spergiuri, muti, lingue biforcute. VÀTTI A FIDARE DEI “FRATI DEL BENE COMUNE”!

«La democrazia più che un bene è un tormento; e va sorvegliata a vista perché «Guerra è sempre», dice Mordo Nahum in La tregua di Primo Levi»
Il mondo è una sfilata di maschere…

LA VITA È COME UNA PROCESSIONE DI MASCHERE
La vita degli uomini è simile a una lunga processione in teatro; la sorte conduce la processione e dispone lo spettacolo a suo piacere.
I partecipanti della processione hanno maschere diverse e variopinte infatti a uno la sorte assegna una maschera da re, e gli incorona la testa con un diadema, a un altro invece assegna un volto di servo, un altro poi lo fa ricco e bello, un altro ancora deforme e ridicolo.
Spesso la sorte invita i partecipanti della processione a scambiare le maschere, allora uno cade dalla salute alla malattia, mentre il padrone diventa uno schiavo, lo schiavo invece ottiene il regno.
Dunque quando la sorte chiede indietro le maschere, alcuni si adirano e si lamentano, credono infatti di tenere le maschere per sempre e non conoscono la brevità dei doni della vita.
                                                                                 LUCIANO [Versione dal greco alla maturità 1990]


Bianchi, rossi, neri o verdi: sta’ tranquillo, ’un tu li perdi!

MONT-ANA. Una tragedia in piena regola, quella che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Vogliono fare tutti il bene comune, il bene del popolo: ma, quando fai una domanda a qualcuno dei «Signori della Democrazia», o ti trovi dinanzi uno spergiuro o un muto (quando non un sordomuto) oppure una «lingua biforcuta».

E da questo punto di vista destra, sinistra e centro godono delle stesse qualità e degli degli stessi privilegi: o spergiuri o muti o lingue biforcute. A volte anche tutto insieme. Una tragedia in piena regola.

La Piana, in questi ultimi mesi, ce ne ha dato ampia e documentata esemplificazione:

  1. Fai domande a Betti, il gentile Sindaco di Montale, in posta certificata; gli chiedi di rispondere su materie pubbliche e di pubblico dominio (per non essere nel vago: il Carbonizzo Tempesti di Fognano) e lui fa finta di non vedere e di non sentire.
    MUTO come un pesce, SORDO come un baccalà: di razza San Giovanni o bianco? Non fa differenza.
  2. La conferenza-stampa. Paola Nanni e Ferdinando Betti [da Report Pistoia – 10.5.2019]
    Sempre lo stesso, ma in forma, però, di stoccafisso (merluzzo seccato, non salato), organizza una conferenza stampa insieme alla «donna invisibile» (dottoressa Paola Nanni, responabile della polizia municipale associata del Mont-Ana) e sventola, sotto il naso dei giornalisti organici, i «fogli di Berlusconi», quelle carte su cui non c’è scritto un bel nulla. Ma fa colpo!
    SPERGIURO, in questo caso? Si direbbe di sì, se non ci fa vedere la prova di ciò che ha annunciato a squilli di tromba e rulli di tamburo a una classe di bravi cronisti con tanto di grembiulino e fiocchino azzurro che “battono, battono le mani” perché “arriva il direttor!”. Prosit!
  3. A Agliana Guido Del Fante, Massimo Vannuccini, Valentina Noligni e Luisa Tonioni ci guardano in cagnesco e ci trattano come veri «morceaux de merde» (il francese nobilita l’uomo e… la cacca!). Ma chiamati alle proprie responsabilità né il primo sa cosa dire e balbetta (chiede solo ai suoi fedeli di non leggere Linea Libera: forse siamo troppo pericolosi? Diciamo troppa verità?), né il secondo sa presentarsi e dire agli aglianesi: «Cari concittadini, quello che Linea Libera ha detto è tutto vero e io devo chiedere scusa a tutti voi, perché nell’ultimo anno di amministrazione non ho lavorato per ben 100 volte su 109. Idem la Noligni. Come sopra la Tonioni con i suoi giochini di «Pane & Rose».
    MUTI. Direttori d’orchestra Muti, ma non certo come Riccardo…
  4. Il famoso Uccello Padulo, conservàtoci grazie all’eruzione del Vesuvio su Ercolano e Pompei

