tana termini. UN BANDO DI VENDITA E MOLTI INTERROGATIVI

L’intervento del consigliere di minoranza del Comune di San Marcello Piteglio sulla recente notizia di messa in vendita dell’impianto di compostaggio e l’interpellanza presentata
Carlo Vivarelli

SAN MARCELLO. Consideriamo il bando emesso dal curatore fallimentare riguardo l’impianto di Tana Termini un delirio, e l’insistenza nel voler tenere aperto quell’impianto un errore politico mostruoso.

Soltanto una società che basa i suoi bilanci su entrate pubbliche, Cosea ed Alia, per esempio, può partecipare al bando in oggetto.

Per anni quell’impianto vergognoso non ha prodotto che puzza, problemi e profitti per una società che per legge, siccome fallita, non è stata chiamata nemmeno a pagare per i danni ancora in essere, che paghiamo noi contribuenti, di ciò che è un eco-mostro sociale.

È incredibile e molto italiano, che nessuno abbia immediatamente chiuso un impianto di compostaggio che mai ha prodotto compost commercializzato.

La struttura, ad oggi priva, come risulta dal bando stesso, delle più elementari autorizzazioni viene posta in vendita.

Ci chiediamo, come sia possibile che la Procura non abbia mai emesso avvisi di garanzia nonostante migliaia di pagine di documentazione contro l’esistenza e l’attività dell’impianto.

La nostra posizione non cambia: Tana Termini deve essere chiusa per sempre.

Chiudono le fabbriche, ci sono migliaia di disoccupati, ci hanno derubato dell’ospedale, le poste consegneranno la corrispondenza a giorni alterni, ma la cosa importante per la montagna è diventare la fogna dell’umido della piana per far fare affari a società private che incassano le bollette dei rifiuti della popolazione.

Per il nostro umido sono sufficienti gli orti e i cassonetti verdi che lo raccolgono. Della spazzatura della Campania non ci interessa.

Appena possibile ci rivolgeremo alla Procura che indaga su quella di Pistoia e ci meraviglia che questa azione non sia stata già fatta.

Carlo Vivarelli

INTERPELLANZA

Al Sindaco di San Marcello Piteglio da Carlo Vivarelli, consigliere.

L’entrata dell’impianto

Oggetto: interpellanza riguardo bando di vendita impianto di Compostaggio di Tana Termini, Comune di San Marcello Piteglio (Pt)

Egregio Signor Sindaco Le chiedo che Lei o l’assessore competente, rispondiate alle seguenti domande a seguire.

  1. Il bando è stato pubblicato prima dello svolgimento dell’ultimo consiglio comunale: per quale motivo non è stata data pubblica notizia?
  2. Il bando parla espressamente di impianto di compostaggio, ed il bando stesso pare costruito espressamente per interessare soggetti che possano riprendere l’attività sospesa dell’impianto, che ricordiamo non ha mai prodotto compost commerciabile. Vorremmo sapere se l’amministrazione è favorevole o contraria alla ripresa dell’attività dell’impianto.
  3. È notorio che lo svuotamento delle vasche interne dell’impianto sarà a carico, attraverso la Regione Toscana, dello Stato italiano, e cioè di noi contribuenti. L’amministrazione ritiene o meno che questo sia un vero e proprio aiuto di Stato a favore degli eventuali acquirenti dell’impianto?
  4. Tana Termini, materiale eterogeneo per compostaggio stoccato

    Come detto, l’impianto di oggetto non ha mai prodotto, per anni, compost commerciabile. L’amministrazione ritiene di intervenire per via giudiziaria per il reato di truffa contro chi ha messo in piedi l’attività di questo impianto che si dice di compostaggio ma che in realtà ha svolto di fatto altra attività?

  5. L’impianto come specificato nel bando, non ha l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Ci appare davvero stupefacente che il bando scada il 18 aprile 2018, con la sentenza del Tar, e anche questo è specificato nel bando, che ancora non esiste. Ci appare altrettanto stupefacente che sia stato il curatore fallimentare ad andare contro al Tar per opporsi alla sentenza che toglieva l’Aia, e ci chiediamo con quali fondi abbia fatto questo. Come è possibile che si metta in essere un bando in attesa di una sentenza che in pratica annullerebbe le eventuali attività future stesse dell’impianto in oggetto? L’amministrazione comunale è intenzionata a presentare un esposto alla magistratura riguardo queste stranezze?
  6. A quanto ammonta in totale attualmente la spesa per lo svuotamento delle vasche di raccolta del percolato?
  7. Il piazzale ingombro di rifiuti

    Sembra che la parete posta tra l’impianto ed il fiume sia a pericolo smottamento o frana. Esiste una relazione tecnica riguardo tali eventuali movimenti franosi?

  8. Si legge nel bando che l’impianto è sprovvisto di conformità antincendio. Chiedo se l’amministrazione abbia avviato una procedura legale contro chi è responsabile di tale mancanza e contro chi funzionario pubblico non ha vigilato eventualmente sulla questione.
  9. Nel bando si legge, pag. 6, che l’impianto si trova su terreni a destinazione urbanistica agricola sui quali gravano vincoli idrogeologici e paesaggistici. Il terreno ricade inoltre in fascia di rispetto stradale. Ci può spiegare l’amministrazione come sia stato possibile in passato fornire i permessi a costruire e come sarà possibile fornirli o confermarli eventualmente in futuro?
  10. Ad oggi, e anche questo è addirittura specificato nel bando, non esiste una relazione definitiva riguardo alla natura dei rifiuti presenti all’interno dell’impianto. Ci risulta ovvio che il bando stesso è scritto pensando che un acquirente sia interessato all’acquisto a prescindere dalle spese per la ripulitura e la messa in sicurezza dell’impianto, altra caratteristica chiaramente espressa nel bando. Non ritiene l’amministrazione comunale che questi costi non possano che essere a carico direttamente o indirettamente dei contribuenti, e che un eventuale acquirente non possa essere che un soggetto, che basa le proprie entrate di bilancio su entrate provenienti dai contribuenti stessi? Non ritiene l’amministrazione comunale che solo questo fatto sia tale da generare un enorme sospetto circa l’obiettivo del bando stesso? Non ritiene l’amministrazione di intervenire presso la Procura della Repubblica, visto la storia negli anni davvero fallimentare dell’impianto stesso, che mai ha prodotto un chilo di compost, e che ha triturato rifiuti provenienti da zone della penisola tristemente famose per il traffico dei rifiuti? Non Ritiene l’amministrazione comunale che questo accanimento istituzionale nel voler tenere in piedi questo impianto non desti più di un legittimo sospetto?

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