sottopolitica&malavvézzi. ‘AFFAIRE NESTI’ AGLI EXIT POLL: E ORA SPUNTA UN COLTO TROLL!

«Piano piano la verità viene a galla e qualcuno affogherà nella sua stessa bile»: d’ora in poi non più la profezia di Celestino, ma quella del più noto Roberto Fabio Hütchen. «Agliana non fu la patria della libertà ma quella dell’orrore nell’episodio, per esempio, dell’assassinio di Giovanni Nesti e Nello Semplicini, di cui furono chiamati responsabili Marino Borgioli, Rolando Magni, Ottorino Santini»
Cappello a cono delle mie brame, chi è il più ganzo in questo reame?

FABIO ROBERTO, CAPPELLO A CONO,
SEI TU SOLTANTO IL CERVELLO BUONO!


Pastoia. Presto al posto del Micco, Tristoia avrà per simbolo ’sto chicco!

 

PASTOIA (NON PISTOIA)-AGLIANA. È il 1° dicembre scorso, addirittura alle 6:50 del mattino.

La professoressa Maria Milva Cappellini in piedi per i fatti suoi, già pesta sui tasti di Napalm51 seguendo l’ossessione feisbucchiona con queste considerazioni da piccola donna indignata contro un nemico da distruggere perché sta perseguitando quel gran genio del dottor Andrea Alessandro Nesti, suo marito, vincitore di concorso per comandante dei vigili ad Agliana nel 1999-2000, e oggi vittima sacrificale di una strisciata di morti infinita, lasciata dietro il suo cammino.

C’è chi, nella storia, semina il sale dovunque passi (noi «imbratta pagine web»); e chi invece semina solo cadaveri di cacca d’oro, a volte però salati. Dipende.

La sirena dal canto suadente
tesse l’elogio di un suo «sostenente»,
che osa nomarsi Bob-Fabio-Cono
perché nel capo «’ncihà gnènte de bono».

Ma leggiamo la «pippa di madame»:

La firma dell’imbratta pagine web

Grata a Roberto Fabio Hütchen che scrive: “Piano piano la verità viene a galla e qualcuno affogherà nella sua stessa bile. Tipo qualche persona che indegnamente occupa cariche di vertice politiche nella città che fu di Magnino Magni, Adelmo Santini, Paolo Baranovski. Tipo qualche “imbratta pagine web” soi disant giornalista che per anni ha sputato (e continua a farlo) veleno su Andrea. Soi disant giornalista rinviato a giudizio per diffamazione a mezzo stampa, tanto sa fare bene il suo mestiere. Ma ovviamente è tutta colpa delle “toghe rosse”. Soi disant giornalista che peraltro, rimanendo in tema di concorsi nella polizia municipale, non mi pare abbia avuto niente da scrivere sulle vicende, delle quali si è pure parlato in consiglio comunale, del concorso per categoria “D” a Pistoia.

Ps: se scrivo “soi disant” anziché “sedicente” c’è un motivo… chi deve capire capisce… come dire… un vezzo di famiglia…

Piantare fave (anche di altro genere) era normale nella democratica Atene (ceramica del V sec. a. C.)

E partiamo da Roberto Fabio Hütchen (= «cappellino» semplice, fatto a cono; roba da gnomi – n.d.r.), che già con questa criptocheccata (Sgarbi) non promette niente di buono, visto che le persone serie che inneggiano ai vari Magnino Magni, Adelmo Santini, Paolo Baranovski, non dovrebbero ridursi a nascondersi dietro un dito di polvere di storia orecchiata, né vergognarsi  di quel che dicono, ma andarne fieri e orgogliosi.

Insomma non s’è mai visto un crociato che non ha il coraggio di mostrare il viso per il Santo Sepolcro, e che si presenta in forma di troll (dipenderà dal significato nominalistico del suo secondo nome, Fabius, cioè «coltivatore di fave»?).

Il problema è solo che quei santi partigiani che liberarono l’Italia dai fascisti, oggi rinati in me, Salvini, la Meloni e Linea Libera, ci hanno lasciato quest’Italia di criptochecche ma solo dopo che gli alleati e loro fortezze volanti la avevano davvero liberata con tonnellate di bombe e non con chiacchiere e scorregge da case del popolo (Mughini). Dà  prova di civiltà la nazione in cui la gente si veste sempre con la coperta che rende invisibili di Harry Potter, signor Cono e gentile signora Milva Maria, educatrice dei giovani che vanno ad estinguersi?

