strilloni & ciechi. VICOFARO, OVVERO QUANDO NON SI VUOLE TOCCARE IL NERVO SCOPERTO. E DEL DEBBIO & GIORDANO SI TENGONO PER MANO

DEDICATO ALLE DECINE E DECINE DI VITTIME DELLA PROCURA E DEL TRIBUNALE DI PISTOIA


Dal 2016 a Pistoia si va avanti con la storia immonda di Vicofaro. In sei anni nessuno che abbia individuato la causa che rende irrisolvibile l’inerzia delle istituzioni contro i diritti violati dei cittadini che vivono intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Eppure è così chiaro e lampante il vero motivo: si chiama procura della repubblica, una sorta di coperchio da pentola a pressione che nessuno vuole sfiorare, neppure i grandi giornalistoni del Nord


Più che gli immigrati a Pistoia fuori controllo è la procura della repubblica


NORDIO, IN ITALIA NON C’È SOLO RENZI:

C’È ANCHE LA PROCURA DI PISTOIA


 

Del Debbio, le chiacchiere non fanno farina

 

La parola Vicofaro e quel che ci ruota attorno mi riportano in mente l’inizio delle Nuvole di Fabrizio De André:

Vanno
Vengono
Ogni tanto si fermano
E quando si fermano
Sono nere come il corvo
Sembra che ti guardano con malocchio

Anche a Faber non piaceva molto il congiuntivo. Come non piace a Del Debbio, troppo politicamente corretto; o a Giordano, troppo politicamente strillone.

Ambedue inefficienti e inefficaci, come quelle nuvolacce che si fermano nere, ma che poi vengono spazzate via. Magari dopo la mezzanotte: quando gli abitanti/parrocchiani di don Biancalani non hanno altro pubblico che sé stessi, perché gli anzianotti come me sono già più che mezzo addormentati.

Vanno Vengono Ogni tanto si fermano e fanno parlare: magari, 3,5 secondi il buon Giampaolo Pagliai, uno che contro le mafie (della procura della repubblica pistoiese) ha lottato da sempre. Fin da quando denunciò pubblicamente il malaffare di Luigi Egidio Bardelli, “cavaliere della luce” (e del borsello), che si faceva pagare dal Consorzio Sociosanitario prestazioni terapeutiche anche a nome di defunti stecchiti da anni: ma San Luigi fu considerato intoccabile anche dall’allora procura della repubblica dominata dal valente Giuseppe Manchia, giunto a Pistoia-Sarcofago City negli anni 60-70. Io c’ero, cari “colleghi” tra virgolette. Scrivevo per la Nazione di Mattei, allora giornale fascista, oggi redento.

Fanno parlare Giampaolo Pagliai – dicevo – ma…, appena “tasta il tocco” delle autorità inefficienti e colluse, per non dire vergognosamente coinvolte e corresponsabili nella “tratta dei negri” (perché mai dire neri, se nessuno li rispetta?), l’intervista (quale?) si arresta. Pochi secondi bastano ed è meglio non andare oltre. Potrebbe essere pericoloso? Potrebbe irritare i signori del «siamo i padroni»? Quelli che multano don Biancalani, ma che fanno chiudere le aziende se non sono in regola con i cessi per i dipendenti mentre a Vicofaro non vedono nulla?

Del Debbio, che pure è toscano di Lucca, sa come stanno le cose. Gliele ho rappresentate più volte io, in un modo o nell’altro. Perfino attraverso il fratello di sua moglie, che è di Pescia. Gli ho fatto sapere che a Pistoia-Sarcofago City, la procura della repubblica “delle nebbie” arresta anche i giornalisti come me, solo perché scrivono che il Comune di Quarrata è marcio in radice e rilascia, come a Ischia, “permessi del cazzo” ai suoi adepti. A prescindere. Ma Del Debbio non osa. Rammenta a stento – vedi la notte scorsa – le cosiddette «autorità costituite», ma di procura della repubblica neppure l’ombra. Evidentemente quelle parole gli bruciano la lingua: non vuol finire in galera – come me.

Bisogna che gli italiani siano buoni e accoglienti. Se poi i cittadini hanno meno diritti dei clandestini, chi se ne frega?

E invece l’ombra è lì e solo lì. È lì il problema di Pistoia e della Toscana tutta, in mano alle procure con uomini come Tommaso Coletta che salva, dicono, il sederino della Lucia Turco, sorella del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco, impelagata in concorsopoli. La Toscana che è imbrigliata con il morso di una magistratura politicamente orientata.

Fàteci caso, anche voi, abitanti perseguitati di Vicofaro! Signora bionda inseguita da due ospiti fino alla porta di casa; e amica Rita che, generosamente, com’è per carattere, conclude – poi le tolgono la parola – che “don Biancalani gliele ha rotte abbastanza” (le scatole).

I giornalistoni del Nord (il mio maestro Valeriano Cecconi parlava di inviati) sono fatti così; come le nuvole di De André. Vengono, fanno un giro, vanno al ristorante e chiedono il piatto tipico, che a Pistoia sarà la brodaglia nera degli spartani che qui si chiama carcerato: tutta un’invenzione…

Poi se ne vanno a gambe levate senza aver colto nel segno. Contentano i gonzi, non rompono i coglioni al vero potere (la massa dei magistrati che hanno okkupato Pistoia da sempre); parlano di sindaci (povero Tomasi in mano allo zappatore La Pietra!) e, volano via come le cavolarie in cerca di altri orti per depositare le proprie uova.

