tentato omicidio. SEDICI ANNI PER L’AUTISTA DI LAMPORECCHIO

A fine 2015 aveva accoltellato la ex ragazza e madre del suo bambino. L’avvocato Malucchi: «Una condanna eleva e incongrua, ci prepariamo all’appello»
L’avvocato Fausto Malucchi
L’avvocato Fausto Malucchi

PISTOIA. Sedici anni di reclusione per Emanuele Nelli, il 36enne di Lamporecchio che accoltellò Kelly Bonacchi, ex fidanzata 26enne e madre del suo bambino.

Questa la condanna di primo grado emessa questa mattina, 18 gennaio, dal Gup del Tribunale di Pistoia Maria Elena Mele, il massimo degli anni previsti per il rito abbreviato richiesto dal Nelli (e che prevede lo sconto di un terzo della pena).

Dopo ben due ore di attesa, tra ritardi vari e repliche dell’accusa e della difesa, il Gup ha sentenziato i 16 anni di carcere per ben otto capi di imputazione, tra cui tentato omicidio, tentate lesioni aggravate,violenza privata, violazione degli obblighi di assistenza familiare, atti persecutori, porto ingiustificato di arma da taglio, appropriazione indebita e rapina (il cellulare della ex compagna).

Dunque un anno in più di carcere rispetto alla pena richiesta dal pm titolare dell’inchiesta Claudio Curreli.

Presenti in aula anche la madre della ragazza accoltellata e i genitori dell’imputato, difeso dagli avvocati Fausto Malucchi e Elena Baldi, che hanno sempre sostenuto l’incapacità di intendere e di volere di Nelli.

Assente l’avvocato della vittima, Alberto Russo, sostituito dal collega Alberto Orsi.

La brutale aggressione era accaduta il 9 ottobre 2015 a Momigno, sulle colline di Marliana, quando Emanuele Nelli, autista di Lamporecchio, aveva colpito la donna con numerose coltellate.

Prima l’uomo avrebbe inseguito l’ex compagna in macchina fino a speronarla e, dopo averla costretta a fermarsi, avrebbe sfondato il finestrino e l’avrebbe accoltellata numerose volte durante la lite che li ha portati a finire in una scarpata.

Nel frattempo la madre della ragazza era arrivata sul posto e l’uomo l’avrebbe aiutata a riportare la ex sulla strada dove poi è stata raggiunta dai soccorritori. Emanuele Nelli, nel frattempo, aveva fatto perdere le sue tracce, per poi costituirsi ai Carabinieri la mattina successiva.

“Una sentenza equilibrata e che ha preso in considerazione tutti gli aspetti della vicenda” il commento dell’avvocato Alberto Orsi, che ha rappresentato anche l’altra parte civile di questo processo, cioè il minore che era intervenuto per difendere la ragazza.

Amareggiato, invece, il difensore di Emanuele Nelli, l’avvocato Malucchi. “Una condanna elevatissima e incongrua. Non la condivido – ha detto questa mattina, subito dopo la sentenza, il legale – abbiamo fatto il processo fuori dall’aula giudiziaria, credo che la difesa non sia nemmeno entrata in quell’aula. È probabile, possibile e umano che questo processo sia stato condizionato dai giornali. C’è una grande amarezza: non si può applicare solo il codice e credo che non sia stata fatta giustizia”.

“Il mio assistito in questo momento è una persona molto più lucida del suo avvocato – ha continuato Malucchi – prima di entrare mi ha detto ‘il giudice ha un compito difficilissimo oggi’. Ora vedremo le motivazioni e siamo pronti all’appello. C’è una sola persona che ha salvato Kelly e questa è il mio assistito: se non avesse percepito la gravità di quello che stava facendo, non si sarebbe salvata. Lui l’ha salvata dalla morte”.

[Alessandra Tuci]

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