strade chiuse & “case chiuse”. QUARRATA, IL COMUNE DEMOCRATICO IN CUI CHI PRIMA ARRIVA E FA QUEL CHE VUOLE MEGLIO ALLOGGIA A DISPETTO DI TUTTO E DI TUTTI

L’Ufficio Tecnico Comunale di Quarrata non riesce a individuare le strade vicinali e interpoderali di questa zona (Lecceto di Montorio). Le vede il satellite e non le vedono il dirigente generale Iuri Gelli e il comandante della polizia municipale Marco Bai? Mi spiegate, giunta e consiglieri, come può essere possibile? [le X indicano punti di sbarramento di strade e piazzuole]

STRADE APERTE E STRADE CIECHE

STORIE DRITTE E STORIE SBIECHE


Il sindaco Mazzanti con il comandante Bai. Andammo a Lecceto all’inizio di ottobre 2019

 

E SICCOME le cose non girano mai come dovrebbero girare, è bene iniziare ad essere precisi su certi argomenti, anche per poi mostrare come si comporta la nostra pubblica [dis]amministrazione quando viene chiamata alle proprie responsabilità e cerca di secernere mucillagine e bava a più non posso per fare l’anguilla e cercare di scivolar via di mano.

Sul nostro Montalbano di Quarrata, e precisamente a Montorio, dove anch’io, un tempo sono venuto in questo mondo di stronzi, c’è una strada (via Carraia) che, puntando a Sud, verso il poggio soprastante, porta fino alla Località Nelli e a quella che, un tempo, era chiamata la Porta del Nelli.

Qualche centinaio di metri più in su, oltre quella che fu, sulla sinistra, la casa degli Attucci (Ido, Iside, Lea, Giorgio), si trova l’oggi Agriturismo Il Calesse (una volta di Roberto Giuntini, mi sembra) e, ancora oltre, sulla destra, si dirama la via di Lecceto, detta anche, oltre un certo limite, via di Bindino, perché, appunto, era in connessione da tempo immemorabile, con la frazione di Bindino attraverso l’area del Podere San Paolo, oggi ribattezzato Agriturismo Gli Arancini.

In tutta quest’area, non più grande, in circolo, di 5-600 metri, si trovavano (e si trovano tuttora: ma occluse da sbarramenti, catene, recinzioni, cancelli etc.) 6 strade 6 interpoderali/vicinali che il santo Comune di Quarrata ha fatto chiudere a chiunque volesse; e 3 aree 3 di uso pubblico «da tempo immemorabile»: due piazzole lungo via di Lecceto, dinanzi al rustico del ragionier Romolo Perrozzi; più l’intera aia, oggi a giardino della stessa proprietà, che nei secoli è sempre stata aperta per il semplice motivo che in essa confluivano ben tre strade tre interpoderali/vicinali comunemente usate da carri, barrocci, tiri animali e, successivamente, da mezzi e veicoli.

Zona Agriturismo Il Calesse. Le X gialle indicano strade sbarrate

Una di queste strade fu utilizzata anche dall’Enel per piazzare, oltre la proprietà Perrozzi, a Sud, un traliccio dell’alta tensione: e non dovrebbe essere chiusa, proprio per questo. Ma la gente del Comune di Quarrata cosa sa del territorio? Una beata minchia. Ma alla gente del Comune, ai dipendenti che i cittadini pagano, che io pago, interessa solo una cosa: che nessuno rompa i coglioni – espressione poco elegante, sì: ma oltremodo efficace per chi, da decenni, se li sta «sagagnando», come dicono a Porretta.

Perrozzi, successivamente, prima ancora di chiedere autorizzazioni al Comune, chiuse con catene le due piazzuole da sempre pubbliche lungo via di Lecceto; aree che erano restate sempre aperte a tutti per sosta e manovra e, ancor prima, per alloggiare mucchi di pietra serena cavata dalla Cava Attucci del Rio degli Arancini per la lastricatura di Pistoia.

Tutti quelli che da sempre ci sono stati residenti e si sono recati a Lecceto (nn. civici dal 10 al 18) hanno sempre lasciato lì barrocci, auto e quant’altro: così dai tempi immemorabili di proprietà Baldi-Papini e poi nei tempi di proprietà Cavalieri: non più, però, dall’arrivo del ragionier Perrozzi che, pur tenuto per contratto d’acquisto a rispettare tutti gli usi e le consuetudini locali – che anche il mendicante più straccione sa che sono valide come leggi della repubblica – ottenne, poi vedremo come, l’autorizzazione a chiudere con passo carrabile grazie al conciliante ufficio tecnico comunale e alla signora Nadia Bellomo. Gli aspetti specifici, cari cittadini di Quarrata, ve li pubblicherò via via, strada facendo, perché sono interessanti e da più punti di vista per illuminare il modo di operare dei comunali quarratini.

La situazione grafica la vedete ben rappresentata nelle foto satellitari. Ma se vi viene la curiosità, andate direttamente su luogo e vedrete che:

non ci si può fermare

non si può sostare

non si può far manovra – altrimenti ti fanno anche scrivere dall’avvocato

non si può un bel nulla – compreso quasi respirare perché c’è subito chi si affaccia e strilla «lì c’è mio!» e con una macchina fotografica immortala la targa della vostra auto anche se fosse CA123ZZO!

Proprio per questo motivo, con grande pazienza – perché sono molto più educato degli amministratori di Quarrata e dei loro amabili funzionari indisturbabili, io riuscii, all’inizio di ottobre del 2019, a salire sul posto con una macchina dei Vigili guidata dal Comandante Marco Bai. Io stavo sul sedile posteriore e, dinanzi a me, c’era il sindaco Mazzanti.