Mario Giordano & Paolo Del Debbio, avete fatto pena, la notte scorsa. Avete smeleggiato, una volta in più, i vicofarini, che sono costretti a non vivere a casa propria perché in procura, a Pistoia, il dovere del magistrato consiste solo nel fare ciò che vuole senza sottostare alla legge.

Vi siete chiesti quale dovrebbe essere l’autorità preposta a far rispettare le leggi? Io non ho sentito alcun accenno alla procura. Eppure è lì che il nodo gordiano è avvolto e si stringe ogni giorno di più ai danni della gente comune.

Karima Moual. Non torna a casa a esportare la spregevole democrazia dell’Occidente, no. Preferisce insegnare a noi spregevoli come soggiacere alle malversazioni del Pd che con i migranti si è solo ingrassato a dismisura!

Se aveste letto attentamente quello che vi ho fatto avere, vi sareste resi conto che è proprio il dottor Claudio Curreli, porta-gagliardetto locale dell’Associazione Nazionale Magistrati (quelli pagati per difenderci dall’illegalità e che ora avranno anche un aumento di 2 mila euro mensili), che si frègia (spregiandoci) di essere progressista e smistatore di clandestini illegali.

Lui, infatti, oltre toga e tòcco (che – a nostro parere – serve sia poco che male), veste anche i pantaloni corti dell’Agesci-Scout e gongola per l’incarico autoreferenziale di coordinatore della capofila Terra Aperta, organizzazione più o meno illecita (per un magistrato) con cui si fa monitoraggio e assistenza alle associazioni buoniste-accoglientiste pronte ad ammassare non 150, come è stato detto, ma anche 200 e passa migranti a Vicofaro.

Pensate solo, cari “colleghi” tra virgolette, che codesto campione – parlo sempre di Curreli – ha dietro di sé una scia di comportamenti che tutti conoscono e su cui nessuno si pronuncia: dal business dei neri, all’imperversare, con sussiegosa alterigia, perfino usando gli strumenti istituzionali (la sua e-mail ***@giustizia.it) per dedicarsi ai suoi hobbies scoutistici personali.

Ma il top, Curreli lo raggiunge indisturbato, in nome della terzietà, della legalità, del non conflitto di interessi, della correttezza istituzionale, del senso del dovere e del rispetto dell’art. 54 della Carta [igienica] Costituzionale, quando ogni giorno si alza e opera nello stesso tribunale in cui sua moglie, la dottoressa Nicoletta Maria Curci, fa l’inflessibile giudice delle esecuzioni immobiliari: fallimenti in penale lui, fallimenti in civile lei.

Né Del Debbio né Giordano vedon proprio ciò che è strano. A Pistoia tutti sanno tutto e tutti tacciono: ma tacere non è muffa di mafia?

Dìtelo al vostro amico non-presidente Mattarella, cari “colleghi” tra virgolette. Caro Giordano strillador & caro Del Debbio delle statuine di gesso e del buccellato.

Neppure il vostro è giornalismo rigoroso: è soltanto intrattenimento. Perché non va mai fino in fondo. Non scende oltre la crosta di sopra e resta al livello di una trasmissione della D’Urso.

Nella merda, come al solito (anch’io sono stra-stufo del politicamente corretto come Vittorio Feltri), ci stiamo noi; i veri cronisti di prima linea, che vengono arrestati dal rappresentante dell’Anm, quel dottor Curreli che fece condannare (senza subire alcun contraccolpo) padre Fedele Bisceglia, nascondendo il fascicolo con tutte le prove che parlavano a sua discolpa. Quel dottor Curreli che ha fatto arrestare me per 104 giorni perché non ha indagato una minchia sui motivi delle mie pubbliche denunce; e quel sostituto più che discutibile che scodazza in pompa magna per Pistoia-Sarcofago City con la coccarda dell’Associazione Nazionale Magistrati, sicuro di restare comunque illeso perché perfino la procura di Genova di fatto rifiuta di prendere provvedimenti nei confronti delle sue plurime violazioni procedurali.

E sapete, Del Debbio & Giordano, perché la Toscana non compare mai nelle cronache giudiziarie e tutti i magistrati toscani (compresi i vergognosi pubblici ministeri del caso Monte dei Paschi) se la caveranno con un proscioglimento a tutto campo?

Provate a pensare. Spremetevi le meningi, se le avete o ne avete ancora un po’. Forse la ragione è che «la mafia non esiste» ed esiste solo la Toscana…

Edoardo Bianchini
Disiscritto per nausea dall’OdG/Circolo PD Toscana
[direttore@linealibera.info]


Karima Moual

 

O Paolino Del Debbio, guarda di calmare i bollenti spiriti di Karima Moual.

Consìgliale, vista la sua prorompete mole taurina, di tornarsene a casina sua nella casbah, in Marocco, a fare la casbalinga (Totò) e a combattere, ammesso che ne abbia le palle, per le sue connazionali ancora costrette a fare la raccolta dei fichi datteri sottraendoli alle voraci bocche dei cammelli!


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