tempi moderni. LA MESSA NON È FINITA

«L’Italia è una repubblica dem-ocratica confessionale coopta-eterodossa ed eterodiretta. Il popolo non ha diritti e i problemi si affrontano a colpi di magistratura»
Chiamiamo le cose con il loro vero nome

Il Giudice della Corte Costituzionale Sergio Mattarella è legittimamente Presidente della Repubblica?

 

GOVERNO della svolta o che rivolta lo stomaco? Siamo senz’altro per la seconda opzione e non ne facciamo mistero. Come mistero non deve essere che non abbiamo votato Salvini. Non ci piaceva neppure il governo gialloverde, una specie di mutazione genetica inconcepibile: me senza dubbio questo ritrovarsi sulla stessa sponda di Pd e 5 Stelle, è non tanto una mutazione – che può avvenire spontaneamente –, quanto piuttosto una manipolazione genetica, creata in laboratorio da un dottor Mattarellau che,  per quanto giudice costituzionale che dichiarò illegittima la legge elettorale dell’epoca, si è fatto eleggere capo dello stato dai deputati che, siccome eletti secondo una legge elettorale illecita, non erano deputati a eleggere un capo dello stato. Eppure Sergio accettò contento come una Pasqua.

E questo è il primo dei molti punti che non tornano in questa repubblica, un termine che, nel linguaggio popolare, e nell’espressione «ma questa è una repubblica», significa chiaramente «siamo in mezzo al casino».

Gli italiani non hanno il paese più bello del mondo,  perché il paese più bello del mondo lo fanno gli uomini: e quando ciascun uomo (tranne la dovuta eccezione) che tocca questo paese, “sgiubba” in ogni direzione pensabile e possibile pur di restare al suo posto a mestare, questo ciascuno merita, a pieno titolo, la famosa frasetta icastica napoletana «Tu si ’n òmm’ ’e mmèrda!»; e il paese, che ne risulta manipolato, è, per la proprietà transitiva – come diceva schifato un sergente maggiore che istruiva i caporali vigilatori di Gaeta –, un merdame.

Non arriccino il naso i radical-dem e le donnine griffate del Pd, ma oggi anche dei 5 Stelle. La lingua non è, di per sé, né buona né cattiva: tantomeno lo è il livello espressivo, o altrimenti dovremmo buttare via per primo il padre della nostra lingua (ormai ignota ai più) quando, nell’Inferno, metafora della vita reale anche di questa Italia, parla con disinvoltura di merda e di puttane.

«Casomai vendiamo anche la mamma…»

È il falso moralismo piddino che genera il cancro del politically correct e giudica gli uomini per come si esprimono e non per quello che sono e che fanno se, facendolo, si mettono i guanti di seta anche se hanno le mani e le coscienze più sudice di uno sterquilinium – in toscano una concimaia.

La messa non è finita, contrariamente a quanto pensava Nanni Moretti. Messa – come guerra, secondo quanto diceva Mordo l’ebreo in La tregua di Primo Levi – è sempre. Messa, ovviamente, non dello Spirito Santo, ma dell’uccello padulo; la messa dei radical e ora anche degli ex anti-radical talebani oggi passati nelle file e sulle sponde del Potere Divino.

È il governo caleidoscopico dei grilli e delle cicale, della fu-saggezza moralistica i onestà-onestà-onestà, e della scialacqueria dem-enziale di un partito che era e resta in mano a post-stalinisti alla Napolitano e/o a post-cattolici bucolici da margherite e ulivi.

Insomma, la messa, come la mortadella di Bologna, non è finita, non può mancare e tutto continua al di fuori delle norme e delle regole, che per noi valgono e che loro trattano come ebrei nel Lager.

L’Italia è una repubblica dem-ocratica confessionale coopta-eterodossa ed eterodiretta. Il popolo non ha diritti e i problemi si affrontano a colpi di magistratura.