Testa di cazzi, maiolica di Francesco Urbini (1536). Ce n’è tanti in giro!

A me personalmente, oltre che suscitare la vergogna per un deprecabile squallore mentale e spirituale, questo comportamento soi-disant filosoficamente accusatorio di netto stampo veterosovietico-stalinista, fa molto più semplicemente «cacare»: e richiama alla mente due o tre cosette da non trascurare.

La prima è che Agliana non fu la patria della libertà, ma quella dell’orrore nell’episodio, per esempio, dell’assassinio di Giovanni Nesti e Nello Semplicini, di cui furono chiamati responsabili Marino Borgioli, Rolando Magni, Ottorino Santini (rileggi qui Signor Testa-di-cazzo!). E qualcuno di loro, credo, era assai imparentato con certi fedeli comunisti locali. Ma questo non torna bene dirlo.

Ho dato di fuori con il Signor Testa-di-cazzo? Ma neanche un po’. Fermo restando che chiunque scrive delle «anonimate» è un Signor Testa-di-cazzo (se vuole può querelarmi e vedrà che le toghe rosse gli daranno ragione, ma per farlo dovrà andare allo studio Niccolai e metterci tutta la sua faccia-di-cazzo!), chi fa il ganzo da tre soldi e auto-firmandosi cono ha, come rappresentazione, una base a 99% come una merda, e una testa all’1% come la punta della merda stessa: una rappresentazione grafica, direi, appropriata alla consistenza della materia organica di cui è composto, gentile e spocchioso Signor Hütchen con la sua filosofia da Discorsi alla Nazione (non Tedesca ma) Sovietica.

Probabilmente non ha colto bene il tutto anche se voleva intendere? Le spiego io, imbrattatore di pagine (ma trasparente e responsabile) in parole povere: cono in italiano può essere anche ridotto in tronca, cioè con.

Con, nel francese di un soi-disant culturoso abate prerivoluzionario un po’ gesuita, indica ciò che a certe cripochecche scatena il pànico: cioè la «fica», la cosiddetta “origine del mondo” (è un dipinto). Solo che questa parola, pur derivando dal latino cunnus, con tale identico significato, in composizione con la parola testa/tête (tête de con) s’illumina d’immenso nel significato univoco di – provi a dire?  Bravo! – testa-di-cazzo! A volte, caro Roberto Fabio, l’intelligenza e la cultura ci fanno autodipingere perfettamente senza che ce ne accorgiamo. Stavolta è toccato a lei.

Con Macron e la zia si è in buona compagnia [fonte]
E veniamo agli “imbratta pagine web”, cioè alla mia umile, incolta, rozza, inaccettabile e inutile persona che, in una aerea mente democratica sopraffina (o di paraffina?) come la sua, è la vera origine del male di vivere, già condannata in partenza (sempre stile sovietico da rifondaroli alla Billero-Daghini) non perché ha passato il grado di cassazione (evidentemente le teste-di-cazzo conoscono la Costituzione come la pelle dei propri coglioni!), ma solo per essere stata rinviata a giudizio.

Se non è razzismo puro questo (razzismo di pregiudizio, s’intende: il peggiore perché puzza di sardine islamiche), allora il razzismo qual è? Quello, forse, di cui parla la Signora Boldrini?

Lo stronzo sono io perché, avendo versato veleno su «Andrea» (la formula di apostrofazione è da lessico familiare; si indica l’elemento solo per nome: evidentemente il ConHütchen deve conoscerlo bene il famoso dottor Nesti vittima…), sono stato «rinviato a giudizio per diffamazione a mezzo stampa, tanto so fare bene il mio mestiere».

E se questo fosse accaduto solo perché un pubblico ministero – dall’intelligenza più o meno equiparabile a quella di Nesti quando “spavonava” in aula come Pm (così è ricordato) – non ha capito una beata minchia di ciò che ha letto perché non in [Stalin]grado di comprendere la lingua italiana?

Questo all’onorevole Signor Testa-di-cazzo non passa per la testa – anche perché, lo sanno tutti, i cazzi non hanno cervello e ragionano “a cazzo” proprio per questo motivo.

