SPORT. “TUTTO SUBITO”, OVVERO UNA SOCIETÀ DI CAZZONI

Speechless
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PISTOIA. In quest’epoca del “tutto subito”, guai a fare qualche sacrificio. Vogliamo, ma senza fare fatica. Vorremmo apprendere evitando di studiare, giocare non sudando, divertirci non muovendo la mascella… insomma abituati a quel che abbiamo visto per decenni, e non solo in tv, desidereremmo essere “macchinette per far soldi” e basta.

Lo scopo delle nostre esistenze? Homer Simpson, che è simpatico se preso con assennatezza, altrimenti non dà certo buoni esempi. Ci hanno detto che essere “cazzoni” (e perdonatemi essere) era bello e noi ci abbiamo creduto, diventando a poco a poco “cazzoni” in tutti i settori della vita, pubblica e privata.

Guardiamo allo sport: oggi costa pure fare il tifoso. Che no, non sopporta di perdere – in questo simile agli addetti ai lavori, dirigenti tecnici e atleti – e dell’attaccamento ai colori sociali, un tempo un must, non sa che cosa farsene.

Allora o vinci o… cambi squadra, anni fa un’autentica eresia (tutto cambia nella vita, tranne la fede calcistica si diceva. L’eccezione, Emilio Fede). E pure, non s’insegnava che si tifa soprattutto quando qualcuno o qualcosa è in difficoltà? Non si aiuta con maggior vigoria chi sta peggio? Non è più esaltante “per aspera ad astra”, attraverso le difficoltà arrivare alle stelle?

Perdendo la voglia di soffrire, abbiamo perduto tutto, dal rispetto di noi stessi a quello dell’avversario, la lealtà, l’onestà, abbiamo venduto (? Svenduto) l’anima al Diavolo, che non è quello rossonero del Milan.

Vogliamo vincere tutto e subito costi quel che costi, con ogni mezzo, lecito ma principalmente non lecito (che lecitamente ci vuol troppo), per arrivare all’argent. E, nel caso del doping, ovvero del vincere barando sapendo di barare, non ci interessa neppure la vita, che sacrifichiamo come nulla fosse, morendo in giovane età, pur di accumulare denaro e potere per le generazioni a venire.

Che saranno messe ancor peggio della nostra: come essere catapultati in un film dell’orrore.

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