strabismi. I TOTALITARISTI DI MONTALE SI AUTO-DISCRIMINANO?

La adunanza del Consiglio comunale di oggi a Montale è paradossale: all’ultimo punto dell’odg si discute di lotta al totalitarismo. Sorprende che chi lo ha richiesto sia un gruppo di tradizione certamente totalitaria: ma forse non se lo ricordano? Che se lo ricordino

 

Stalin un maestro del totalitarismo

MONTALE. A noi, che della libertà di critica e di opinione ne abbiamo fatta la bandiera, la mozione numero 17 presentata da “Sinistra unita per Montale” ci ha davvero colpiti per come recita: prevenzione della “propaganda totalitarista”.

La consultazione della Treccani riporta il significato del termine totalitarista in questione, ricordando che significa: un sistema politico autoritario, in cui tutti i poteri sono concentrati in un partito unico, nel suo capo o in un ristretto gruppo dirigente, che tende a dominare l’intera società grazie al controllo centralizzato dell’economia, della politica, della cultura, e alla repressione poliziesca.

estratto della convocazione al Consigio del 6.4.19

E dunque, i nipotini di baffone, si vogliono auto-reprimere, prevenendo la loro propaganda di origine certamente “totalitarista” o, diversamente, dello stalinismo e marxismo-leninismo, dobbiamo parlare di democrazia indiretta o qualche altra facezia per edulcorare gli oltre 15 milioni di morti nei gulag o nelle invasioni come quelle dell’Ucraina?

Ma il Presidente del Consiglio Tiziano Pierucci, che è così attento alle distanze dei cittadini durante le adunanze di Consiglio comunale nonché Preside di Istituto scolastico e quindi garante delle formalità, avrà notato la chiara contraddizione in termini storico-politico?

Chissà che penserà di tale predicazione espressa dall’opposizione?

Montale diventerà forse un avamposto stalinista come Cavriago (un paese di Reggio Emilia) e avrà una piazza adornata con un – questa volta non autentico – busto di Lenin o meglio ancora di Stalin?

Ci diranno mica, che Salvini è fascista?

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