TESI GROUP, GIORNI DI ATTESA

Alla ricerca di certezze sul ds e sul coach, da Iozzelli a Santoro. Il ruolo di Moretti e Galanda. Della Rosa, Mastellari e Severini convocati in azzurro

Moretti [foto Maestripieri]
Moretti [foto Maestripieri]
PISTOIA. Sosteneva Lessing che l’attesa del piacere è essa stessa piacere, ma se rileggo questa frase oggi mi sembra che non vi sia nulla di più falso.

Personalmente sono in già in piena crisi di astinenza. Sono giorni in cui mi capita spesso di navigare su youtube per rivedere alcuni video, da quello della storica promozione nella massima serie di ormai due anni fa a quello del tap-in di Tony Easley al termine dell’overtime contro Cantù, per non parlare di quelli un po’ vintage ed autocelebrativi della grande storia degli Untouchables Pistoia, ma non credo mi possa bastare questo per tutta l’estate che viene.

Non resta quindi che dedicarsi all’unica attività possibile in queste settimane, quella del fantamercato, per sognare ad occhi aperti o preoccuparsi un po’ a seconda delle notizie che girano al bar sport.

Non deve essere semplice, per chi siede nella stanza dei bottoni, districare la matassa in breve tempo. La stagione per otto squadre non è ancora finita, non è ancora chiaro chi verrà promosso e questo mal si concilia con la premura, che si avverte nell’aria, di definire le due posizioni da cui dipende tutta la storia della prossima stagione e forse anche di quelle successive, ovvero quella del direttore sportivo Giulio Iozzelli e di coach Paolo Moretti. La sensazione a pelle è che si sia davvero vicini a chiudere un capitolo di grandi soddisfazioni con questi due protagonisti di tanti anni di storia biancorossa, ma non è ancora detta l’ultima parola.

Moretti, durante la conferenza stampa del giugno scorso, comunicando la volontà di restare a Pistoia ammise di essersi effettivamente guardato attorno per qualche giorno e di aver deciso di restare in Toscana perché nessuno lo aveva voluto con l’insistenza, la stima e l’affetto dimostrati da Pistoia. Premesso che non ho avuto il piacere né di chiedere né di parlare col diretto interessato e che quindi scrivo sulla base di impressioni, la sensazione è che il coach non senta più la fiducia incondizionata non già della dirigenza, ma piuttosto di parte della piazza che, pur amandolo, rispettandolo ed essendogli infinitamente grata, forse ha cominciato da qualche tempo ad avvertire la voglia di qualcosa di nuovo.

Luca Severini [foto Maestripieri]
Luca Severini [foto Maestripieri]
C’è chi sostiene, invece, che il destino del coach sia legato a doppio filo con quello del ds. Questo capitolo della storia potrebbe subire una brusca accelerata già nelle prossime ore, magari proprio in concomitanza con la pubblicazione di questo pezzo, dato che pare imminente un incontro tra Iozzelli e Coppa, il presidente della Openjobmetis Varese. Se Iozzelli si lasciasse sedurre dal corteggiamento dei lombardi potrebbe chiedere, ed ottenere, di ricomporre il ticket vincente con coach Moretti. Contro questa ipotesi sembra tuttavia ragionevole proporre alcune obiezioni.

Se da un lato, infatti, la piazza di Varese è di indiscutibile fascino per storia e tradizione, dall’altro negli ultimi anni non è sembrata un’isola felice e serena. Se questo rende la sfida stimolante per due professionisti del calibro di Giulio e Paolo, è altrettanto vero che forse sarebbero necessarie alcune condizioni per lavorare al meglio. La prima che mi viene in mente, per esempio, potrebbe essere quella di chiarire il ruolo di un personaggio ingombrante come Pozzecco che, pur esonerato in corso di stagione, è rimasto all’interno della staff, tecnico o dirigenziale non è mai stato molto chiaro, della società. Non credo che questo sia molto ben accettabile, per esempio, da un caratterino come quello del coach aretino.

Varese, tra l’altro, potrebbe comunque voler imporre a Iozzelli la conferma di coach Caja, che molto bene ha fatto subentrando al Poz e che sembra essere molto gradito al consorzio che sorregge le sorti dei lombardi. Insomma, è una storia che sembra ancora tutta da scrivere.

Certamente al PalaCarrara i nostri non possono indugiare nell’attesa di conoscere le volontà di Giulio e Paolo, ma devono sondare il terreno per non restare troppo a lungo scoperti quando si concretizzasse la necessità di sostituire questi tasselli del mosaico biancorosso. Circola con insistenza il nome di Sandro Santoro nel ruolo di eventuale successore di Iozzelli come direttore sportivo, in alternativa qualcuno indica Gek Galanda, che verrebbe così ad assumere un ruolo forse anche più importante di quello di “tuttofare” ed “uomo immagine” svolto egregiamente fino ad oggi.

Martino Mastellari [foto Maestripieri]
Martino Mastellari [foto Maestripieri]
Mentre sul primo nome non posso pronunciarmi perché non ho elementi sufficienti per giudicare, sulla seconda ipotesi voglio sbilanciarmi nel dire che questa idea non mi piace per nulla. Non voglio essere frainteso. Galanda ha sicuramente i numeri per svolgere egregiamente qualsiasi compito, sono sicuro sarebbe un ottimo presidente, un ottimo ds, persino un ottimo coach, ruolo che di fatto, tra l’altro, dal campo ha già assunto fino alla scorsa stagione.

Vanno considerate con attenzione, però, tutte quelle energie e tutti quei risultati che il nostro Gek ha già conseguito nei compiti che finora ha svolto. Penso al consorzio di aziende e professionisti che sta crescendo a sostegno della società, penso alla promozione della pallacanestro nelle scuole, penso al continuo accostamento del Pistoia Basket alle varie realtà del nostro territorio, insomma penso a tutti quegli impulsi di cui Galanda è stato promotore e che forse verrebbero almeno in parte vanificati se Giacomo fosse destinato ad un ruolo nuovo e diverso.

Comunque sia è ancora presto e non ci resta che aspettare qualche giorno per avere un quadro più preciso. Nel frattempo possiamo però essere già molto soddisfatti per la convocazione di Della Rosa, Mastellari e Severini nella selezione azzurra Under 19, segno tangibile che la direzione intrapresa qualche mese fa dai biancorossi è quella giusta. C’è da sperare, dunque, che, quali che saranno i protagonisti della prossima stagione, siano state ormai piantate delle radici profonde per un futuro importante della pallacanestro pistoiese.

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