TASI, IL SOLITO CASINO DI NORME ALL’ITALIANA

Tasi per tutti e a danno di tutti
Tasi per tutti e a danno di tutti

MARASMA. Basta, bisogna avere il coraggio di dire basta e ribellarsi a questo stato di cose, confusionale, dannoso e vessatorio, in cui l’Italia è sprofondata a causa di una massa di politici e burocrati che vive nel paese della finanza creativa e distruttiva.

Siamo alle solite, incombono le scadenze tributarie, che già vengono mal digerite per il tanto che viene richiesto e per il poco che viene dato in termini di servizi, e non c’è la benché minima certezza. La Tasi è già un caos, impossibile anche da spiegare e far comprendere, riporto quindi a titolo esemplificativo uno stralcio di un articolo tratto dal web:

“[…] acconto entro il 16 giugno sia su prime case sia sugli altri immobili solo nei Comuni che deliberano le nuove aliquote entro il 23 maggio; diversamente (la stragrande maggioranza), sull’abitazione principale la Tasi si paga in un’unica soluzione con il saldo di dicembre, mentre sugli altri immobili si paga a giugno un acconto così calcolato: Imu con aliquote 2013 + 0,1% di Tasi. […]” [*].

Per cambiare questo benedetto Paese sarebbe alquanto istruttivo, per capire e scorgere lo Stato/Cerbero e famelico con cui volenti o nolenti ci dobbiamo rapportare, espletare direttamente gli obblighi fiscali che la normativa fiscale ed impositiva ci propina in forme e modalità diverse ogni anno.

Purtroppo la realtà che cela il mostro/fisco è attutita, edulcorata e nascosta da troppi cuscini che si interpongono tra il cittadino/contribuente/suddito e lo Stato/esattore, costituiti da un marasma di: Caf, patronati, sindacati, associazioni di categoria, commercialisti che lucrano su adempimenti che il cittadino dovrebbero adempiere in maniera semplice e certa senza essere passibile di sanzioni successive causate dal caos normativo e incomprensibile.

Poi i tromboni di turno elucubrano sul sistema-Italia che è in crisi ed ha un Pil negativo, ma non muovono un dito, in quanto alla stessa greppia, per cambiare con le loro rappresentanze, che hanno ai massimi livelli, questo sconcio Italiano.

Le energie delle imprese e dei cittadini sono spese male, per star dietro ad assurdi adempimenti: allegati, clienti, fornitori, spesometri, dichiarazioni Iva, elenchi intrastat, black-list ma anche comunicazione Iva, per ricomunicare gli stessi dati già inviati. E l’elenco potrebbe continuare.

Le aziende, invece di produrre un qualcosa di tangibile che si può toccare e che può tornare utile ad altri, come un tavolo o una sedia, sono costrette a stare dietro agli adempimenti fiscali, con commercialisti, avvocati, associazioni di categoria, impiegati amministrativi, case di software intente a fornire programmi fiscali, e a partecipare a corsi formativi, spesso obbligatori. Lo Stato-Italia è un’enorme cartiera, fondata sulla burocrazia. E spesso ignorante, anche nel senso toscano.

Un esempio lampante è presto fatto. La tassa sull’abitazione principale si è trasformata nel volgere di pochi anni da: Isi, Imposta straordinaria sugli Immobili applicata nel 1992, ad Ici introdotta dopo pochi mesi e resa stabile, in successiva Imu e oggi in Tasi, con una babele di aliquote, correttivi, maggiorazioni, deduzioni esenzioni e parziali abolizioni.

E tutti diligentemente a compilarsi il proprio bollettino o più spesso a farselo compilare da enti e organismi, che dovrebbero essere dalla parte del cittadino, ma il cui unico scopo è celare la realtà famelica e vessatoria di uno Stato da riformare. Uno Stato per di più sanzionatorio in cui, se non conosci l’ultimo emendamento e cavillo propinato tutti gli anni, ovviamente per semplificare, ti stangano con sanzioni e interessi, si badi bene, legali, ma da strozzo.

“Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prosperosa, è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico” (Winston Churchill).

Mi dichiaro prigioniero fiscale.

[*] – http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/news/79203/tasi-slitta-il-rinvio-le-ipotesi-vista-dellacconto-di-giugno.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+PMI.it&utm_content=23-05-2014+rinvio-tasi-le-ipotesi-in-vista-dellacconto

 

LE ULTIME PAROLE FAMOSE

Sir Winston Leonard Spencer Churchill
Sir Winston Leonard Spencer Churchill

RESTO AMMIRATO e commosso dalla bella battuta di Churchill, il cui contenuto andrebbe spiegato e fatto digerire, passo passo – perché altrimenti non ci arrivano –, ai compagni comunisti del Pd che vuole accostarsi al Pse europeo (da non confondere con il Psa che serve a misurare i problemi della prostata dei vecchi bacucchi della sinistra ex-tutto pur di galleggiare).

Un’altra stronzata magistrale – ben appoggiata anche dai cattocom che stanno dentro al Partito Demo[cristiano]cratico – e che cade da sé come una pera, questa voglia di rinnovamento e d’aria fresca.

Ammesso (e non concesso affatto) che quella cosa lì (il Pd) voglia essere ispirata al riformismo, di questa sua indefessa fede di cambiamento è riprova la storia, da Tangentopoli in poi: ma per smentirla, ovviamente.

Il socialismo riformista c’era già quando Tonino cominciò la mattanza: era proprio necessario ammazzare, massacrandola come nella follia di Arancia meccanica, tutta la Prima Repubblica, per arrivare a questa poltiglia organica in decomposizione e senza fossa tricamerale di depurazione della Seconda Repubblica dei ladri?

Si commuova meno, Napolitano, quando sale sulla nave della legalità e parla di mafia, proprio lui che di trattative Stato-Mafia ci tace e nasconde il nocciolo fissile migliore!

Spiegate, invece, la frase di Churchill a tutti i parlamentari italiani e anche ai politici in generale: che restino quelli che la capiscono nel suo integrale valore. Che vadano fuori a calci in culo, come dice Grillo, tutti gli altri. E per sempre.

Tutti gli altri, cioè il 90% dei succhiasangue.

Edoardo Bianchini

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