TERME: MA CONTRO CHI PROTESTANO I SINDACATI? STATO, REGIONE O COMUNE?

Il Movimento Cinque Stelle: «L’acqua termale è dei cittadini di Montecatini; occorre prendere coscienza del fatto che quello non è un carrozzone del passato, ma un'azienda con un futuro; è necessaria la competenza»
La manifestazione dei sindacati
La manifestazione dei sindacati

MONTECATINI. Internet, che meraviglia. Da casa nostra possiamo accedere al Ministero delle politiche sociali e del lavoro, alla cui guida, tra l’altro, si trova Giuliano Poletti presidente nazionale di LegaCoop fino alla sua nomina del febbraio 2014, ora tutti coloro che hanno lavorato in una cooperativa avranno sentito al momento in cui hanno scoperto la sua designazione, il rumore che faceva la puntina del giradischi che grattava il disco. Ma non divaghiamo.

Da casa quindi possiamo leggere che questo Ministero il 25 settembre 2014 già avvisava, che per i contratti di solidarietà come quello che riguarda i lavoratori della società Terme Spa (società partecipata e quindi gestita con soldi nostri, è sempre bene ricordarlo) non c’erano soldi stanziati.

Il 12 gennaio 2015 il ministero comunica che non solo non ci sarà il finanziamento per nuove domande, ma che saranno necessarie verifiche contabili per il pagamento di quelle in essere (vedi Terme). Il 16 marzo si legge che “In relazione ai contratti di solidarietà disciplinati dall’articolo 5, commi 5 e 8, della legge 236/1993, le relative domande verranno prese in esame qualora la riduzione oraria è iniziata nel 2014, fermo restando, comunque, la disponibilità finanziaria prevista dalla legislazione vigente”.

Ed è a questa comunicazione che fanno riferimento i sindacati che, il 15 aprile, si sono presentati davanti al Municipio di Montecatini per manifestare contro…e qui mi fermo e mi chiedo, contro chi? Contro il governo che non ha finanziato quel tipo di ammortizzatore sociale? Contro la Regione? Proprietario di maggioranza di questa partecipata che ha così a cuore le sorti di questo settore da riconoscerlo non strategico, che ha così a cuore questo settore per il quale non spenderà un euro, ma dal quale si farà dare tutti gli immobili, quelli si strategici, per affidarli a chi vorranno loro.

Ma cosa si aspettavano i sindacati da un proprietario che non riconosce strategico il settore in cui opera la sua azienda. Però a pensarci bene, se erano davanti al Municipio, protestavano contro l’altro socio, quello di minoranza, rappresentato dal Sindaco nonché ormai da anni assessore con delega al turismo.

Ma cosa vogliono dal socio di minoranza i lavoratori? Forse vorranno un piano di rilancio, forse vorranno sapere se almeno lui reputa strategico il settore termale, forse vorranno sapere perché fino ad oggi si è puntato solo a chiudere e vendere, forse vorranno sapere cosa sta facendo una città che lascia crollare la sua stessa fonte di vita.

Tre cose. Uno, l’acqua termale non è dei soci delle Terme è dei cittadini di Montecatini che possono farne quello che vogliono. Due, prendere coscienza del fatto che quello non è un carrozzone del passato, ma un’azienda con un futuro. Tre, competenza.

Movimento 5 stelle in Valdinievole

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