di pensare», non lo fo perché sono più scemo dei democratici evoluti dei quartieri alti, dove magari le micine della Pet Terapy di Montale cantano a kara-oche con il ministro Roberto Gualtieri che suona la chitarra: ma – credo – perché forse sono molto meno imbecille di quanto possano pensare i dem che non mi sopportano perché dico ciò che penso.

In fondo, io, la storia l’ho studiata e non me la sono fatta raccontare dall’Unità nelle case del popolo; tre o quattro lingue le parlo, le leggo e le traduco con sufficiente disinvoltura anche se, per la Barbara Dardanelli, sono il rappresentante ufficiale del «giornalettismo di merda». In chiesa a sentire le prediche contro Salvini e le pastorali di Gargoyl (ooops… Bergoil) sull’apertura dei porti e delle porte, ma con 300mila immobili della chiesa di Cristo chiusi ai bisognosi, non ci vo e mi rifiuto di andarci. Non ho bisogno di ascoltare preti che non hanno fatto teologia nelle lingue canoniche, per sentirmi spiegare il Vangelo secondo Che Guevara e don Milani.

Non me ne frega nulla di chi va a letto con chi, maschi femmine neutri e bisex (che non si rammentano più o meno mai); ho amici/che e allievi/e omosessuali, lesbiche e manfruiti (per chi non capisce: ermafroditi) con cui mi rapporto senza problemi, ma non perché vogliono imporre a tutti il loro punto di vista o per paura di essere accusato di omotransfobia: solo perché, con semplice onestà, quelli che frequento – e ad alcuni dei quali voglio bene perché li ho visti venir su da bambini – non mi rompono i coglioni.

Ho insegnato, per più di dieci anni, in una università per stranieri e tutti sanno perfettamente che non sono razzista: italiani, tedeschi, greci, turchi, giapponesi, albanesi, serbi, croati, russi, polacchi, cechi, ucraini, marocchini, tunisini, israeliani, palestinesi, iraniani/persiani, libanesi, ugandesi, kenioti etc. etc. mi sono passati di sotto e hanno avuto tutti lo stesso identico trattamento: sai? Passi. Non sai? Non passi nemmeno se piangi in cinese. Molti sono ancora in contatto con me.

Se poi si vuol dire che appartengo alla categoria degli “sfavati”, questo sì: ma solo perché fin da quando, nel 1967, iniziai a scrivere sui giornali per portare avanti il mio, secondo Barbara Dardanelli & C., «giornalettismo di merda», il Pci e la sinistra in genere mi hanno sempre rotto il cazzo e liofilizzato i coglioni con quei loro discorsi insulsi sparati come la merda dell’ippopotamo sul non-cervello della gente da pulpiti di carta igienica ideologizzata: omofobia, fascismo, razzismo, nazismo, antisemitismo etc. Manca solo il favismo della Sardegna e poi ci sono tutti.

La Segre la fa lunga e i comunisti come il Galardini la menano e se la tirano a discrezione: la famiglia di mia madre e mia madre stessa in prima persona, hanno salvato ebrei, curati e sfamati a dovere. In casa Betti o Galardini si può dire la stessa cosa? Così, tanto per chiedere.

Personalmente, però, non mi sono mai permesso – anche se ho mandato molto spesso a fanculo e molto più di Grillo e di Giggino – di trattare la gente come pezze da piedi: tantomeno di dire che le «forze dell’ordine sono dei fascisti». L’ho sempre pensata come Pasolini (che non era e non è il mio idolo), che i servitori dello stato fossero i figli della gente comune e spesso della povera gente, sui cui non infrequentemente la sinistra ha spesso vomitato odio «a gratis».

L’ossessione del fascismo e derivati è sostanzialmente uno status mentale, un «modo di pensare» cerebroleso (o cerebro-deficiente) di un’ideologia annaffiata e allevata dalla sinistra al potere e del potere. La sinistra d’Italia che sta con ricchi e con le banche, con le cosche degli affari, con ladrocinio delle risorse di stato e dei prestiti in sofferenza degli istituti di [dis]credito guidati da cervelli sardinici e finiti tutti a gambe all’aria – Monte dei Paschi, Banca Etruria, Popolare di Bari bastano?

No, grazie! No grazie Pd, grazie Napolitano, grazie Mattarella, grazie Palamara, grazie Lotti, grazie magistratura alla Marco Petrini, grazie chiesa progressista, grazie Avvenire, grazie Famiglia Cristiana o omosessuale o lgbt: non ci dovete rompere i coglioni.

Ho il diritto, abbiamo il diritto, di essere lasciati in pace, gente che dal 2000 (Berlusca o sinistra non fa differenza, perché quel povero sessista di Silvio ha sempre avuto dinanzi ai piedi una struttura burocratica tutta rossa e basta) non ha mai rinnovato un contratto della scuola o del pubblico impiego; ha sacrificato i docenti (lasciamo stare i somari, moltissimi), almeno quelli che avevano una qualche certificata professionalità; ha bloccato la rivalutazione delle pensioni; ha adottato provvedimenti retroattivi su pensioni (ho detto retroattivi) ma ha continuato a pagare centinaia di migliaia di euro di consulenze professionali per raccomandati di regime come avvocati, ingegneri e puttane varie che si sono fatti grassi come il lardo di Colonnata.

E l’assessore Galardini cosa ne pensa?

Caro Alessandro Galardini, la tua frase sarà stata anche “rubata” – come scrive insinuantemente Il Tirreno –: ciò non toglie che la frase sia tua e risponda al tuo sentire profondo.

Un profondo sentire non istituzionale ma… – mi spiace – «comunista» del prima della caduta del muro di Berlino: quella santa istituzione che lasciava la gente dividersi in comunisti e non-comunisti (per voi: fascisti); ma che, con la sua caduta, ha mescolato merda e minestrone tanto che alla fine il rovesciamento dei termini ha portato alla “coincidentia oppositorum”, agli estremi che si toccano (Fanfani) o alle «convergenze parallele» (Moro), tanto che oggi il vero neofascismo è quella sinistra di cui tu fai parte e che si permette di dare di fascisti alle forze dell’ordine solo perché non indossano un elmetto da Vopos e non guidano carrarmati a Budapest.

Smettetela di chiedere scusa, dopo avere coscientemente offeso, cercando di non farvi sentire, tirando il sasso e nascondendo la mano. Non esiste Pd: siete comunisti e tali restate a prescindere, perché non si cambia il contenuto di una bottiglia di grappa industriale togliendo l’etichetta “Bocchino” e scrivendoci sopra “Acqua santa di Medjugorje”.

Ti offendo e, se mi sgami, ti chiedo scusa? Questo comportamento, Galardini, ha solo un nome: viltà.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira e giambo
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