SPERLÌ, VALERIO E NIGRELLI PRONTI AL DEBUTTO DI “CASA DI BAMBOLA”

Gli interpreti del dramma di Ibsen [Gabriele Acerboni]
Gli interpreti del dramma di Ibsen [Gabriele Acerboni]
PISTOIA. Atteso debutto nazionale al Teatro Manzoni di Pistoia dal 4 al 6 marzo per Casa di bambola di Henrik Ibsen, nuova importante sfida produttiva per l’Associazione Teatrale Pistoiese in qualità di Centro di Produzione Teatrale.

Torna così a lavorare insieme un gruppo di artisti (Valentina Sperlì, Roberto Valerio – suo anche l’adattamento e la regia –, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo) che hanno realizzato negli ultimi anni spettacoli di valore, molto apprezzati da pubblico e critica come Un marito ideale di Oscar Wilde, Il Vantone di Pier Paolo Pasolini e L’impresario delle Smirne di Goldoni (questi ultimi prodotti dall’Associazione Teatrale Pistoiese), a cui si unisce, per la prima volta, un interprete di spessore quale Danilo Nigrelli. La scena, firmata da Giorgio Gori, è realizzata dal Laboratorio Scena & Tecnica dell’Associazione Teatrale Pistoiese; lo spettacolo si avvale dei costumi di Lucia Mariani e delle luci di Emiliano Pona.

Valentina Sperlì
Valentina Sperlì

Questi i personaggi ed interpreti (in ordine di apparizione): Nora Helmer Valentina Sperlì, Torvald Helmer Danilo Nigrelli, La signora Linde Carlotta Viscovo, Il Dottor Rank Massimo Grigò, Krogstad Roberto Valerio, La balia Debora Pino.

Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei.

Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine 800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si cercherà di approdare ad uno spettacolo dove il centro sia “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.

Per il ciclo “Il teatro si racconta alla Coop”, la compagnia incontrerà il pubblico sabato 5 marzo alle 17:30 alla Saletta Soci Coop di Pistoia (viale Adua, ang. viale Macallè); coordina Saverio Barsanti, direttore artistico dell’Associazione Teatrale Pistoiese. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Appunti per una regia di Roberto Valerio

Henrik Ibsen
Henrik Ibsen

 

Casa di bambola (1879) è un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni.

È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L’urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento.

I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Una scena stilizzata per raccontare al meglio un desolante deserto relazionale ed esistenziale popolato non da volti ma da maschere che si apprestano a inscenare un dramma della finzione.

Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l’avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei ‘sembra’ felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa , lui ignaro e sentimentalmente analfabeta.

Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell’infantilismo e dell’inettitudine. Ma quell’embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all’ideale di perfezione a cui ha ancorato l’immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall’abuso, percepibile nel sottile confine che separa l’oltraggio dal gioco, l’acquiescenza dalla complicità, l’oppressione dalla devozione.

Roberto Valerio
Roberto Valerio

Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo, capace attraverso le armi della critica di esercitare pienamente il proprio libero pensiero e incamminarsi sulla strada che conduce all’autodeterminazione (a differenza delle altre due figure femminili create da Ibsen negli anni seguenti: Hedda Gabler e Ellida de La donna del mare).

Ma Nora è senz’altro attraversata, trafitta, tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell’oceano infinito del possibile; quel brodo primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà.

Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità.

Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? O il solo concetto del tramonto segnerà simbolicamente il suo orizzonte esistenziale? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l’ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali?

Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza.

Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell’ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo.

Roberto Valerio

Prevendita: biglietteria Teatro Manzoni Pistoia 0573 991609 – 27112 www.teatridipistoia.it

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