tennis & circoli arci. ROTAZIONI E RIVOLUZIONI: SONO LE PALLE CHE FANNO GIRARE IL MONDO, MA SPESSO È IL MONDO CHE FA GIRAR LE PALLE…

A Serravalle FdI in piena crisi d’identità, con il Senatore che minaccia la Bardelli e le consiglia di “levarsi dai piedi”. Di là, a Masotti, un Pd che, in crisi di astinenza-Arci, accende ceri per ottenere la grazia di riacquistare il circolo all’asta pagandolo per la seconda volta. Tempi duri: per i… partiti e per gli arrivati
Scherzando sulle racchette e sulle palle da tennis. È il caso di ricordare a chi si scandalizza facilmente che questa vignettona è opera degli “Adepti del Sodalizio Mvschiato”: gente colta, raffinata e meravigliosamente barocca. In grado di scrivere componimenti poetici oggetto di studio universitario. Avreste preferito un cartello con scritto «Scemo chi legge»?

SERRAVALLE, PARTITI IN GRAN TEMPESTA

IN PIÙ D’UNO SI GRATTANO LA TESTA


Gente in giro, vigili a fare multe, e consiglieri curiosi. Che macello!

 

SE AVESSI creduto che da una segnalazione sui palloni del tennis di Casale sarebbe uscita, dopo le rotazioni, una rivoluzione in grande stile, quanto è vero iddio avrei giocato al lotto i numeri 99 (le palle), 40 (tennis) e 17 (rivoluzione) secondo la Smorfia Napoletana.

La storiella dell’assessore Vettori con gli articoli à prise de cul ha generato un effetto domino inarrestabile: che ha coinvolto la squadra di Lunardi (in cui è probabile che ci siano stati scossoni di almeno il 5.5 della scala Richter) e il fragilissimo gruppo di FdI, all’interno del quale sono arrivate scosse fra il 9 e il 9.5 effetto terremoto-Cile.

Resterà in piedi almeno la torre di Castruccio, perché sia ancora possibile incastrare qualche altro cane fra le sue pietre?

Perché, al di là delle palle, almeno a Serravalle la politica poggia anche su Le Pietre: esattamente due, Patrizio (senatore romano) e Patrizia (consigliera casalvallina, sorella del senatore, con deleghe allo sviluppo del territorio che, finora, non sembra si sia molto sviluppato).

Le Pietre miliari di FdI a Serravalle: la Patrizia e il senatore Patrizio

Il sisma palle-da-tennis ha finito con l’investire i rapporti interni al gruppo FdI e ora si sente dire che sta per cadere la testa della portavoce, Elena Bardelli, l’anello debole della catena, dato il forte legame di sangue delle due Pietre.

La scossa iniziale è venuta, blanda, quando Ermanno Bolognini è entrato in rotta di collisione con la Benedetta Vettori: Bolognini (come l’Europa) è stato spintonato dalla placca Africana (la Benedetta) che si era agitata troppo. E da lì la locomotiva di Guccini ha preso il via.

Nel contempo si verificavano i fatti della costituzione del gruppo FdI (operazione o forse o-pera-zione buttata là senza fare troppa attenzione a tempi e luoghi) con piccole scossettine insidiose.

Elena Bardelli, portavoce Fdi Serravalle. Un prodotto usa-e-getta?

Poi, in questi giorni, Serravalle-Comune che si è trovato in mezzo a questi scuotimenti (identifichiamolo con Fratelli d’Italia/Lega) ha voluto incontrare «misteriosamente» Piero Lunardi. Un nulla di fatto su cui, però, le bocche sono più cucite di quelle della cupola di Corleone, e va bene.

Ma con l’assestamento finale – che prevedeva una mozione FdI critica nei confronti della giunta Lunardi sui sussidi alle piccole attività e imprese – la faglia appenninica si è spaccata all’improvviso e, se in un primo momento il gruppo era d’accordo sul presentare la mozione, sùbito dopo pare che una delle Pietre (la sorella) abbia detto no e abbia impedito chela mozione  venisse presentata.

Scossone 9.5 effetto terremoto-Cile, con strappi di capelli, scontri feroci al femminile e l’intervento pacificatore del Senatore: «Bardelli, levati dai coglioni da te o ti ci levo io». Finesse oblige.

Queste non sono le Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini (che l’Azzolina non sa certo che cosa siano), ma la realtà molto verosimile, se non reale del tutto. E io torno a dire (lo dicevo mesi fa, quando il Senatore mi tolse la parola) che l’anello debole a Serravalle non è Piero Lunardi e i suoi (la giunta sembra il vetro: grande durezza ma… grande fragilità, che sono due cose diverse!), bensì Fratelli d’Italia, soprattutto perché gestito più con «le palle che girano» che con «le palle ferme» e il polso sicuro.

Ora toccherà aspettare gli eventi per vedere se il partito della Giorgia prenderà posizione per Gesù (la Bardelli) o Barabba (La Pietra sorella). Amen.

