TAGLIO RISORSE AI PATRONATI

La Confartigianato di Pistoia
La Confartigianato di Pistoia

PISTOIA. Valorizzazione dei patronati, ma anche un taglio importante alle risorse con la legge nazionale di stabilità in corso di approvazione in Parlamento. È quanto sottolinea Confartigianato Pistoia, anche in occasione dell’iniziativa “La sfida di un nuovo welfare” organizzata nella propria sede provinciale in collaborazione con Confartigianato Lucca, alla presenza dei responsabili dell’area Servizi alla persona del sodalizio nelle province di Pisa, Prato, Arezzo, Siena, Grosseto, nel pomeriggio invece responsabili pistoiesi dell’associazione di categoria hanno partecipato all’analoga iniziativa promossa a Lucca dai Giovani di Confartigianato provinciale.

Come noto, infatti, Confartigianato pistoiese sta lavorando in più ambiti alla creazione di un altro polo di rilievo regionale, della Toscana nord, oltre a quello fiorentino. Con la nuova legge di stabilità ai patronati verranno richiesti tutta una serie di requisiti per poter espletare i servizi, ad iniziare da un volume di attività di almeno il 2,5%, che accresceranno nelle competenze e che potranno essere quindi effettuati sostanzialmente solo da quelle realtà che dispongono di un’organizzazione consolidata e ramificata sul territorio.

Stretto il margine di tempo per i patronati entro cui adeguarsi alla riforma, il 30 giugno prossimo. Crescono le responsabilità dunque per queste strutture, ma allo stesso tempo subiranno un taglio nelle risorse.

«L’ipotesi iniziale è di un taglio da 150 milioni di euro – spiega Mario Vadrucci, direttore generale del patronato Inapa –, il Governo è però disponibile ad un ripensamento dell’importo fino a 75 milioni. Alla Camera infatti sono state raccolte firme tra i parlamentari di contrarietà alla proposta, in Senato il provvedimento dovrebbe essere modificato. Dei patronati c’è bisogno, dal momento che lo stesso presidente dell’Inps dichiara che il 49% dei provvedimenti sono sbagliati. Se però saranno dipendenti dall’ente previdenziale potrebbe venir meno la propria indipendenza, oltre a perdere i contributi da parte dei lavoratori dipendenti come avveniva fino adesso».

«Negli ultimi anni erano nate alcune realtà che avevano poco di patronato – osserva Stefano Tosi, responsabile dell’area Servizi alla persona di Confartigianato provinciale –, alcune sigle importanti oggi sono al di sotto del limite richiesto del 2,5%. Con il taglio previsto se i patronati non potranno svolgere la propria attività, i servizi ricadrebbero sullo Stato con una spesa di 800 milioni di euro, in contraddizione con l’opera di decentramento dei servizi portata avanti dal Governo».

Confartigianato Pistoia si sta comunque preparando a tali novità, avverte il direttore Patrizio Zini, ricercando sinergie sul territorio ed attivando convenzioni con altre realtà sociali come la Misericordia per i servizi, «ci preme dare una risposta adeguata alla persona – dice – dietro alla quale c’è una famiglia, le aziende che rappresentiamo sono in prevalenza a conduzione familiare. Ciò porterà a promuove nuovi interventi sul territorio ed a ripensare in parte la nostra stessa organizzazione».

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