TALENTO E CORAGGIO, LA SFIDA PER LE NUOVE GENERAZIONI

La conferenza di Paolo Crepet alla Magia tra stimoli e provocazioni. Attenzione ai falsi profeti...
Paolo Crepet
Paolo Crepet

QUARRATA. [a.b.] Nella buia ma suggestiva atmosfera del Salone Affrescato di Villa La Magia nell’ambito della manifestazione “Contanima”, alla presenza del sindaco Marco Mazzanti e dell’assessore alle attività produttive Stefano Lomi lo psichiatra, psicologo e sociologo Paolo Crepet con la sua vasta esperienza internazionale ha tenuto una interessante conferenza rivolta alle imprese e famiglie quarratine.

È stata una riflessione piena di stimoli e provocazioni dove – come suo solito – ha cercato di accompagnare e suggerire ai presenti una riflessione a tutto campo sulla attuale recessione economica e sulle strategie da adottare per uscirne indenni. Il noto psichiatra è autore di numerosi libri, professore e punto di riferimento per gli educatori e per tutti coloro che gestiscono risorse umane, a cominciare dagli imprenditori.

“Crepet – ha introdotto l’incontro l’assessore Lomi – ha deciso di tornare a Quarrata dove era già stato una decina di anni fa (precisamente a Vignole – n.d.r.) per una interessantissima serata con Alex Zanotelli. Per l’iniziativa odierna abbiamo scelto un tema del presente ovvero come fare i conti con la crisi, conti che non tornano a quasi nessuna famiglia e impresa. In una situazione attuale di grande sofferenza e frustrazione la nostra convinzione è che la differenza la fanno le persone. Altro tema che sarà discusso è quello della felicità che è un obiettivo per tutti noi e non solo di chi sta meglio. Per le imprese del territorio c’è poi l’urgenza di resistere, di non mollare. L’importante secondo noi è il muoversi in qualche direzione. La nostra amministrazione ha cercato di farlo attraverso questa manifestazione – Contanima – e l’incubatore di imprese Abitare l’arte dove alcune imprese del territorio stanno facendo esperienza riuscendo a fare squadra anche con il mondo del credito”.

In attesa dell’arrivo di Crepet a Quarrata
In attesa dell’arrivo di Crepet a Quarrata

Paolo Crepet nel parlare dei problemi legati alla recessione economica attuale, si è rivolto in primo luogo alle famiglie accusandole di “irresponsabilità totale” rispetto al momento di crisi che sta attanagliando il Paese. “Nel momento del passaggio generazionale molte delle aziende a carattere familiare sono state chiuse. Oggi ci sono all’incirca 3 milioni di ragazzi che non lavorano e non studiano e il dato è in crescita. Sono persone esposte ai cambiamenti che stiamo tutti vivendo. Ragazzi tuttavia che stanno bene, trasformati dai genitori – i peggiori sindacalisti di oggi – in una sorta di pensionati sociali che non colgono le immense opportunità presenti. C’è quindi il problema di preparare le giovani generazioni ad affrontare il mondo nel modo migliore. Occorre renderle mature e responsabili perché poi le eccellenze ci sono”.

“Abbiamo regalato metri quadri ai figli ma poi cosa ci mettono dentro se non hanno idee, sogni, motivazione? Ci si mette la noia. Occorre quindi rimettere le cose a posto. Oggi i ragazzi hanno opportunità e mezzi straordinari. Possono viaggiare low-cost e trovare lavoro ovunque cercando via Web, a patto di essere disposti a impegnarsi, a sudare, a imparare le lingue.

Dovrebbero essere innovativi e invece preferiscono la normalità. Avrebbero bisogno di qualcuno che li lanci, che li provochi, che li sfidi e invece sono spesso addormentati, hanno bisogno di essere stimolati. E qui entriamo in gioco noi adulti, che non dobbiamo spianare la strada ai ragazzi, ma crescerli nella consapevolezza che la vita dà se tu dai. Limitare l’happy-hour o Facebook a favore della formazione non è una scelta ascetica da penitenti, ma è una legge della vita. Si chiama reciprocità. Ma per educare i giovani a questo occorrono dedizione, passione e autorevolezza. Non autorità ma autorevolezza”.

