smaltimento rifiuti. TOMASI: «CONVIENE LA FUSIONE TRA AZIENDE?»

Quadrifoglio, Cis, Asm e Publiambiente. Il consigliere di Pistoia Domani punta il dito sulla decisione dell’amministrazione comunale
Alessandro Tomasi
Alessandro Tomasi

PISTOIA. Il processo di fusione tra aziende di smaltimento rifiuti dell’area metropolitana (Quadrifoglio, Cis, Asm, Publiambiente) è ormai giunto a conclusione? È stato approvato dai consigli di amministrazione delle varie società coinvolte? E dai Comuni che ne sono proprietari?

Al consiglio comunale di Pistoia  rimane solo una semplice ratifica di quanto già deciso? È chiaro che se si arrivasse all’approvazione in uno stato molto avanzato dubito che la nostra amministrazione avrebbe il coraggio di bloccare l’operazione.

Ad oggi di tutta la vicenda il consiglio è completamente all’oscuro. Giungere solamente alle battute finali di un procedimento così lungo e complesso di fatto vanifica il nostro ruolo di controllo e indirizzo  sulle aziende partecipate.

Quello che emerge dai prima dati e documenti disponibili non è sicuramente rassicurante per la nostra azienda partecipata  Publiambiente. Mentre prima nella vecchia Ati che ha partecipato alla gara Quadrifoglio aveva il 47,41 % del controllo, Publiambiente il 28,87%e Asm di prato il 19,78% adesso si ribaltano le posizioni di forza.

Publiambiente conterà per 11,8% mentre Asm per 16,08% ed entrambe avranno un membro nel consiglio di amministrazione. Una situazione incredibile che potrebbe prefigurare un danno per il patrimonio di Publiservizi e, quindi, del Comune. Vale la pena sicuramente riflettere su questa operazione e non affrontarla frettolosamente come sembrerebbe qualcuno voglia fare.

Se si confrontano le due aziende sulla carta  lo squilibrio  sembra evidente:

Publiambiente: 412.395 abitanti serviti in 26 comuni, 476 dipendenti, 3 poli impiantistici, 231 mezzi, 470 mila contenitori (prova di una raccolta differenziata più avanzata), 10 sedi, 2 officine.

Asm: 253.131 abitanti in 7 comuni serviti,  287 dipendenti, 1 polo impiantistico, 185 mezzi, 179.087 contenitori, 1 sede, 1 officina.

Un altro dato che andrebbe analizzato è quello delle morosità. Mentre il nostro territorio, pur con qualche problema nei pagamenti, tutto sommato ancora regge, a Prato è presente il Macrolottto dove ci sono decine di aziende cinesi che evadono completamente per milioni di euro.

Come si è arrivati allora alla nuova configurazione e ai nuovi rapporti di forza? Conviene al Comune di Pistoia approvare la fusione a queste condizioni?

[tomasi – pistoia domani]

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