spes & sfratti. ALLE FORNACI KATIA CUPPER E DUE MINORENNI IN MEZZO ALLA STRADA

Sfratto [repertorio]
Sfratto [repertorio]
PISTOIA. Il 13 settembre Katia Cupper, mamma con due minorenni, è stata costretta a lasciare l’appartamento delle Fornaci – il quartiere popolare di Pistoia – che aveva abusivamente occupato due anni fa.

“Divorziata, sfrattata, con pochi soldi e due bambine – dice –. Ho fatto quello che dovevo fare: alle Fornaci sono tante le case della Spes (Società di edilizia popolare controllata dal Comune di Pistoia – n.d.r.) chiuse, qualcuna da anni. Non dico che non ho sbagliato, ci sono delle graduatorie, ma perché, allora, la casa che ho occupato era chiusa?”.

Mi racconta come è andata?

Sento suonare il campanello. Erano le 9. Apro e mi vedo davanti un vigile urbano. E dietro a lui Polizia, Carabinieri e Digos. Un battaglione.

Faccio per chiudere, anche un po’ spaventata, ma quello mette un piede e la blocca. Deve lasciare immediatamente la casa – mi dice –. Lo faccio di controvoglia, ma ha mezz’ora per fare le valigie e uscire. Ho fatto due valigie e siamo uscite, le bambine erano spaventate. Buttate in mezzo alla strada.

– Abusiva, ma si è trattato comunque di uno sfratto esecutivo. Dovevano notificarlo giorni prima, non eseguirlo senza dire niente all’inquilino…

Sfratto [repertorio]
Sfratto [repertorio]
Non so che dire. A me non è arrivata nessuna lettera. Comunque quando ho occupato la casa, ho chiesto ai servizi sociali di Pistoia che avevo bisogno di aiuto. Ho chiesto al Comune se si trovava una soluzione.

L’unica soluzione cosa è stata? Inviarmi una raccomandata chiedendomi di lasciare l’appartamento… E poi un’altra con la richiesta di pagare una quota di 400 euro al mese… perché stavo in quella casa. Però, era anche scritto, che mi potevano buttare fuori quando volevano.

Come? Abusiva e le chiedono di pagare un affitto? Ma è regolare? E poi sono tanti soldi! Mi faccia capire. La casa popolare viene occupata. L’occupante declina le sue generalità, si mette in contatto con la Spes per trovare una soluzione, questi insieme all’invito di lasciare l’abitazione, le chiedono un affitto mentre aspetta di essere buttata fuori? È tutta una comica!

E poi se io avevo 400 euro per l’affitto mica occupavo!

Ma lei ha mai pagato?

No. A parte il fatto che quei soldi non li avevo e non li ho nemmeno oggi, ma mi scrivono che possono buttarmi fuori quando vogliono? Pago per cosa? Secondo me hanno fatto apposta a chiedermi una cifra che sapevano non potevo pagare…

Le Fornaci
Le Fornaci

Dopo due anni, lo sfratto, Perché proprio il 13?

Perchè il 14 settembre, me l’hanno detto i vigili, sarebbe iniziata la scuola – e io ho già iscritto la mia bambina – e loro avrebbero avuto le mani legate.

Capito? Ho già chiamato le maestre. Per la prima settimana non succede niente, ma poi deve iniziare.

Non capisco: ha due figli minori e si fa lo stesso lo sfratto esecutivo?

A giugno mi sono incontrata con l’assistente sociale di Pistoia. Le ho chiesto di darmi dei mesi di tempo, così che potessi trovare un lavoro per far finire la scuola a mia figlia. Che mi ha detto? Tu te ne devi andare da quella casa. Affari tuoi il problema delle figliole. Certo, ero preoccupata ma per mesi non è successo niente e pensavo di avere un po’ di tempo. Invece ecco la truppa antisommossa.

Ha sentito quell’assistente di Pistoia?

Certo. Ho telefonato la mattina stessa. Mi ha detto che mi aveva detto che a giugno dovevo lasciare l’appartamento, che non l’ho fatto e che quindi mi hanno buttato fuori.

Che ha fatto dopo essere stata messa sulla strada?

Tina Nuti
Tina Nuti

Sono andata con dei miei amici al Comune di Pistoia per parlare con l’Assessore Nuti. Nemmeno mi ha ricevuto.

Allora il giorno dopo (14 settembre – n.d.r.) siamo andati dal mio assistente di Prato. Anche perché un agente della Digos mi aveva detto che il procuratore mai avrebbe autorizzato lo sfratto se non avesse ricevuto una relazione dall’assistente sociale di Prato. Insomma, mi aspettava a braccia aperte a sentire quell’agente. E la stessa cosa mi aveva detto il portavoce del Sindaco di Pistoia.

Che le hanno detto a Prato?

L’assistente sociale non mi ha fatto nemmeno entrare nel suo ufficio. Sapeva tutto il portiere, mi ha detto. Allora ho parlato con il portiere.

Sai che mi ha detto? Che l’assistente ha chiuso la mia pratica. Cosa? Per legge, anche se io non mi faccio vedere, lei deve seguirmi. Ho due minorenni con me. Chiudi la pratica? Ma siamo matti?

E poi non sono sparita. Sono due anni che abito a Pistoia, ma già due settimane fa l’ho chiamata per avere un aiuto. Ma tutte le volte che chiamavo o era fuori servizio, una volta era in ferie, lasciavo messaggi all’ufficio per richiamarmi, mai richiamata a volte chiamavo, mi passavano l’interno ma nessuno rispondeva… E stavolta nemmeno  venuta fuori a parlarmi. Ma si fa così?

Sai che mi ha detto di fare l’usciere? Tornare agli uffici e fare una nuova richiesta per un nuovo assistente sociale. Sarebbe passato almeno un mese. Perchè di nuovo? E dove dormo per un mese? Io ho bisogno di aiuto adesso, non tra un mese.

Quindi c’è una relazione spedita dall’assistente sociale di Prato al tribunale di Pistoia, relazione di cui sa anche il Comune di Pistoia, ma l’assistente sociale di Prato ha chiuso da tempo la sua pratica. Questa relazione c’è?

E che ne so io?

Insomma è… antipatica al Comune di Prato e Pistoia?

Né il Sindaco di Prato né il Sindaco di Pistoia mi hanno ricevuto. E io, e le mie bambine, non sappiamo dove andare a stare.

Il colloquio è avvenuto il 14 settembre sera al circolo delle Fornaci. Quella sera avrebbero dormito dalla madre, a Prato. Dodici persone in un’abitazione di 60 mq. Le bambine in terra. Il giorno prima avevano dormito da amici.

Katia ha certamente commesso un atto fuorilegge, occupando una casa. Ma per questo merita di stare in mezzo a una strada con le sue due bambine?

[Daniele Rovai]

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