TESI GROUP, ADESSO NON PUOI PIÙ SBAGLIARE!

Cinciarini e Moretti [foto Maestripieri]
Cinciarini e Moretti [foto Maestripieri]
PISTOIA. “God, in these hard times right now, I trust You that things will get better!”. Così ha twittato CJ Williams al termine della partita contro Venezia, con tanto di “#havefaithwithworks” come hashtag. Non è un caso, dunque, che in fase di presentazione della partita avessi parlato della necessità di un miracolo per battere Venezia. Leggendo CJ, se mi passate la battuta, mi pare di essere stato buon profeta.

Eppure i primi 10 minuti avevano quasi dato speranza si fosse, per l’appunto, in serata di grazia. Difficile, a memoria, ricordare un altro primo tempino chiuso con 34 punti segnati. Insomma, per un attimo è sembrato che gli effetti speciali necessari per battere una corazzata come Venezia ci potessero davvero essere. Nei restanti trenta, ahinoi, si sono invece palesati tutti i limiti della squadra Davide che, sul pitturato da basket, nulla davvero ha potuto contro la squadra Golia.

Del resto, Venezia si è dimostrata grandissimo roster. Mi azzardo a dire che, se consideriamo solo ciò che abbiamo visto al PalaCarrara, la squadra di coach Recalcati ha quasi più impressionato di Milano. E’ oggettivamente complicato, infatti, trovare un MVP tra i lagunari. Se da un lato i numeri dicono che il migliore della partita è stato Peric, dall’altro non si possono sottovalutare anche i mattoncini portati dai vari Ortner, Jackson, Goss e Stone. Insomma, un super squadrone che, sapientemente diretto dalla coppia Recalcati – De Raffaele, con una difesa immensa e tanta lucidità in attacco ha meritatamente portato a casa la vittoria.

Ora, non ho mai fatto mistero di divertirmi nello spaccare il capello in quattro quando commento le partite dei biancorossi. Tuttavia, pur avendo letto sui social diversi spunti di riflessione interessanti, resto dell’idea stavolta la spiegazione della sconfitta, così come la lettura delle prestazioni dei singoli, siano in verità molto banali e si sintetizzino nel fatto che sabato sera ha vinto il più forte. Qualsiasi altra considerazione non inficia questo dato che mi sembra oggettivo.

Dopodiché, alcune cose possono essere dette senza polemica perché, con buona probabilità, hanno un fondo di verità. La prima riguarda l’intelligenza di Williams, come uomo prima che come giocatore. Non sono certamente un mistero le abitudini dei ventenni, meno che mai quando sono bellocci, atletici ed hanno in tasca qualche soldo in più di molti coetanei. Di conseguenza, in linea di massima nessun problema quanto ad uscite ed ore piccole, ci mancherebbe altro. Insomma, caro CJ, goditela pure! Sembra legittimo tuttavia pretendere un briciolo di buon senso. Nel mese chiave della stagione non può essere un sacrificio evitare di fare le cinque del mattino in piedi. I bene informati raccontano che il vero motivo del taglio di Daniel sia stato quello delle abitudini notturne del bravo Ed, ma, lo sappiamo bene, a Varese la tifoseria è decisamente meno tollerante.

Un briciolo d’intelligenza dovrebbe oggi imporre al nostro eroe di riflettere sul fatto che, in un ambiente dove ai giocatori viene concesso sostanzialmente tutto, almeno nelle settimane che fanno la differenza importante tra una stagione senza sussulti ed un’annata da ricordare si debba tenere un atteggiamento un pelo più professionale. Altrimenti, caro CJ, non può esserci sorpresa se qualcuno cede alla tentazione di crocifiggerti in pubblica piazza dopo aver visto l’arrosto che hai combinato in campo sabato sera. Vi prego, nessuno scomodi il paragone col Pozzecco giocatore, oppure con Bobby Jones, perché si parla di elementi che, a modo loro, per impatto sui rispettivi campionati sono stati di altra categoria. Bene aver fede, caro CJ, ma anche qualche ora di sonno in più, con tutto il rispetto del caso, non sembra essere una pessima idea in ottica Trento. Ma passiamo oltre.

Cj Williams [foto Maestripieri]
Cj Williams [foto Maestripieri]
Il quintetto base proposto da Moretti è stato una sorpresa, così come alcune scelte nelle rotazioni. Si è avuto per un po’ l’impressione che il tema della partita fosse stato pensato da Meo Sacchetti, più che dal nostro San Paolo. Vista la difficoltà nell’attaccare una certa difesa ed una particolarissima fisicità degli avversari, infatti, si è pensato bene di sperare nella buona verve dal perimetro. Nei primi venti minuti la scelta ha premiato, quando però alla sirena di metà partita ci siamo trovati sotto di due (47- 49) pur con percentuali al tiro da stropicciarsi gli occhi, era tutto sommato prevedibile che sarebbero stati guai. Pistoia non è Sassari, Williams non è Logan. Le percentuali sono inevitabilmente calate, ma Moretti non è riuscito a cambiare il tema della partita. Addirittura nell’unica occasione in cui Venezia è andata in bonus, Paolo ha scelto di tenere in campo cinque piccoli a sparacchiare da fuori.

Certamente, va dato atto al coach di aver perso per infortunio un Milbourne che aveva giocato i primissimi minuti in versione stellare. C’è un però grosso come una casa, anzi grosso come Daniele Magro. Perché questo ragazzo viene sistematicamente massacrato in allenamento e non trova nemmeno un secondo di spazio in partita? Perché non abbiamo provato ad alzare il quintetto ed a vedere cosa succedeva? Vista la giornata non particolarmente brillante di Easley e Valerione, perché non affiancar loro Daniele per valutare cosa ne veniva fuori? Una delle azioni più significative del secondo tempo è stato un attacco in cui, grazie a due rimbalzi offensivi, abbiamo tirato per ben tre volte a canestro dalla lunga distanza, sempre in ritmo e senza marcatura pressante, sbagliando miseramente tutti i tentativi. Davvero nemmeno in un momento del genere si poteva provare a cambiare modo di attaccare la difesa dei lagunari? Misteri della fede in Moretti.

La nota lieta di giornata, mi piace sottolinearlo, la verve ritrovata di un Cinciarini a cui Moretti ha dato molta fiducia. Bentornato Cincia, ci servi come l’aria. Sì perché, nonostante il doppio stop tra Bologna e Venezia, nonostante infortuni e maltempo che danneggiano la preparazione delle partite, nonostante le perplessità sull’effettivo valore di questa squadra, la storia di questa stagione è ancora tutta da scrivere. L’ottavo posto è sempre alla portata, tra il recupero di Trento, la trasferta di Roma ed il derby con Cantù saranno obbligatori quattro punti ma non sarà impossibile fare bottino pieno. Proviamoci.

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