SPERIAMO CHE GRILLO NON MUOIA

Beppe Grillo
Beppe Grillo

SPERIAMO che l’effetto-Grillo non si dissolva come neve al sole e che la robusta flessione subita dal suo Movimento alle recenti elezioni europee rappresenti solo un’eccezione. Lo dico, da non votante, perché di Grillo e delle sue idee – affatto geniali – questo Paese (la maiuscola è d’incoraggiamento renziano) ne ha urgente bisogno.

Sono molte le cose che vanno letteralmente cambiate, qui da noi. A iniziare dalla politica, che non può e non deve essere un affare, pulito quanto si voglia, ma deve trasformarsi in un onere, un sacrificio, una rimessa, una perdita.

Giusto e sacrosanto che dopo due legislature anche il migliore torni a fare quello che faceva prima di fare anche politica; perché politica, si sa, si fa tutti e tutti i giorni: quando diventa un mestiere, deve essere un peso, un macigno, una lotta disperata. Si deve entrare nel Palazzo da ospiti per poi uscirne, al massimo dopo due lustri, lasciandolo meglio di come si sia trovato.

Ma non solo. Perché in questo Paese cattolico, la forza della religione non può continuare a esercitare solo e soltanto influssi celestiali, astrali, paradisiaci.

In nome della tolleranza verso i laici, anche la Chiesa deve rivoluzionarsi, come la politica.

La messa, ad esempio, devono iniziare a celebrarla anche le donne, le suore, che come i preti dovranno regalare alla Chiesa il tempo che concedono loro gli impegni di lavoro, della famiglia. Sì, della famiglia, avete capito benissimo, perché anche preti e suore potranno convivere ed eventualmente sposarsi con chi amano, mettendo su famiglia. Non bestemmio: se Renzi ha riscritto il Capitale, qualcuno potrà permettersi il lusso di riscrivere le lettere di San Paolo?

Non finisce qui, naturalmente. Ma per ora basta così. Sarebbe già tanto, tantissimo.

fragole & sangue

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