terra aperta non per tutti. AL SIGNOR CLAUDIO CURRELI NON PIACE BOLSONARO, A NOI UNO STATO CHE NIENTE A CHE FARE CON COSTITUZIONE, DEMOCRAZIA E LEGALITÀ

La pubblicazione di un insolito comunicato stampa sulla visita di Bolsonaro a Pistoia stuzzica la nostra attenzione. Alcune riflessioni sul Curreli-pensiero


Tutti a strillare contro Bolsonaro e nessuno a spendere una parola per come non funziona la procura della repubblica di Pistoia? Tutti a protestare per le cose che sono lontanissime da noi e nessuno che si occupa del divieto di minigonna a Terni o di piazza a Trieste o del daspo inflitto al capo-camallo? Girano troppi quattrini intorno alle organizzazioni benefiche e mentre agli italiani si nega lavoro e stipendio se non sono bucati secondo gli ordini dei salvatori della patria…

 

SPARO ADDOSSO A BOLSONARO

MA DA DRAGHI MI RIPARO:

FO UNA VITA ZITTA E CHÉTA

CHÉ COSÌ NESSUN M’INQUIETA. . .


 

Bolsonaro e Salvini: che scandalo averceli in casa, vero, pistoiesi? Ma di ciò che pestiamo ogni giorno per terra, nessuno si preoccupa. È la solita storia della pagliuzza e della trave nell’occhio di cui parlava Cristo…

 

PISTOIA. Preliminarmente dobbiamo chiarire che a noi il Presidente Bolsonaro è più o meno indifferente. È certamente meglio del Capitone Matteo Salvini e questa specificazione è necessaria alla comprensione dell’affaire Terra Aperta e della presentazione della attività politica svolta – così ci sembra – dal signor Claudio Curreli.

Terra Aperta è una “rete territoriale solidale e per l’accoglienza pistoiese” che si occupa di “contrastare le conseguenze negative dei cambiamenti normativi in termini di emarginazione e malessere sociale”. Queste premesse le prendiamo dal quotidiano “Agensir” del 17 giugno 2019 e la vogliamo semplicemente contestualizzare per il ricco comunicato stampa che la rete Terra Aperta ha promulgato in occasione della visita del presidente del Brasile Bolsonaro; un comunicato pubblicato sulla pagina social di Libera. Il comunicato ha un taglio fortemente politicizzato contro la visita dello statista brasiliano e la cosa ci ha assai sorpreso.

Terra Aperta, non ha un sito web, né un profilo social, però è una entità concreta, una “capofila di associazioni” che si affaccia sull’agone politico di Pistoia con un ricco comunicato stampa, decisamente univoco ad altri organismi politici bene orientati e dunque è a tutti gli effetti un “giocatore in campo”.

Claudio Curreli su Tvl di Luigi Egidio Bardelli. Oltre che capo scout è anche coordinatore della rete Terra Aperta

Il comunicato stampa su Fb di Libera (quella di Don Ciotti) è consultabile qui, ma lo sintetizziamo in una battuta: No a Bolsonaro, via Bolsonaro, disprezzo per Bolsonaro. Un comunicato di evidente taglio spregiatorio, ben posizionato sulla riva sinistra dell’area di riferimento politicante pistoiese e no.

A questo punto ci chiediamo se questo episodio non sia in netto contrasto con il requisito di indipendenza e terzietà del magistrato che si occupa di questi temi, ma che, al contempo, fa da censore ai cittadini che glivengono affidati in cura. Dovrebbe anche esserci un articolo della Costituzione, ma il sig. Curreli lo conosce benissimo, ne siamo certi; e ci esimiamo dal citare il libro sacro dell’Anpi.

Ora con un pizzico di logica aristotelica torniamo alla definizione che il signor Claudio Curreli, (anche) sostituto procuratore della repubblica a Pistoia e titolare del maxi processo politico contro il nostro quotidiano, si è dato in una intervista su Tvl Pistoia di qualche mese fa e della quale vi proponiamo un’immagine.

È il solito che ha cucito insieme una ventina di squinternate querele e disposto, in soli sei mesi, il rinvio a giudizio con la costruzione di un’intelaiatura di argomentazioni piene – a nostro giudizio – di errori e macroscopiche incongruenze, quando non anche di illegittimità formali e sostanziali e in violazione (così dice il direttore Bianchini) di una corretta verifica di indagine sugli atti pubblicati. Dov’è finito il rispetto dovuto dell’articolo 358 cpp se, appunto Curreli non ha mai svolto, come avrebbe dovuto, accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini?

Curreli a sinistra con il gruppo dei terrapertisti che dice di coordinare

Dunque al sig. Curreli, che si dichiara “coordinatore” di Terra Aperta, si può chiedere se ha rivisto la bozza del comunicato “antibolsonaro” in questione, e ha partecipato alla stesura del comunicato stesso?

Poniamoci seriamente qualche domanda dibuon senso. Chi è che è stato perseguitato, il sindaco Benesperi, l’assessore Agnellone di Dio e il non-dottor ragionier Perrozzi Ctu del tribunale, o i giornalisti? Il presidente della sezione penale del tribunale, dott. Billet, ritiene che non ci sia nessuno stridente conflitto d’interesse? E il procuratore capo Coletta dov’è quando vede il suo sostituto intervistato a Tvl di don Manone?

Gli indagati per “reati di opinione” come noi esclusivamente, devono preoccuparsi con questa Procura della Repubblica o devono farsi delle domande?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]

 

 


 

AUTORITÀ COSTITUITE?

 

 

Per il mio presunto mancato rispetto delle «autorità costituite» la Gip Patrizia Martucci mi ha inflitto, a dicembre del 2020, ben 104 giorni di illogici/illeciti arresti domiciliari. E tutti zitti, cari Libera, Terra Aperta, Cgil, Anpi, Arci, Porta Aperta, antifascisti-antirazzisti di Vicofaro, Curia e incuria, deputati e senatori delle sante istituzioni patrie!

Contrariamente a quello che mi è stato illecitamente fatto, il signor Claudio Curreli – che non ha letto né esaminato alcuno dei documenti falsi esibitimi dalle «autorità costituite» –, dopo avere messo insieme una “galleria di orrori giudiziari” contro Linea Libera, non s’è nemmen degnato di venire in aula di persona a sostenere, con la propria faccia, l’insostenibile: si è fatto sostituire dal sostituto Giuseppe Grieco che, non senza presunzione, ha cercato in ogni modo di farmi dire che, mentre chiedevo l’applicazione di leggi e regolamenti, lo stavo solo facendo per misero interesse personale. Cosa pensare, se non che ognuno, alla fine, ragiona solo secondo i propri parametri morali?

Scusatemi, signori magistrati piovuti a Pistoia: alla faccia dell’antibolsonarismo! Perché la «gente comune» cara a Coletta non ha diritti, mentre alcuni di voi, come nella fattispecie, possono perfino essere la negazione in carne del famoso principio del «tertium non datur»? Ve lo ricordate un po’ di latino? Come può, la stessa persona, essere contemporaneamente un PM e un accoglitore/facilitatore di clandestini in Italia?

La legge e il diritto non sono logica? O sono logica addomesticata ai magistrati? E il dettato costituzionale secondo cui il giudice è soggetto «solo alla legge» come si spiega se, invece di essere soggetto alla legge, il giudice fa vedere che fa, impunito e tranquillo, tutto quello che vuole a prescindere?

Vilipendo, forse, la magistratura se mi pongo queste domande? O sono vero, pertinente e continente?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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