spaccio in piazza della resistenza. IL RICHIEDENTE ASILO CI RINGRAZIA COSÌ

«Lo disse la signora Serracchiani, non propriamente d’estrema destra, che il reato commesso da un immigrato appare più odioso rispetto a quello commesso da un italiano autoctono, sebbene giustamente la magistratura tratti entrambi col solito rigore. Si tratta, nel caso dell’immigrato delinquente, del venir meno ad una promessa fatta, ad un tacito accordo stipulato con il Paese accogliente».
Forze dell’ordine in Piazza della Resistenza

PISTOIA. In piazza d’Armi vige l’anarchia più totale: un altro immigrato richiedente asilo è stato arrestato per spaccio di droga. Nello specifico, il simpatico ragazzo deteneva svariate dosi di marijuana.

Non è la prima volta che accade un fatto di questo genere e di questa gravità, sebbene abbiano fatto quadrato attorno all’ospite non gradito il cascame della sinistra pistoiese, i reduci dalla batosta del 25 giugno, i soliti soloni del multiculturalismo.

Evidentemente non fa per nulla effetto, a lor signori, assistere al degrado incessante in quella piazza di Pistoia dove il loro amato sindaco Bertinelli si sperticava negli elogi alla Resistenza.

A noi, al contrario, ribolle il sangue nelle vene. Lo disse la signora Serracchiani, non propriamente d’estrema destra, che il reato commesso da un immigrato appare più odioso rispetto a quello commesso da un italiano autoctono, sebbene giustamente la magistratura tratti entrambi col solito rigore.

Si tratta, nel caso dell’immigrato delinquente, del venir meno ad una promessa fatta, ad un tacito accordo stipulato con il Paese accogliente il quale, da chi è accolto, si aspetta un irreprensibile comportamento onesto.

E ciò vale per un africano come anche per un pallidissimo svedese.

Un’operazione dei carabinieri in Piazza della Resistenza

Il caso vuole, però, che anche questa volta sia stato beccato con le mani nella marmellata, a vendere porcai ai nostri figli, un sorridente richiedente asilo, il quale, mentre la povera Italia investe trentacinque euro al giorno per il suo benessere, arrotonda il pocket money coi proventi derivanti dallo spaccio.

Ed è così assurdo che questa sorta di perversione faccia incattivire anche i santi? Ed è così assurdo immaginare un nesso tra l’immigrazione clandestina incontrollata e la commissione di questi reati?

Il particolare sconcertante, però, non riguarda questo bellimbusto che fa i suoi porci comodi a casa nostra e a spese nostre. No, è sconcertante notare come la parte sinistra della città, ma anche del Paese intero, si preoccupi di minimizzare il più possibile l’accaduto.

Evidentemente, i clandestini in Italia non sono soltanto gli africani.

[Lorenzo Zuppini]

 

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