    Ancora a Agliana un Alberto Guercini che, a conclusione di un solido percorso politico rigorosamente razionale, dopo aver fatto fiera opposizione al Pd per cinque anni, grida un appello appassionato alle sue truppe sparpagliate perché, al ballottaggio, votino l’uomo di pietra, il personaggio muto, l’assenteista istituzionale Vannuccini; insomma, l’incarnazione stessa dell’odiato [dal Guercini] Pd.
    SPERGIURO o «viso pallido che parla con LINGUA BIFORCUTA»? Ambedue le cose, ci pare, ma anche MUTO perché non risponde: lui, come la vecchia élite intellettuale degli intransigenti di sinistra, si sente superiore. Vola alto. Peccato che stavolta, nonostante tutto, sia rimasto vittima del famoso «Uccello Padùlo»: Benesperi ha sorpassato lui e il Pd.

  5. Se Atene piange, Sparta non ride. E, sul versante opposto, quello del «cambiamento» (della pelle, dell’abito, della giubba…?) ecco che altri – anch’essi superiori e sprezzanti dei piccoli vermi come noi, che nuotano nel fango – tuonano e fulminano, prèdicano e predìcono, ma si guardano bene dal rispondere quando viene loro chiesto, da “giornalisti” che “scribacchiano”, se sono o no in regola con l’Inps per la badante/le badanti che hanno avuto per casa.
    Fico ha dovuto rispondere, ma qualcuno è più fico di Fico perché da sempre è stato fico, come ama dire Bart Simpson. O forse un fico sterile come quello evangelico che, per fare i fichi, ha bisogno di un miracolo di Gesù. Sciorina, perciò, la sua scienza giuridica, le sue «cognizioni penali» (da pène…?).

    Bart Simpson

    MUTO anche lui. Come un Moai dell’Isola di Pasqua. Perché quando i bambini mettono le mani nella marmellata – come dice don Tofani –, richiamati dalla mamma, per prima cosa fanno finta di non aver sentito. Lo stesso fece Adamo quando Jaweh lo chiamò dopo la scorpacciata di mele della Val di Non[toccare], che lui, per senso di colpa, si era nascosto in mezzo ai pruni, con in dosso una sola foglia di fico.

  6. Una storia stupenda della Serenissima Res Pub[l]ica del Granduca Enrico Rossi, ve la racconteremo, con dovizia di particolari, in un apposito intervento a parte [e non apparte come scrivono oggi i laureati dell’Università di Pontelungo e Calci nel sedere]; un commento appositamente dedicato alla democratica voglia di trasparenza della fortunatissima Regione Toscana.
Fece impallidire Giovanni Gentile. Umiliò Benedetto Croce. Einstein le fece un baffo!

E ora: cari democratici e cari fascisti, cari destròrsi e cari sinistròrsi, cari levogìri e cari destrogìri, cari centristi e cari eccèntrici, prendete appunto: giornalismo e giornalisti sono parole che significano «scribbacchiare per rompere i coglioni» e non per grattare la pancia alla politica, quel roseo porcello che, appena lo tocchi sotto, si sdraia a terra di schiena e gode come un maiale! Acculturàtevi. Tutto ciò che non infastidisce è propaganda e basta.

La democrazia più che un bene è un tormento; e va sorvegliata a vista perché «Guerra è sempre», dice Mordo Nahum in La tregua di Primo Levi. Perciò, aspiranti politici, leggete molto e imparate assai, perché non siete nati «imparati», oggi specialmente che perdete tempo prezioso a spippolare sui [dis]social.

E se non siete capaci di leggere, ci sono sempre a disposizione i pròvvidi corsi serali, in cassetta o su Cd, della Minestra Fedeli, la grande Valeria di Prato, con la laurea molto seria per il suo Pd beato!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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