L’esposizione all’interno della Limonaia
L’esposizione all’interno della Limonaia

Paolo Crepet ha continuato parlando della importanza della formazione della professionalità e dello sviluppo dei talenti. “Alla crisi – ha detto – si risponde con il cervello, con il coraggio di provarci, con il talento. Però il cervello bisogna averlo. Il Paese, le nostre aziende eccellenti, la nostra storia di italiani si fondano sul talento e sul coraggio di provarci; il compito della scuola e della famiglia, ma anche dei tanti piccoli imprenditori, è quello di fare emergere il talento dei giovani e di stimolarli ad essere coraggiosi”.

“Il problema però è la cosiddetta fabbrica della mediocrità dove si dà spazio alle persone raccomandate. Il Paese , le nostre aziende eccellenti, le tante piccole e medie imprese, la nostra storia di italiani si fondano sul talento e sul coraggio di provarci. La crisi è terribile ma possiamo rialzarci cogliendo l’opportunità di un cambiamento necessario”. Poco prima della conferenza – accompagnato dal sindaco Mazzanti – Crepet ha visitato l’esposizione di arredi e complementi nella Limonaia della Villa.

 

DETTO FRA NOI

 

Lupi sotto pellicce di agnello
Lupi sotto pellicce di agnello

PROVO quasi sempre un senso di profondo disagio e disgusto dinanzi a questi “signori degli anelli” che arrivano, aprono la valigia, mostrano la loro merce, vendono i braccialettini di perline colorate agli indigeni americani precolombiani, e poi se ne vanno a casina loro – ma solo dopo aver rigorosamente riscosso.

Parlano di coraggio, di intraprendenza e di chissà che. Loro – e nemmeno i loro figli – ne hanno bisogno. Non ne hanno mai avuto bisogno: hanno sempre fatto strada e carriera perché c’è stato anche – spesso e volentieri – chi, quella strada e quella carriera, gliele ha spianate, spazzate e aperte dinanzi ai loro piedini delicatamente angelici e bianchi, e non certo segati dalle setole dolorose del contadino in zoccoli.

Ricordatevi la signora Elsa Fornero, la decapitatrice degli esodati; e quella brava persona di Monti, che tutti i sinistresi del Pd applaudirono, ma che si fece prima nominare Senatore a vita da un ex-stalinista amante dei carri armati sovietici a Budapest; il quale, quando era europarlamentare, per andare a Bruxelles spendeva 70 € di low cost e chiedeva un rimborso per 800 € di quelli buoni (vedi).

Guardate criticamente queste verità, prima di svenire dinanzi ai sorrisetti ammiccanti di chi cola di grasso da ogni poro e vi fa l’occhiolino fingendo di guidarvi e tenendovi amorevolmente per la vostra incerta manina infantile. Il buon Luciano Michelozzi, anarchico, aveva ragione: «Ci pigliano tutti peR il culo, Bianchini!» – con la R mouillet francese, sua precisa caRatteRistica…

Anche questi angeli del cielo – Monti, la Fornero – erano venuti a predicare la bellezza del lavoro precario (il posto fisso fa schifo, viene a noia – dissero) per voi e per i vostri figli; ed erano venuti a esaltare la grandezza dell’intraprendenza e la santità del triplo salto mortale senza rete. E quando qualcuno fece loro notare che i loro figli erano a posto fisso e a contratti di grasso che cola, risposero incazzati che i loro figli erano intangibili in quanto eccellenze conclamate e riconosciute da tutti. E ci credo, perché erano figli loro, cioè del sistema di far quattrini!

Ho paura e disgusto – ripeto – dinanzi a questi falsi profeti. So che se quel discorso, del coraggio & compagnia, lo avesse fatto Cristo, mi sarei trovato dinanzi a un povero pezzente che non aveva nemmeno una casa, e che doveva andare a mangiare un pezzo di pane e qualche pesce secco, puzzolente di lago, da chi ne aveva da dargliene.

Queste adorate «icone di massa», invece; questi sceicchi che amano il popolo, ma vivono in Kuwait e non nella tenda del deserto, e che danno buoni consigli, hanno palazzi e dimore ricche e sontuose; pranzano a cammellini arrosto e datteri, dormono su comodi divani e sofà.

Perciò, meno si stanno a sentire – credo – e meglio è. Ed è meglio perché, tutti questi ambaradan d’apparato oggi piacciono proprio a quelle pseudo sinistre che, dopo aver ribaltato la difettosa Prima Repubblica, si son fatte i quattrini con la sgloriata Seconda, figlia di Di Pietro, di D’Alema, di Prodi e, bla bla bla, fino della Moretti o della santa subito (e saputella) Serracchiani.

«Ci pigliano tutti peR il culo!».

State attenti a questo tipo di Ebola. Ce l’avete trai piedi.

Edoardo Bianchini

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