solidarietà. LE COOP ENTRANO NELLE PARROCCHIE

Nello stesso giorno in cui il neopremier denuncia la “solidarietà pelosa” delle cooperative impegnate nel business dei migranti, la Parrocchia di San Piero avvia una compartecipazione alla Coop Co&so. Ma chi, come e quanto paga, per il corso di integrazione delle "integrande"?

 

Alcuni responsabili di Portaperta (Facebook)

AGLIANA. Abbiamo letto con sincera soddisfazione la notizia che l’associazione Portaperta della Parrocchia di San Piero avvia una nuova iniziativa sociale e, proprio chi scrive, ricorda con piacere gli anni trascorsi a fare il doposcuola ai ragazzi svantaggiati (prima della discriminazione con successiva espulsione “dolce”).

Potremmo dunque ribadire oggi la nostra sensibilità e attenzione ai richiedenti asilo, quelli però ospitati sotto l’ombrello dello Sprarnon quelli commerciali.

Ci ha subito colpito che l’iniziativa di formazione per “integrare” sia stata organizzata

Portaperta è nella Parrocchia di San Piero

dalla cooperativa Co&so, sulla quale abbiamo tentato di scavare informazioni con scarso successo e tanta fatica, causa il più omertoso silenzio innalzato dai dirigenti tra i quali, abbiamo ritrovato – con sorpresa (ma non troppa) – una nostra “vecchia” conoscenza.

Anche le denominazioni usate per presentare queste iniziative (ooops! si dice “progetti” che è più politically correct, persuasivo e convincente) sono – alle nostre orecchie – nauseanti per come accattivanti solo intrisi di retorica e suggestione buonista.

Sono termini tesi a ipnotizzare il lettore distratto che vorrà però liberamente valutare il breve elenco, messo a disposizione dal nostro archivio delle correnti Coop: Co&so, Progetto Integr8, Gli Altri, Incontri, Orizzonti, Progetto Spryng (quest’ultimo vuol dire, per l’appunto “sorgente”, cioè fonte sgorgante e non d’acqua).

Noi non vogliamo entrare nel merito del nobile progetto formativo (inteso tale, nella dimensione dei condivisibili intenti di affermazione dei valori umanistici, sia ben chiaro) e delle alte finalità socio-politiche contenute, rinunciando sùbito a ogni qualificazione sull’effettivo vantaggio che “integrando donne non italiane” (l’integrazione non si consolida in pochi mesi, nè in pochi anni) che lì, saranno chiamate alla docenza, porteranno di riflesso nella comunità aglianese.

Vogliamo solo pensare bene e meglio, osservandone la contraddizione sostanziale: come potranno diventare “esperte di integrazione” nella comunità aglianese, se molte di loro erano (o sono ancora?) oppresse da culture integraliste che negano loro la dignità essenziale delle donne, l indipendenza e l’autonomia. Moglie, figlie e sorelle che dunque sono “dis-integrate” nella loro naturale condizione di genere , senza doversi per questo recare in lontani paesi islamici come la cronaca impietosa ci ricorda).

La specificazione dell’appello di Don Tofani nel modulo di pubblicità del bilancio parrocchiale

Ci perdoni Don Paolo, noto per le iniziative liberal-progressiste (con la ciottiana “Libera” in primis), ma la congiuntura di insediamento del nuovo governo giallo-verde e la più tempestiva e liberatoria critica del premier Conte che ha finalmente parlato di business, ci costringe a fare qualche domanda uncorrect, che i  lettori non troveranno sulla stampa organica.

  • L’Associazione Portaperta ha sempre un costo di circa 50.000 euro annuo del 2012 o è aumentato? (Il dato è stato citato dal presbitero ma la responsabile economica della Parrocchia, Angela ci ha negato ogni chiarimento, dicendoci che “non se ne è mai occupata e che non sa niente [??!]”).
  • Se tale costo è “affidato totalmente alla responsabilità anche finanziaria della Parrocchia” (pedissequo testo dell’opuscolo di presentazione del bilancio) perché non viene riportato nelle spese del passivo del resoconto parrocchiale? (Anche quì, abbiamo chiesto, ma nessuno ha risposto).
  • Nelle voci di costo del bilancio parrocchiale non ci è l’associazione Portaperta

    L’organizzatore Coop Co&so si è introdotta nei locali della Parrocchia con finalità lucrative o di gratuito volontariato? (chissà che dirà il Vescovo Fausto, alla notizia)

  • Per la prima ipotesi, sono previste coperture con finanziamenti pubblici? Se sì sono, regionali, statali o della Comunità europea?
  • Quali sono le sette organizzazioni europee del “Progetto Integr8”? (Noi abbiamo gugolato, ma non abbiamo trovato niente, a parte un progetto di facciata della solita Coop Co&so promosso dalla Conf-cooperative per scarrozzare gli studenti con l’Erasmus).
  • Il corso in questione ha docenti o tutor esterni? In caso affermativo, con quali criteri di retribuzione?

Qualcuno del gruppo Pdfc vorrà rispondere a queste semplici domande di chiarimento o si preferirà invocare – anche questa volta – i misteri della fede?

[Alessandro Romiti]

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