All’inizio erano riluttanti a salire a Lecceto: volevano sapere cosa volessi loro mostrare. Io educatamente mi rifiutai di spiegarglielo e tutto divenne molto più chiaro quando, giunti sul posto, fu lo stesso Bai, assai stupito, a esclamare: «E ora? Dove ci si mette? Dove si gira? Dove si fa manovra?».

La manovra dovette essere fatta nella gola degli Arancini perché, grazie alle provvide decisioni dell’Utc di Quarrata, in zona non c’è un cazzo di buco in cui far niente.

Zona Lecceto. Le X indicano le aree e le strade chiuse

Dico, ripeto e sottolineo che fiorentini e nuovi ricchi (e non solo lì, ma in tutto il Comune), vengono, comprano e si mettono in capo di fare come cazzo vogliono: e i tecnici del Comune, benevolmente sottoscrivono, seminando frizioni, difficoltà di comprensione e inutile e dannosa conflittualità solo per il fatto che non badano a una beata minchia di quel che succede.

Mettono sui fogli un «fatti salvi i diritti dei terzi» e invece di facilitare la vita civile dei quarratini, costringono i loro concittadini a lotte di ogni tipo non per avere di più, ma per poter avere il loro che hanno sempre avuto pacificamente fino all’arrivo dei barbari.

Lo sanno anche i canguri australiani che le strade vicinali/interpoderali non possono essere chiuse; che le piazzole di sosta lì «da tempo immemorabile» non possono essere parimenti chiuse.

Guardate la foto precedente. Ora riuscite a vedere come stanno le cose?

Guarda caso gli unici a non saperlo e a non volerlo sapere sono proprio quei tecnici e quegli ufficiali che, per legge, dovrebbero esserne i tutori: ed essere perfettamente in grado di saper leggere correttamente una mappa e sapere individuare quali sono le strade di cui stiamo parlando.

Mi sono rivolto al Comune in quanto ente deputato a mantenere il territorio per quello che è da sempre: non mi sono rivolto a Cinci Frugiataio o al Ciuco di Pipone, famose figure della narrazione ottocentesca. Ma stamattina ho ricevuto una bellissima lettera in cui mi si fa presente, con molta gentilezza, di andare a rompere i coglioni altrove.

No, caro signor ingegnere Iuri Gelli, capo dei capi; e caro comandante Marco Bai che dirige i vigili di Quarrata e che fra poco – mi pare di ricordare – andrà in pensione. La cosa non funziona così.

Entrambi questi gentili signori, con il solito loro sussieghino altezzoso che tanto ricorda certe figure di bravi del 600 manzoniano, mi avvertono che:

Nel merito tecnico della questione, agli atti dell’ufficio, come rilevabile anche dal Piano Operativo adottato con Delibera di C.C. n 59 del 12/07/2018 e dal Piano Strutturale approvato con Delibera di C.C. n.. 18 del 27/03/2017 non sono rappresentate sulle aree indicate nei documenti trasmessi, né percorsi naturalistici, né viabilità storiche, né viabilità pubbliche o di pubblica utilità di nessun tipo, come invece sono chiaramente individuate su altre strade del territorio comunale. Ugualmente, dall’elenco delle strade comunali/di uso pubblico non risulta che le aree in oggetto siano gravate da servitù, né da diritto di uso pubblico. Dalle visure catastali agli atti dell’ufficio, le aree indicate, rappresentate al catasto terreni del Comune di Quarrata al foglio di mappa n. 45 particella 105 e Foglio 44 particelle n. 438 e 422, risultano di proprietà privata e prive di tracciati stradali.

Obbràvi bambini saccenti che sapete mestare il pongo con le cifrine e coi numerini in colore! Purtroppo se le cose stanno come dite, sarà senz’altro perché qualche “cialtroncello di impiegato” ha tirato via nel rattoppare e descrivere le aree di cui state parlando.

Ma le mappe satellitari le sapete leggere o i vostri telefonini servono solo per ciattare con le donnine con cui avete un appuntamento?

O che bel cancello, tarutino e tarutello… E proprio su una vicinale/interpoderale dove è stato per secoli la fonte di lecceto e il lavatoio

A chi scrive non interessa il valore storico-archeologico-culturale o del cappero di cui state parlando: le vicinali e le interpoderali sono segnate, eccome, sulle vostre carte, per cui delle due l’una:

o voi state dicendo delle mega-cazzate perché non sapete leggere le carte di mappa (e allora mi domando come possiate svolgere il vostro lavoro con la dovuta diligenza e cura)

oppure state platealmente mentendo per prendere per il culo un cittadino – che peraltro sa leggere le mappe e sa capire anche quello che legge; e un cittadino che, soprattutto, ha il diritto assoluto di non essere coglionato dalla Pubblica Amministrazione.

Oltretutto, gentili signori a cui anch’io contribuisco a pagare lo stipendio, siete anche piuttosto carenti dal punto di vista della competenza giuridica per quanto attiene alle strade e alle aree di servitù pubblica. Perciò studiate la lezione e aggiornatevi.

Per ora mi fermo qui. Con la promessa di pubblicare tutti gli improbabili scarabocchi dell’Utc e della Pm su certe vergogne del nostro amatissimo Comune.

A presto e cordiali saluti.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
La gente deve sapere come s-funziona il Comune di Quarrata


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