Che sia dem-ocratica è evidente: il Pd perde, ma il Pd comunque governa. Che sia confessionale coopta-eterodossa è altrettanto evidente, perché qui, nel paese più bello del mondo e con la Costituzione più bella del mondo, tutto avviene per cooptazione, grazie alla quale si diventa: presidenti del consiglio, senatori a vita, magistrati, presidenti della repubblica, docenti universitari, primari ospedalieri, alti funzionari, dirigenti, dipendenti degli enti locali e regionali, membri delle partecipate, manager e quant’altro, ad eccezione degli insegnanti che rappresentano (Di Maio non lo aveva capito) il vero reddito di cittadinanza per nullafacenti, i nullatenenti e nulla-motivati (non di rado inetti e digiuni proprio della materia che “insegnano”) che però sono gli avannotti della base di consenso per il Partito Dominante.

Bello, pimpante e spregiudicato: un vero principe del Machiavelli [© Antonio Vittoria per Anica Agis]
L’eterodossia è poi dimostrata dal fatto che non c’è rispetto del merito, se non quello di appartenere al Pd/Renzi ed essergli fedele come Giuseppi Conte, cavallo di Troia piddino di lungo corso. L’etero-direzione – come la religione al papa – spetta, ovviamente, a Napolitano, che la esercita attraverso il bianco gobbetto del Quirinale, suo carrarmato sovietico a Romapest.

Che il popolo non ha diritti e che i problemi si affrontano a colpi di magistratura, è altrettanto evidente dai comportamenti – per esempio – dei compari di Palamara e di Lotti che indagano Salvini (sotto l’etichetta di ignoto) perché ha fatto sequestrare i migranti delle ong, impedendo loro di sbarcare. Vedremo se rinvieranno a giudizio anche la Trenta e Toninelli, che hanno avallato la decisione di Salvini.

Ouroboros, simbolo esoterico della condizione del popolo italiano

Sì. È il famoso serpente che si mangia la coda o ouroboros; un simbolo adatto a descrivere la catena del comando in Italia. Il parlamento tiene il governo per i coglioni e glieli strizza se non vuole o vuole che qualcosa non accada/accada; il governo si confà all’umore dei deputati (deputati ai cavoli propri) e al potere giudiziario e, in cambio, tenuto per coglioni dai deputati e dai giudici, a sua volta li tiene per i coglioni. Così il cerchio si chiude: lasciando in mezzo quell’area circolare libera, attraverso la quale (e solo attraverso la quale) vola, sfrecciando libero, quel famoso uccello padulo di cui parlavamo poco fa.

È l’anello di fidanzamento (vedi qui) del popolo con il Pd, quello. Un fidanzamento che, grazie alla grande Europa delle Nazioni, non può essere rotto se non con un divorzio ormai iniziato con la Brexit e che continuerà, piano piano, foglia per foglia, a squamarsi come un carciofo.

Fino a quando i popoli del vecchio continente, ridotti in miseria e riportati al medioevo per costringerli a rispettare un fiscal compact e l’impegno di bilanci a pareggio – elementi che (come dimostrano Usa e Giappone) sono una delle invenzioni più imbecilli in grado solo di favorire i ricchi e di ammazzare i poveri –, cominceranno a rialzare la testa, a buttarsi ancor più a destra e, alla fine, a tornare a farsi guerra fra loro. Sempre i soliti e sempre gli stessi con gli stessi problemi: tedeschi e francesi.

Oggi però occorre che i grilli diano una mano alle cicale votando sì sulla piattaforma/mentepiatta Rousseau, omologandosi al Pensiero Divino unico. Devono dire di sì perché, come suggerisce Travaglio, artisti, attori, scrittori e sportivi sono tutti per il sì al governo della svolta.

Infatti sono proprio questi radical-dem delle categorie-Capalbio che mantengono l’Italia e il suo benessere sociale creando nuovi posto di lavoro e nuove opportunità per tutti.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Ieri: Roma, Bologna, Piazza Fontana | mano fascista, regia democristiana
Oggi: Grilli, cicale, Europa, è così: | Sergio ha deciso, regia del gran Piddì
[Fino a quando durerà il diritto di critica?]




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