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QUALCHE GRANA ANCHE AL PD

Neo Pd e Stalin. C’è sempre qualcuno che muore d’amore per il rosso. Che fede!

 

Un po’ di croci perché se le merita: dato che quel partito non è certo un fiorellin di serra e neppure una primula, ma nemmeno una secondula o una terzula se non di più.

Se la Querci ha smesso di strillare sulla cittadinanza onoraria a Benito, un motivo serio ci sarà, perdinci! Parto da lontano per arrivare sulla metaforica preda con giri a spirale sempre più stretti.

In Stregata dalla luna, la moglie dell’idraulico Cosimo Castorini è ossessionata da una domanda: «Perché gli uomini vanno sempre in cerca di donne?». Finché il suo genero mancato, Johnny, le butta là una battuta che la convince sùbito: «Forse sarà perché hanno paura della morte». Così lei, moglie tradita, finalmente si placa.

Parlando con amici e conoscenti o lettori, mi capita spesso di sentirmi chiedere: «Ma perché certa gente, che pure è critica nei confronti della sinistra e del Pd, alla fine chiude ogni discorso ribadendo la propria fedeltà a quel partito delle piaghe d’Egitto?».

Eppure la risposta è semplice e sotto gli occhi. Ma, come tutte le cose in vista, finisce per sfuggire all’attenzione. Èccola: prima di tutto si deve analizzare il profilo di chi, pur critico, ama PerDutamente. C’è una qualche relazione fra quelle persone e l’entità divina che pregano con tanta mistica fede? Se si fa una analisi come quelle del sangue, si vedrà che l’innamorato/a è sempre:

uno/a che ha fatto politica attiva

uno/a che, pur non avendo fatto politica, ha avuto cariche più o meno remunerate (piaceri, favori, licenze, una manina per una stanza in più, un fondamento sul greto del Rio “trombato” di Casale etc. etc.)

uno/a che è stata sistemato/a in Comune a grattarsi i coglioni

uno/a che è stata sistemato/a come bidello/a in una scuola…

e si potrebbe andare avanti all’infinito.

Se la prendi da questa parte, è chiaro che se, come cane, avrebbe voglia di abbaiare, al momento di dare fiato all’ugola, l’interessato si rende conto che quello che ha avuto, sotto qualsiasi forma, gli può essere rinfacciato dal suo PaDrone, magari pubblicamente, magari sputtanatamente.

Addio, mia bella signora…?

E poiché gli uomini sono – come dice Nicolò Machiavelli – tutto e il contrario di tutto, ma sostanzialmente timidi e vili; poiché «tengono famiglia»; poiché non vogliono grane e soprattutto sputtanamenti, ecco che recitano il credo assoluto: «Credo in unum PDeum». Basta girare sui facebook piddini di Caslgrillo e ne trovate mirabili esempi a prezzo di costo.

Qualcuno, però, mi chiede anche: «Ma Tizio, Caio, Sempronio non hanno avuto niente di niente da nessuno, eppure sono infuocati di eros nei confronti del Pd… Come si spiega?».

Semplicissimo: come si nasce con gli occhi chiari o scuri, si nasce anche senza cervello e, quindi, senza capacità di capire che il PD è tutt’altro che santo, buono, giusto e salutare.

Ci vieni, direttore, all’osso o no? Èccomi.

Che fine farà l’Arci di Masotti, la pura razza bolscevica di staliniana memoria? Si ha notizia che dovrebbe essere messo all’asta alla fine di giugno, intorno al 24. Si parla di una partenza di 240mila €. Ma il problema è un altro e ve lo sottopongo.

Com’è possibile che un immobile così, acquistato dal Pd più di 10 anni fa, sia finito in un fallimento? Se davvero era stato acquistato in piena regola, pagato e tutto, non doveva già essere fuori di ogni pericolo e sicuro da ogni turbamento?

Renzo Mochi. Parlaci d’amore, Mochù…

Credo che, a questo proposito, l’illustrazione del caso spetterebbe a Renzo Mochi – se non è andato a sparare alle anatre in Olanda con fucile sequestrato in area del Quarto Reich.

Dubito però che le Mokó vorrà impegnarsi a parlare, visto che questo topone di Arci gli è scappato dagli «ugnelli» possenti e che ora i suoi compagni di partito, se lo rivogliono, se lo devono ripagare per la seconda volta (caro il mi’ circolo culturale, eh?).

È un mondo senza pace! L’hanno scritto, tutto questo, i giornali locali importanti, anche quelli di netta ispirazione Pd? Oppure preferiscono pubblicare la ricetta del carcerato scritta da Cecco?

Buona serata a tutti: destre, sinistre e… centro-tavola.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira, Viagra e ciucciotti Haribo

Ma dimmi la verità, Landi… Ma ti diverti o no, in questi giorni un po’ fuori stagione e un po’ fuori di testa?


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