SPIGOLATURE DEL POST-VACANZE

C'è bisogno di un'Europa diversa
C’è bisogno di un’Europa diversa

PISTOIA. Curiosando sulla stampa cartacea che, di pari passo con i politici, si è presa un po’ di ferie, pur dovendo riempire le pagine, alcune affermazioni ci balzano agli occhi: tutta roba seria che ci induce a riflettere.

Ci scuserete se apparentemente passiamo “di palo in frasca”, ma a ben pensarci tutto fa parte di questo mondo dove ciò che ieri appariva chiaro, oggi appare nebuloso e talvolta inspiegabile.

Andiamo per sintesi.

EUROPA

I giovani della mia generazione parlavano di Europa Nazione, una federazione di popoli che, dall’ex Urss di staliniana memoria, doveva espandersi, prendere corpo e vigore, sintesi naturale di aggregazioni di popoli derivanti da uno stesso ceppo etnico indoeuropeo con autonoma capacità di autodeterminarsi con comuni obiettivi di quell’Europa Nazione che tutti dicevano, a parole, di voler perseguire.

Dobbiamo accontentarci dell’Europa della Bce, della Fmi, della Nato e di tutti quegli organismi diretti fuori Europa dai Signori del Dollaro, figli di quell’illuminismo monetario che la Signora Angela ci impone.

Saddam minacciò di vendere le sue risorse con la sua moneta e non in dollari; sappiamo la fine che ha fatto. Lo stesso Putin, dichiara di voler vendere in moneta nazionale le sue risorse, ma Putin non è Saddam e se veramente vogliamo cominciare ad essere europei, non possiamo che essergli vicino.

Nel frattempo questa Europa vigliacca consente che due militari italiani siano trattenuti in India senza neppure uno straccio di inizio processo per presunte colpe. Che bell’Europa!

ITALIA

Preoccupazioni inutili
Preoccupazioni inutili

Scendiamo più nel particolare di casa/cosa nostra e leggiamo che il buon Matteo vuole ripristinare la “meritocrazia”; la vuole ripristinare dopo che le due anime del Pd che rappresenta, la hanno distrutta; la Dc con il manuale Cencelli e il Pci scatenando le folle dal 1968 in poi, in base al criterio del tutti uguali e della lotta ai “padroni”, con la complicità di un sindacato che sulla pelle di chi lavora si è arricchito nei suoi “quadri” e ha consentito il “saccheggio” della cosa pubblica e del tessuto connettivo della Nazione con la sua piccola e media impresa tartassata e impoverita oltre ogni misura.

Matteo rivuole, a Bomba, una scuola meritocratica e una magistratura meritocratica? Chi stabilirà i criteri e i metodi di selezione? I sessantottini di allora che rifiutavano i registri di classe e il voto perché discriminanti e che poi sono divenuti Presidi, pardon Dirigenti Scolastici, o i vari Ingroia che vegetano nell’Ordine Giudiziario con automatismi di carriera al di là ed al di sopra di qualsiasi controllo sul loro operato?

Matteo vuole cambiare o vuole fare finta?

PROVINCE ALLA FORCA, REGIONI NO

vittorio-feltri-a-raffaele-sollecito-tuttacronacaL’abolizione delle Province che diverranno un altro strumento politico/partitico e non assolveranno più a quella funzione di filtro fra il territorio, i suoi bisogni, tutto ad un tratto diventano enti inutili, ma non abbastanza; sono mantenute per soddisfare gli appetiti dei partiti, senza elezione popolare e con competenze tutte da definire.

Mentre quei carrozzoni malefici e corrotti che sono le Regioni, quasi tutte inquisite per truffa e altro, continuano a prosperare e a generare torme di politici nominati dai partiti che altro fine non hanno se non quello di fare malestri e ruberie. Massa Carrara in Toscana e non solo, docet.

Si pensi solamente al de profundis che il Consigliere Regionale Morelli, prima ancora di aprire un dibattito, ha calato sull’ipotesi di nuova viabilità montana, preferendo a prescindere la Signorino-Pontepetri. Cui prodest?

Meno male che, gira voce, sia Morelli che Venturi alle prossime elezioni regionali dovrebbero essere fatti fuori dai renziani rampanti dell’ultima o penultima ora.

Volevamo essere concisi. Dovremo tediarvi ancora, scusateci, ma in fondo il Mondo è proprio piccolo.

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