TERREMOTO, PARTITI VOLONTARI E PROTEZIONE CIVILE

Quello che rimane di una chiesa
Quello che rimane di una chiesa

FIRENZE. Collaborazione e sostegno alle amministrazioni per gestire l’emergenza: il sistema di protezione civile agisce anche così.

È quanto stanno facendo un gruppo di tecnici della protezione civile della Regione Toscana partiti due giorni per le Marche verso le popolazioni colpite dal sisma. Con loro ci sono anche volontari, tutto personale degli enti locali, che staranno presso i Comuni terremotati a supporto.

Su indicazione della Soi (Sala Operativa Integrata) di Macerata, che è il centro di coordinamento regionale, il gruppo della protezione civile della Toscana sta seguendo la situazione dei comuni di Gagliole, Matelica, Esanatoglia (in provincia di Macerata) e nei comuni di Comunanza, Montegallo, Rotella, Venarotta, Palmiano, Roccafluvione (in provincia di Ascoli Piceno).

In pratica i tecnici toscani parlano con i soggetti locali, ascoltano, raccolgono le esigenze e individuano possibili soluzioni per risolvere i problemi, sia logistici che amministrativi.

I volontari, a loro volta, stanno presso i Comuni per aiutare il personale locale, in moltissimi casi insufficiente e sovraccaricato, ad adempiere a tutte le attività necessarie, le ricognizioni, l’organizzazione di misure di prima necessità fino gli atti amministrativi.

Quanto agli aiuti più legati alla prima emergenza, dalla Toscana la Protezione civile ha reso disponibili e fatti partire cinque moduli abitativi per Amandola (Fm), il comune dove è stato evacuato l’ospedale reso inagibile.

È già attivo il Pass (Punto assistenza socio sanitaria) ed è stato predisposto pronto a partire, se arriverà la richiesta, il modulo cucina per 250 pasti.

[bini – toscana notizie]

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