terzo settore. ARRIVA LA RIFORMA (E SPERIAMO IN BENE)

Il Presidente Federativo Corsinovi (a sinistra) e il Presidente della sezione Misericordia di Montemurlo Filippo Pratesi

ROMA-PRATO. Siamo certo contenti che, dopo quattro anni, riappaia il prof. Stefano Zamagni sui nostri schermi, annunciando un’importante riforma del “terzo settore” che noi, abbiamo imparato a conoscere bene, con le inchieste sulle Misericordie, le cooperative per gli immigrati (a proposito la Coop. Co&So non ha ancora risposto) e altre situazioni almeno anomale, per non dire promiscue.

Zamagni commenta così la riforma del “terzo settore”: “Il bene, va fatto bene, e il bene fatto male non sarà bene”.

Noi ci accodiamo e rilanciamo l’appello pubblico che è stato promosso da l’autorevole docente e, in solo spirito di servizio, rilanciamo un intervento diretto su tre episodi di sicura eminenza di cronaca: la generalità delle cooperative che sono indirizzate all’accoglimento di profughi e migranti con rimborsi e numeri da super-fatturati; il caso emblematico della vicenda della Misericordia di Oste, ovvero della finanziarizzazione del sistema delle Misericordie (a Prato versa ancora un ricorso sulla richiesta di commissariamento della sezione di Oste) e, last but not least, l’incredibile vicenda del governatore Leonardo Sacco, che alla Misericordia di Isola Capo Rizzuto sembra un esempio probabilmente emblematico di un modo di fare “bene”, ma forse non ispirato alle indicazioni di Zamagni.

Sempre sulle Misericordie, potremmo citare – utilmente – la vicenda dello scandalo della società di servizi Millennium, non a caso guidata da tale Enrico Luchi, responsabile posto nell’organigramma della Misericordia di Lucca.

Ci fermiamo qui, aspettiamo una risposta da qualcuno, per esempio Alberto Corsinovi o Roberto Trucchi, due presidenti che, spesso, sono sugli schermi per delle molto ricche celebrazioni autopromozionali.

[Alessandro Romiti]

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