sprechi & toppe. IL CIMITERO DI LUCCIANO? UNA VERA INDECENZA!

Ma se vai in quello di Montemagno le cose stanno in tutt’altro modo. E perché mai? Qualche domanda per il Sindaco Mazzanti
Veduta aerea del Cimitero Lucciano

QUARRATA. Un nostro lettore ci scrive:

Caro direttore,
come sai leggo sempre molto volentieri i tuoi scritti e tutte le vostre segnalazioni di sprechi di denari pubblici e malgoverno.

Mi sento in dovere di segnalarti quanto segue, sperando che sia per te (anche se non ne hai nessun bisogno perché più dotato di me nell’arte della scrittura) uno spunto per un articolo sul tuo giornale.

La storia è triste perché si riferisce ad un cimitero, quello di Lucciano, dove sai chi ci è sepolto.

Ci vado spesso, non perché creda che farlo faccia rivivere chi sta lì, ma perché mi fa stare bene sapendo che mio padre avrebbe fatto lo stesso e di più per me se io fossi stato al suo posto.

Quando si varca il cancello, ammesso che le cerniere dello stesso lo consentano essendo una massa di ruggine, si assiste ad una visione particolarmente desolante: cappelle con tetti fatiscenti, muri e colonnati scalcinati e marci, soffitti delle cappelle con evidenti infiltrazioni di acqua piovana, illuminazioni votive mancanti con fili elettrici scoperti (ma tanto sono impianti a bassa tensione… a 24V DC) e chi più ne ha più ne dica.

Adesso lo sconforto è ancora più grande perché stanno iniziando a fare manutenzione: tre palettate di malta appiccicate a toppa sui muri e stop, fine. Non ci sono soldi per le manutenzioni e poi per cosa? Per i morti? Pace alle loro anime.

Questo è quello che ci passa il convento. La situazione è assai diversa se si va a Montemagno per esempio, tutto ben tenuto e lindo. Il comune è il solito però.

Mi chiedo se sia così tanto dispendioso per un comune pianificare una manutenzione generale ad un cimitero che lo renda visibilmente dignitoso soprattutto per le cifre esose che vengono chieste quando si deve “sistemare” un defunto.

Eppure mi risulta che il nostro comune elargisce contributi ad associazioni per esempio sportive, di decine di migliaia di euro all’anno. Con diecimila euro, però dati a ditte che lavorano non che fanno finta, si farebbe la maggior parte delle manutenzioni minime indispensabili.

Ho provato a riferire tutto questo al nostro sindaco il quale ha detto di condividere tutto, ma la burocrazia non rende le cose così semplici come un tecnico quale io sono vuol fare apparire. Ci credo, ma non credo che non si possa risolvere comunque il problema volendo (mi viene in mente per ridere una frase che ripeteva sempre il babbo riferita a chi dice sempre di sì: “Quello è come la pelle del lillo, dove lo tiri e dove va”).

Ed ora, direttore, mi dirai, che c’entro io, che cosa ci posso fare io?

Puoi far sentire la voce dei “ciuchi” come me che tirano il barroccio magari in maniera più chiara e leggibile per tutti.

r.c.

[redazione@linealibera.info]


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