STATUTO “UNIONE DEI COMUNI DELLA VALDINIEVOLE”, NON È PASSATO

Il Comune di Monsummano
Il Comune di Monsummano

MONSUMMANO. Nel Consiglio comunale di mercoledì 27 luglio è saltata l’approvazione dello Statuto del nuovo carrozzone chiamato “Unione dei Comuni della Valdinievole”.

Entro un mese dovrà essere ripresentato all’ordine del giorno in seconda convocazione per mancanza del numero legale, visto che le opposizioni hanno rifiutato di partecipare al voto non riconoscendo come democratico il percorso di formazione dello stesso Statuto, privo di qualsiasi forma di dibattito e confronto.

È stata bocciata la mozione delle opposizioni che proponeva di rinviare l’approvazione al fine di consentire lo svolgimento di un percorso partecipativo, anche in virtù del fatto che nessun programma elettorale prevedeva tale ipotesi di Unione.

Un aspro confronto politico ha visto le forze di opposizione confermare le mancanze e gli errori di una sovrastruttura di fatto lontana dal risolvere le necessità dei cittadini ed utile solo a chi la vorrebbe. Mentre la maggioranza stessa non ha saputo che proferire le solite accuse di “populismo” e ha denigrato, tramite la persona del sindaco, i 43 consiglieri d’opposizione della Valdinievole che si erano riuniti in questi giorni per trovare strategie comuni contro l’Unione. Maggioranza che ovviamente non è entrata nel merito dello Statuto perché i più o non lo avevano letto o comunque l’avevano fatto male.

Statuto dove tra l’altro risulta addirittura un refuso all’articolo 48: “la Regione rimane obbligata per il trasferimento del personale trasferito alla estinta Comunità Montana Garfagnana”.

Abbiamo confermato che l’Unione altro non è che la riproposizione della Provincia sotto mentite spoglie, tanto è che prevede l’assunzione dello stesso personale. Una sovrastruttura nata così male che manca persino di un piano di fattibilità tecnico-finanziaria che identifichi organizzazione, entrate ed uscite e addirittura i risultati attesi.

I sindaci non sapendo come giustificare tale carrozzone hanno evitato di fare un essenziale studio di fattibilità prima dell’approvazione politica in sede consiliare. Studio che avrebbe sicuramente smentito le loro assurde affermazioni su un’Unione senza costi.

Sul fronte dei costi vivi i Comuni saranno tenuti a trasferire all’Unione le risorse finanziare sufficienti per le sue funzioni con la possibilità di perdere a titolo definito beni della cittadinanza che potranno essere svenduti (art. 43).

Sull’aspetto autoritario dell’Unione abbiamo ricordato che i Comuni e i loro consigli perderanno gran parte delle funzioni tradendo così gli stessi elettori che hanno votato quei consiglieri di maggioranza che ieri sera tra le loro fila hanno dimostrato notevole imbarazzo, purtroppo non evolutosi in uno scatto di dignità, quando hanno approvato, pur senza valore legale, lo Statuto. Cogliamo quindi la sua mancata approvazione, dovuta più a motivi tecnici che di dignità politica, come una vittoria, seppur momentanea, della democrazia e ci auguriamo che questi giorni servano a molti per rivalutare scelte imposte e non libere.

Marco Conti e Alessandro Bianchini
“Monsummano Terme Bene Comune”
Rodolfo Cioni e Alberto Natali
“Movimento 5 Stelle”
Michele Moceri e Valerio Giuri
“Centrodestra per Monsummano”

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