sistema marcio. GIORNALISTI VIL RAZZA DANNATA 1. COME E PERCHÉ NON HO MAI FATTO (E NON AVREI MAI VOLUTO FARE) CARRIERA

«Non fidatevi… dei giornalisti ganzi e che non sono pieni di querele e di cause e che non ne hanno di più delle bacchette degli occhi di un corbello di lumache!»
Cinquantatré anni di giornale (48 di iscrizione all’Albo) per arrivare a concludere che gli Albi vanno arati con l’erpice e cosparsi di sale come i prosciutti

UNA PROFESSIONE CHE SI FA O NON SI FA
A SECONDA DI CHI TI SCEGLIE E DI CHI TI SPONSORIZZA


Se non taci ciò che devi, tu non mangi e tu non bevi. A digiuno resti a oltranza, con Chisciotte e Sancho Panza

 

C’È UNA CERTEZZA nell’essere vecchi: quella che nessuna cosa può ormai graffiare la tua vita e la tua esistenza; e puoi impiparti di tutto.

Figuratevi cosa diventa questa certezza quando, dopo avere passato una vita intera a battere la testa contro il muro, come si faceva con gli arieti nel medioevo, tu giungi alla conclusione a cui approda Enea nell’opera-madre di Virgilio: Una salus victis, nullam sperare salutem, ossia, in parole povere, «cosa ha da rimetterci chi ha già perso tutto»?

Ho iniziato a scrivere sulla Nazione alla fine di ottobre 1967; mi sono preso un Hiv peggiore di quello clinico e però – come dice Vasco Rossi – sono ancora qua a fare la lotta contro i mulini a vento.

Don Chisciotte imbecille, allora? Dipende – come in tutto – dalla prospettiva: se fai il giornalista perché “non hai voglia di lavorare e cerchi un mestiere facile e di riposo”, di solito non hai problemi. Ti “allinei” come un modem, al doppino di rame o alla fibra, e tutto va bene.

Se sei un modem vecchio-tipo, che non riconosce altro protocollo che il suo interno (lo vogliamo chiamare “propria coscienza”?), allora, giovani bambinelli e puercoli che vi avvicinate a questa professione, la vostra vita sarà amara: e per rendervela meno amara non vi basterà – come cantava Nino Manfredi – comprarvi la “chitàra”, in romanesco.

La guerra – e il giornalismo lo è: ogni giorno e feroce – si combatte, in Toscana, in due modi precisi:

o si sceglie di fare ampi servizi su sagre delle frittelle e castagnacci (allineandosi all’onnipresente Pd che ha capillarizzato se stesso dappertutto e che, da 75 anni, porta il sangue – o più spesso lo toglie a chi non lo lascia entrare in casa)

o si piglia l’altra via, quella lunga e perigliosa (per i cattolici, ma non per tutti loro) della croce di Cristo; e ci si lascia prendere per il culo dalle falangi degli allineati e coperti che hanno la pelle lucida e tirata dal tanto che mangiano

Per allinearsi e coprirsi (e quindi mantenere il culo al caldo e al sicuro) basta non scassare la minchia al PoDere toscano: che sia Rossi, Renzi o, domani, Giani non c’è differenza.

King Kong balls, Praga

E, se cambieranno le cose e si passerà a destra (sia ben chiaro), se la destra ci starà per più di 10 anni, tocchiamo i coglioni del King Kong di Praga. Perché dove mette radice un neo, alla fine spunta inevitabilmente un melanoma. Ed è un casino, ve lo garantisco.

Per chi non lo sapesse (chiedetelo a Schettino: è un esperto) le navi non tengono mai la barra fissa in una sola direzione: di tanto in tanto devono fare – come si dice – la correzione di rotta, o partono per New York e finiscono a Montevideo.

Quello che i Pd (da Giorgio il comunista a Mattarella l’ex democristiano, consociati per Conte alla rovescia) non fanno e non vogliono fare – la correzione, dico – perché hanno paura di perdere potere e, soprattutto, quattrini (nelle loro tasche).

Ricordatevi che i «cornuti» sono sempre migliori dei mariti senza macchia, perfetti, attillati, eleganti e odorosi. Perché è vero che i «cornuti» hanno le mogli troie, ma quelle mogli troie lì sono quelle che vanno a puttaneggiare a letto coi mariti «senza macchia, perfetti, attillati, eleganti e odorosi» – e non con i primi cacacazzo sdruciti che passano per strada e dormono negli scatoloni.

Non fidatevi, allora, dei giornalisti ganzi e che non sono pieni di querele e di cause e che non ne hanno di più delle bacchette degli occhi di un corbello di lumache!

Le verdure non nascono nel bidet, nascono nell’orto – e solo se ben concimate…

Perfino la sinistra radical e salottiera dovrebbe riflettere su quello che è stato un loro cavallone di battaglia, quel De André che cantava: «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior». La verdura nasce nell’orto, non nel bidet.

Stamattina mi fermo qui. Domani – o dopo, dipende – vi narro, magari, come fui iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Firenze e com’è che oggi, cari tutti, potete avere ventimila canali televisivi da spippolare passando rapidamente dal Viagra al come dimagrire di 120 chili in 4 giorni.

Pace e bene a tutti. Giornalisti compresi.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira e verità tenuta nascosta
Dice Confucio: «Chi ti ama ti prende a calci in culo; chi t’incula ti massaggia lo sfintere con l’amuchina e il burro»


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