TAGLI DEL PERSONALE UNICREDIT

I sindacati in rivolta: «Non pagheremo noi il conto!»
Tagli all'Unicredit
Tagli all’Unicredit

AGLIANA. La banca Unicredit (Ex Credito Italiano), uno dei maggiori istituti bancari italiani, ha annunciato il taglio di ben 8500 posti di lavoro, di cui 5700 in Italia.

Gli esuberi saranno spalmati nei prossimi quattro anni, con i soliti ammortizzatori sociali.

La drastica decisione è stata comunicata dall’amministratore delegato, Dr. Federico Ghizzoni.

L’anno 2013 si è chiuso con i conti in rosso per il cospicuo ammontare di 14 miliardi di euro dovuto ad accantonamenti su crediti.

La pulizia dei conti, tuttavia, ha invece prodotto un’impennata del titolo in borsa che è schizzato al + 7%, subito dopo la presentazione del piano.

La reazione prevalente è stata l’incredulità in quanto che gli esperti-analisti stimavano, per il 2013, un utile netto di 400 milioni.

Romani, segretario nazionale del sindacato bancari della Cisl, ha osservato: “Che ci siano sofferenze e crediti deteriorati in aumento nel sistema bancario è un dato di fatto. Che Unicredit accumulasse un passivo di questa entità, però non potevamo prevederlo”.

E sempre il dirigente sindacale aggiunge: “Sbaglia chi pensa di presentare per l’ennesima volta il conto ai lavoratori. Il management di Unicredit per anni ci ha raccontato un’altra storia, e cioè che la banca era sana e che a tenere su i conti c’erano le attività europee del gruppo. È impensabile che chi ha governato la banca in questi anni non paghi dazio di fronte a perdite di questa portata”.

In una qualsiasi azienda quando si dichiara il 10% di esuberi di personale il primo provvedimento da attuare sarebbero le dimissioni immediate del top management responsabile di una gestione fallimentare. Cosa farà Unicredit?

I sindacati dei bancari hanno chiesto un incontro ufficiale con i vertici della banca per meglio approfondire la situazione e assumere, poi, le decisioni del caso e, se necessario, chiedere l’intervento del governo per ripristinare corrette relazioni fra azienda e sindacati e perché venga ritirato il piano.

L’ inaspettato colpo di mano dei vertici di Unicredit rappresenta un ulteriore segnale della crisi strutturale che affligge il sistema bancario italiano con insipienti gestioni dei top manager retribuiti con stipendi milionari e con deleterie conseguenze a danno dei lavoratori e dei livelli di occupazione in questo importante settore dell’economia italiana.

Carlo Papi
Consigliere Comune di Agliana
Prc-Federazione della Sinistra

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