TESI GROUP, A LEZIONE DI REALISMO

Alex Kirk - foto Maestripieri
Alex Kirk [foto Maestripieri]
PISTOIA. Lo aveva detto anche la settimana scorsa, Vincenzino, di non volare troppo alti. Ricordate i concetti? Quando il risveglio sarà brusco sarà meglio cadere dal letto, piuttosto che dal terzo piano, per non farci troppo male. Non era un pompiere, assolutamente, ma semplicemente un tecnico che conosce la materia di cui parla. Non solo, Vincenzo quando esprime concetti è talmente schietto e diretto che non sono possibili fraintendimenti. “Siamo stati violentati in ogni dato statistico” era stata la sua prima analisi a caldo, dopo qualche ora torna a sviscerare la partita e non cerca vie di fuga. La prima analisi è talmente oggettiva da sembrare quasi spietata:

“Non siamo nemmeno partiti malissimo, certo siamo durati solo tre minuti, il problema è che ci sono anche gli avversari. Il punto è che forse qualcuno si era illuso che eravamo improvvisamente diventati Sassari o Reggio Emilia, invece noi siamo Pistoia ed il nostro obiettivo è quello di arrivare penultimi e di raggiungere la salvezza prima possibile. La squadra è tranquilla e conscia sia delle cose buone che sa fare, sia degli errori commessi. Quando non riusciamo ad esprimerci al meglio a volte è colpa nostra, a volte è merito degli avversari, come anche nel caso di Cremona.

“Se in questo momento fossimo stati nel gruppone delle squadre a sei punti oppure ad otto punti credo che nessuno avrebbe detto nulla. La squadra è giovane ed il budget con cui è stata costruita è tra i più bassi della lega, credo che la sconfitta con Cremona abbia fatto un po’ di rumore perché abbiamo dodici punti ma la gente non può pensare che prima si vince con Cremona, poi si vince con Reggio Emilia, poi magari disputiamo le final-eight. Questa non è la nostra idea, noi giochiamo una partita alla volta e da oggi si ricomincia a lavorare per preparare una partita difficilissima contro una big del campionato”.

Baraonda Biancorossa - foto Maestripieri
Baraonda Biancorossa [foto Maestripieri]
Prosegue il coach: “Sono dispiaciuto perché non abbiamo ancora capito che quando vieni aggredito e non ti vengono concesse determinate cose, oppure queste cose vengono concesse agli avversari, non ti devi abbattere e devi continuare a giocare. Non stiamo parlando di una sconfitta di 40 punti in cui sei stato umiliato, almeno una decina di volte abbiamo avuto la possibilità di tornare sotto i dieci punti di svantaggio e alcune volte abbiamo sbagliato noi, alcune volte è stata brava Cremona, altre volte non ce l’hanno nemmeno permesso, parliamoci chiaro. Io credo che dobbiamo abituarci prima possibile a capire contro chi giochiamo, a chi vengono concesse certe cose ed a chi non vengono concesse, cosa si può fare e cosa non si può fare, credo che dobbiamo migliorare tecnicamente ma crescere soprattutto come maturità per capire come funzionano certe situazioni”. Chissà che al bravo Cusin non stiano fischiando gli orecchi? Non vengono comunque cercati alibi.

“Nel campionato italiano ci sono delle partite in cui puoi spingere di più, partite in cui certi giocatori si possono toccare, delle partite in cui altri giocatori non si possono toccare, ma attenzione non sto facendo riferimenti agli arbitri ma al campionato italiano dove ogni domenica ti trovi a dover affrontare situazioni differenti. C’è una differenza nel giocare in casa o in trasferta, nell’affrontare giocatori esperti o meno esperti, noi dobbiamo svegliarci e capire cosa è possibile e cosa non è possibile fare volta per volta.”

Esposito [foto Maestripieri]
Esposito [foto Maestripieri]
“I giocatori nostri a volte non si rendono conto perché succedono certe cose, ma è normale. Manca un po’ la maturità, devono capire come si giocano certe partite. Trovarti di fronte Lavrinovic non è la stessa cosa che confrontarti con Mastellari. Quando potevamo rientrare in partita ci sono state anche chiamate un po’ dubbie, che ti buttano giù. I ragazzi sono corretti e non prendono tecnico ma a volte fanno fatica a capire e si demoralizzano. Noi dobbiamo credere in certe cose sia in attacco che in difesa e mantenere quella linea sia in casa che fuori casa, sia contro giocatori veterani o giovani, sia che si giochi con arbitri più preparati o meno preparati, bisogna essere pronti mentalmente ad ogni avversità tenendo una linea fissa dal quale sbandare il meno possibile. Da questo punto di vista dobbiamo crescere, perché a Cremona è mancata soprattutto questa costanza mentale, ma vista l’età media è normale.”

Infine la chiosa: “I nostri 12 punti non sono quelli di Milano, la cosa bella è che i ragazzi hanno la stessa mentalità del 17 agosto e stanno con i piedi a terra. Capisco però chi, all’esterno, si lascia andare al sogno della cenerentola, però noi sappiamo chi siamo ed abbiamo chiari i nostri obiettivi. Finora abbiamo vinto tutte le partite che dovevamo vincere, quasi tutte le partite che potevamo vincere e perso quella che era oggettivamente fuori portata. Reggio Emilia in teoria è fuori portata, però chissà”.

Noi, caro Vincenzo, ci crediamo. Non è questione di montarsi la testa, è la consapevolezza di tifare dei ragazzi fantastici. Speriamo di recuperare al 100% sia Knowles che Kirk, uscito con una caviglia malconcia, e proviamoci. Forza ragazzi!

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