TAGLI POSTE: I SINDACATI INVITANO ALLA MOBILITAZIONE

Nuovi tagli alle poste
Nuovi tagli alle poste

PISTOIA. La Toscana si è mobilitata e Pistoia vuol fare la sua parte nel dire no alla fuoriuscita di Poste da comunità importanti nel proprio territorio.

Nelle partecipate assemblee che le scriventi organizzazioni sindacali hanno tenuto con i dipendenti di tutti gli uffici postali in questi ultimi giorni, il secco rifiuto al piano aziendale prospettato è stato il filo conduttore ribadito con fermezza dai nostri colleghi.

Come Oo.ss. esprimiamo un giudizio positivo quando, come in questi giorni, si inaugura il restyling di ufficio importante quale è Montale, rendendolo più confortevole per lavoratori e clienti ma: tutto questo non può minimamente renderci colpevolmente distratti, quando nello stesso comune, in contemporanea, si chiede la chiusura di Tobbiana, dopo che unilateralmente qualche tempo fa si era già chiuso l’Up di Fognano.

Come fidarsi poi di chi, ad esempio, nel breve volgere di qualche anno, con dubbia capacità amministrativa dei soldi pubblici, ha: prima affittato e predisposto locali bellissimi per l’Ufficio Impresa di Agliana e subito dopo messo i sigilli a tutto. Come fidarsi di chi, ha praticamente ripetuto in negativo il tutto, sia nei tempi che nei modi, in quel di Santonuovo. Su quel territorio in forte espansione demografica: Poste Italiane ha deciso il totale abbandono, decidendo di chiudere adesso pure Montemagno!

S. Baronto, Villa di Baggio, Cireglio, Pracchia, Le Grazie, Sammommè e Calamecca, completano una lista che vuol semplicemente sbattere in faccia la porta ad oltre cento anni della nostra storia e alle tante comunità che vi vivono con sempre maggiori disagi e sempre minori servizi a disposizione.

Arrangiatevi! È l’unico messaggio che sembra lo Stato voglia loro mandare. Noi diciamo invece che: “non è, e non deve essere così!”

Il radicamento e la presenza capillare sul territorio è uno dei patrimoni più preziosi delle Poste, smantellare questa rete alla lunga costituirà un boomerang. Il grave danno per le comunità locali, soprattutto per i centri più periferici e in particolare per gli anziani, che già scontano come dicevamo la scarsità di servizi.

Le chiusure non porteranno a licenziamenti di lavoratori, ma alla ricollocazione di circa 5 (avete letto bene, cinque) addetti che andranno così a coprire, ma solo in minima parte, il buco lasciato dalle decine di esodati del 2014. Altro che nuove assunzioni.

Per questo, lanciando la nostra mobilitazione, chiediamo e ci rendiamo disponibili ad assemblee pubbliche (alcune già in programma) con i cittadini e tutti coloro che, a vario titolo, rappresentano le nostre comunità, per questo intendiamo restare mobilitati sino alla positiva conclusione di questa vicenda. Vorremmo che anche le comunità locali, a partire dai circoli e dalle associazioni di cui la nostra terra è ricca, si mobilitassero per il loro ufficio postale.

Oggi, grazie alla telematica, nelle realtà più decentrate l’ufficio postale potrebbe diventare un presidio multifunzionale, offrendo – grazie ad accordi con il pubblico – tanti servizi, dall’anagrafe alla consegna di medicine. Quella finestra sul mondo insomma che per i più giovani è internet, ma che per i più anziani può essere rappresentata proprio dall’ufficio postale.

[slc/cgil – slp/cisl – uil/poste]

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