SPETTACOLO GENDER, FDI-AN: «PUÒ DESTABILIZZARE LE FIGURE GENITORIALI»

Francesco Cipriani, FdI-An Pistoia
Francesco Cipriani, FdI-An Pistoia

PISTOIA. Uno spettacolo con soldi pubblici per destabilizzare i pochi punti di riferimento dei piccoli.

L’ATP-Associazione teatrale pistoiese ha organizzato lo spettacolo teatrale ‘Fa’ Afafine’ in cui sono messe in scena le difficoltà che un giovane bambino incontra nel suo orientamento sessuale nonché la sua scelta se essere maschio o femmina.

Lo spettacolo andrà in scena dinanzi agli occhi di alcune classi delle scuole elementari nei prossimi giorni al Teatro Bolognini.

Fratelli d’Italia-An crede che sia una cosa vergognosa propinare ai ragazzi delle scuole elementari spettacoli del genere volti semplicemente a destabilizzare i pochi punti di riferimento che un bimbo ha:tra i tanti, appunto, la famiglia.

Si pone poi un altro problema non da poco: quanto è costato all’ATP e quindi a tutti i soci, tra cui il Comune di Pistoia, questo spettacolo?

Si capisce che siamo in campagna elettorale, ma la propaganda sulle giovani generazioni è cosa inaccettabile ed ingiusta.

[cipriani – fratelli d’italia-an pistoia]

PISTOIA. È approdato anche a Pistoia lo spettacolo teatrale a tematica gender “Fa’ afafine”, inserito all’interno della rassegna ”Piccolo Sipario” dell’Associazione Teatrale Pistoiese, in programmazione al Piccolo Teatro Bolognini il 26 e 27 gennaio prossimi.

Elena Bardelli
Elena Bardelli

La pièce, destinata in orario scolastico ai ragazzi delle quinte classi elementari e delle scuole medie, propone la storia di un bambino di genere non conforme (ossia che non si identifica in un sesso o nell’altro) innamorato del proprio amico, alle prese con un rapporto di conflittualità con i propri genitori, all’inizio isterici ed urlanti e poi alla fine amorevolmente accondiscendenti.

Lo spettacolo, oltre che offrire la classica teoria gender per cui ciascuno può essere libero di sentirsi maschio o femmina indipendentemente dal proprio sesso biologico, con la volubilità che preferisce, e pretendere anche di essere corrisposto in una relazione affettiva, cerca pure di destabilizzare le figure genitoriali come punti di riferimento dei bambini, presentandoli come nemici o comunque come esseri incapaci di suggerire un giusto percorso di crescita ai propri figli.

Ancora una volta il pensiero gender cerca di insinuarsi subdolamente nel mondo della scuola, questa volta assumendo il volto di un progetto ”utile” che vorrebbe avvicinare i ragazzi al mondo del teatro e allo stesso tempocontrastare il fenomeno del bullismo. E che motivo c’è di affrontare queste tematiche sessuali, per di più con studenti di età infantile, per educare al rispetto e all’accoglienza? Prima di aderire al progetto le scuole hanno informato dettagliatamente le famiglie sul contenuto e le finalità della pièce, visto che i genitori sono i primi educatori dei propri figli, soprattutto su tematiche così delicate, legate alla sfera affettiva e sessuale?

Il Comune di Serravalle risulta socio dell’Associazione Teatrale Pistoiese – che peraltro gestisce l’attività del Teatro Francini di Casalguidi – destinando a quest’ultima la quota annuale di circa 2.300 euro.

L’amministrazione è al corrente della programmazione di questo spettacolo teatrale, destinato anche alle classi elementari e medie del nostro comune? Ne condivide la finalità e l’intento? Si è preoccupata che alle famiglie sia stata fornita opportuna comunicazione?

Con una interrogazione chiederemo presto conto alla giunta comunale dei soldi spesi annualmente per aderire all’ATP – appurato che il loro utilizzo è finalizzato alla diffusione di dottrine così pericolose per lo sviluppo psico-affettivo dei nostri figli – considerando per di più che si tratta di denaro pubblico sottratto a servizi certamente più utili e urgenti per la collettività.

[bardelli – fdi-an serravalle pistoiese]

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