Gentilissimo soi-disant Tête de con, perché non ci parla, ora, del suo caro angelo Andrea, che è non solo rinviato a giudizio per un reato non come il mio da codice fascio-comunista; ma che è già in aula, e da tempo, per omessa denuncia (vizio caro agli aglianesi, segretari generali compresi), una fattispecie di reato che, in capo a un comandante dei vigili non solo è grave, ma è anche piuttosto infamante per i motivi che potrebbero esserci dietro? Non le pare che un reato di questo tipo possa indurre a pensare anche a ipotesi di infedeltà del dipendente pubblico? Ma anche questo è meglio tacerlo, vero?

Fatto è che a Pistoia in gran parte siete «lavandare da gora e lavatoio»: andate a fare il bucato (anche della vostra coscienza) con bellissime pippone sulla sinistra e la resistenza; sul bene comune e la trasparenza (che non c’è).

E mentre siete al bozzino e spargete il concio su tutto e tutti, ne approfittate per lavarvi perfino le mutande che, magari, state portando in dosso da anni, togliendovele ovviamente lì, su due piedi, con nonchalance, come le prostitute che lavorano e che, mentre prestano il buco, mangiano una Melinda e allegramente sputano via i semi fuori dal finestrino oppure si scaccolano.

Ibbòia! Amministrate e lo fate come vi pare citando Magnino Magni, Adelmo Santini, Paolo Baranovski, Silvano Fedi: mentre dovreste essere voi a essere citati, ma in giudizio – se non foste protetti, i Pd dalle toghe rosse, e l’altra sinistra dall’ombra della Madonna della Lotteria del Pd. E il popolo paga.

Una volta con il cappellino c’erano le fragole. Oggi solo gnomi e [ci]Troll
Caro Bob Fabio Hütchen, dica la verità: quando pensa che le nasceranno i coglioni per dire liberamente quello che le pare e subirne, anche le logiche conseguenze?

Lei sembra troppo interessato alla categoria D dei vigili, pare. Che la abbiano segata in un concorso o cose simili? Chiedo scusa se sbaglio, io non sono buon borghese progressita e di sinistra; nasco da un falegname, da dei contadini e dei boscaioli – gente ignorante e primordiale, ma sana.

Chissà che non faccia parte anche lei,  Bob Fabio Hütchen, della banda dei vigili e, se ne fa parte, chissà che merda sarà quando tortura cittadini e subalterni con gli stessi metodi seguiti dal suo caro Andrea e pienamente documentati o documentali!

E cosa mi sa dire della inattesa lettera che Benesperi ha avuto il coraggio, tra una disidratazione diarroica e un malanno digestivo, di spedire al suo pupillo per richiedergli danni erariali e non solo? Andrea, gliela avrà fatta leggere, no? O le ha detto di attendere che la pubbli io di persona, con sommo disappunto della dottoressa Aveta?

Scriva meno in francese, dia retta. Contrariamente alla Milva Maria, mi pare – infatti – che lei lo mastichi da turista per caso pistoiese in gita a Parigi (i pistoiesi, si sa, sono convinti che per non essere provinciali occorra andare a Parigi in Easy Jet: cagata!); e vada, piuttosto, alle serali d’italiano. Magari si faccia dare lezioni da don Biancalani, dal quale non mi farebbe meraviglia venire a sapere che lei va a cantare Bella ciaone in estasi come Santa Teresa!

Un saluto a «sottopolitica&malavvézzi» che scrivono alle 6 del mattino anziché rassettare la casa. E in particolare a tutte le criptochecche che, per giocare a nascondino, scoprono che la lingua nazista offre varie possibilità! Heil mein Hütchen!

La lettera anonima del 25 novembre 1999 cestinata dalla Procura. Quel Nesti non era lui, era una spia israeliana…

Notarellina finale. Quando il dottor Nesti affrontò il concorso, non si può escludere che la commissione potesse facilmente individuare il compito del fu-comandante.

C’erano tre comandanti della Piana a giudicare i concorrenti; e lui da tempo svolgeva funzioni di comando in ufficio. Credo che ciascuno noi, gentile Signor Cappuccino, sarebbe stato più o meno in grado di riconoscerne la grafia.

Oltretutto c’era anche la famosa lettera anonima in procura che prevedeva una profezia ben più precisa della sua di oggi, concentrata sulla mia morte per annegamento nella mia stessa bile.

Grazie per il suo impegno ad allungarmi la vita!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Criticare humanum est, pisciare fuori dal vaso è diabolico.
I politici di qualsiasi natura (pure rifondarola) s’incistano sempre
nella pubblica amministrazione dove trovano ricettacolo come la trichinella nel prosciutto


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