sQuola & sport. IL QUASI MIRACOLO DELLA DOTTORESSA SCOPPETTA

L’età di Renzi: «Anche lei, contattata dai mass media, quasi stupita per il tanto clamore suscitato, più che evidenziare che lo sport è cultura e come dunque fosse giusto che un avvenimento di tale portata fosse seguito dal maggior numero di giovani possibile, se n’è uscita con una frase molto, molto democristiana, quasi dorotea...»
Laura Scoppetta
Laura Scoppetta

PISTOIA. Cara dottoressa Scoppetta (Laura Scoppetta, dirigente dell’ufficio scolastico di Pistoia e Prato – n.d.r.), l’abbiamo casualmente trovata e quindi contattata (senza peraltro ricevere risposta) sul social network Facebook.

No, non era basilare che sapesse (se avessimo voluto, avremmo percorso altre vie, infine trovandola), ma ci piaceva l’idea di farle presente questa lettera aperta indirizzata a lei, ma fondamentalmente a chi ama lo sport.

In questi giorni il suo nome è salito alla ribalta nazionale per la decisione d’invitare i presidi degli istituti scolastici pistoiesi a concedere l’uscita anticipata, venerdì 19 febbraio, agli studenti appassionati di pallacanestro, affinché potessero seguire la gara, valida per le finali a otto di Coppa Italia, contro Trento in programma a mezzogiorno, in pieno orario scolastico.

Beh, per noi che scriviamo da una vita di sport senza interesse alcuno, solo così per passione (che è un modo di lavorare piacevole, ma ben poco redditizio), si era aperto un mondo: vuoi vedere che, caduto il comunismo, finite le ideologie, nell’era del buonismo e del politicamente corretto, dove essere normale è una rarità, abbiamo infine trovato chi riesce a far andare d’amore e d’accordo scuola e sport, studio e attività fisica, che chissà come chissà perché sono sempre stati cane e gatto nell’era contemporanea?

E già c’eravamo immaginati di proporre il suo nome per un prossimo Nobel (per la Pace? Per la Letteratura? Perché una decisione come questa è epocale, destinata a pacificare i due settori e proprio perché importantissima a fare letteratura), che in fondo in fondo se ha vinto il Nobel Dario Fo c’è speranza per tutti.

Inoltre c’era venuta pure voglia di difenderla, lei così giovane e gentile, dai numerosi, sin troppo acidi attacchi non solo del suo mondo, quello della scuola (andavano messi in preventivo), ma anche di quello sportivo, che usa lagnarsi ma che poi, citando il grande Gino Bartali, “gl’è tutto sbagliato, gl’è tutto da rifare”.

Sì, perché avevamo letto critiche spietate (la più cortese la tacciava di demagogia spicciola) contro di lei anche da parte di sportivi (o pseudo tali) pistoiesi, che più che altro mostravano il loro vero volto di affaristi dello sport, interessatissimi mica altro, quelli che sono persino omosessuali, ma sempre col sedere del prossimo.

Insomma avevamo trovato la nostra eroina, la donna che avrebbe finalmente reso giustizia allo sport. A Pistoia prossima capitale italiana della cultura, laddove sport è veramente cultura.

E invece? Invece anche lei, contattata dai mass media, quasi stupita per il tanto clamore suscitato, più che evidenziare che lo sport è cultura e come dunque fosse giusto che un avvenimento di tale portata fosse seguito dal maggior numero di giovani possibile, se n’è uscita con una frase molto, molto democristiana, quasi dorotea.

La Nazione, 17 febbraio 2016
La Nazione, 17 febbraio 2016

“Non è un invito a non studiare, ma un modo per evitare assenze di massa – abbiamo ripreso dal quotidiano Il Tirreno, che crediamo abbia riportato fedelmente il suo pensiero –, ma non deve essere concessa in maniera indiscriminata, starà ai presidi valutare attentamente le richieste che arriveranno. Se guarderò la partita? Non sono toscana, in realtà neppure tifosa, ma credo che avrò da lavorare a quell’ora…”.

Ecco, avrebbe potuto dire tutto, giustificando a spada tratta la scelta – e l’avremmo difesa come Gentile difese l’azzurro a Spagna ’82 su Maradona e Zico –, ma non far comprendere che abbiamo deciso così perché c’è sembrato il minore dei mali, dando quasi ragione ai suoi detrattori.

Avrebbe potuto rammentare che anche nel 2013 le scuole di Pistoia e provincia restarono chiuse per il passaggio del Mondiali di ciclismo, ma certo qualcuno le avrebbe sottolineato che si trattò di una disposizione legata alle difficoltà nei trasferimenti.

Avrebbe allora potuto affermare esistono i Licei sportivi, lo sport è materia scolastica, perché non ammettere che avevano realmente ragione i latini, mens sana in corpore sano? Sarebbe divenuta una paladina, la nostra paladina.

Un’occasione persa. Ma sportivamente, come si usa, caffè egualmente pagato e cari saluti. A presto.

[Gianluca Barni]

Vedi anche: laura scopp[i]etta: «ma a che serve oggi la scuola?»

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2 thoughts on “sQuola & sport. IL QUASI MIRACOLO DELLA DOTTORESSA SCOPPETTA

  1. Buon giorno Gianluca….in pratica ci ha detto che siccome loro, la scuola, le famiglie hanno perso la bussola e non sono più in grado di guidare questi ragazzi (magari facendogli per una volta capire che ci si interessa a loro per davvero)…per evitare casini e beghe….meglio una forca aurtorizzata….basta…vado a vivere in Lussemburgo: meglio Juncker e l’evasione fiscale trasformata in economia nazionale, piuttosto che il cervello trasformato in pappa.

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